Parte 6

Manuale del Perfetto Comunista

G.L. Lombardi-Cerri
“i missili”
USA e URSS hanno installato missili a loro piacimento senza che nessuno avesse qualcosa da dire in proposito.
Quando gli USA hanno parlato costruire basi di missili in Italia la Sinistra si è scatenata come se fossero stati i primi in tutto il mondo.
Le istruzioni provenienti da Mosca erano di ostacolare con ogni mezzo l’installazione di missili a medio raggio, volti a minacciare obbiettivi di medie e piccole dimensioni del territorio russo.
Anche in questo caso lo slogan “missili” è comparso in tutti i discorsi.
Della parola “missili” abbiamo fatto un’autentica indigestione.
 
“bisogna guardare a monte”
È la frase salvagente che invoca ogni buon comunista quando è messo nell’angolo con le opportune argomentazioni.
Tanto “a monte” che basta risalire ad Adamo ed Eva per trovare sempre qualcuno cui addossare la colpa.
“avete fatto una dimostrazione durante la quale sono state spaccate vetrine e auto di persone che non c’entravano per nulla”, così suona l’accusa.
“è vero, ma se si guarda a monte appare che anche gli ignari spettatori hanno una loro responsabilità più o meno diretta…”, è la difesa .
Molti giovani si drogano o si impasticcano, attraverso scelte assolutamente libere e di cui sono pienamente responsabili.
” è vero, ma bisogna vedere a monte…”
 
“la classe dei padroni”
Tutti quelli che sono titolari di un’attività produttiva sono chiamati con disprezzo “padroni” sottintendendo il fatto che i loro guadagni sono tutti rubati ed i loro dipendenti malamente sfruttati.
Vi sono però personaggi che pur non avendo nessun dipendente diretto, guadagnano miliardi.
A questa categoria appartengono ad esempio gli artisti, gli speculatori di vario genere, i sub appaltatori, i rentiers e simili.
Questi i guadagni “non se li sono sudati” ecco perché, in genere, votano a sinistra.
Ed ecco perché il pittore Guttuso in un dibattito essendo stato accusato di scagliarsi a sproposito contro i ricchi sfruttatori, ha risposto “ma io sfrutto me stesso!”, dimenticando che le sue opere ed i suoi conseguenti, nonché abbondanti guadagni hanno avuto come unici acquirenti proprio quelle persone da lui accusate di sfruttamento.
Per darsi maggiore importanza hanno coniato un nome che compare spesso: la categoria degli intellettuali.
 
“i servi dei padroni”
Tutti quelli che ragionano con la propria testa, siano essi lavoratori dipendenti o indipendenti, respingono gli schemi di ragionamento prefabbricati.
Vengono pertanto globalmente catalogati come “servi dei padroni”:
Questo poiché, more solito, è più alla portata di mano classificare una persona con una etichetta, piuttosto che confutarne i ragionamenti con le regole che la logica impone.
Stranamente, dal punto di vista logico, se il “padrone” è un privato è uno sfruttatore, se il “padrone” è lo Stato, va tutto bene anche se il trattamento dei dipendenti è ben peggiore.
Controllare, a tal proposito, le modalità di licenziamento del personale in esubero di giornali comunisti.
 
“lo sfruttamento dei lavoratori”
Coloro che impiegano manodopera, anche se rispettano accuratamente la normativa contrattuale, sono definiti “sfruttatori”.
Naturalmente hanno sempre fatto eccezione le condizioni veramente miserabili in cui sono stati posti tutti gli operai dei paesi comunisti, poiché “contribuivano alla costruzione del socialismo”, nonché, attualmente, i dipendenti degli enti di sinistra e delle cooperative rosse, che possono essere perfino licenziati in un batter d’occhio, senza troppe remore.
 
“democratico”
Se c’è una parola il cui significato vero è lontano anni luce dal pensiero marxista è l’aggettivo “democratico”.
Il “governo del popolo” lo hanno sempre lasciato ai governi “capitalisti”, preferendo di gran lunga applicare il “governo per il bene del popolo” (naturalmente solo un gruppo di pochi “eletti” stabilisce quale sia il bene).
Questo ha però creato nei gestori del sistema marxista un desiderio di esorcizzazione tale per cui, ad ogni piè sospinto appiccicano l’aggettivo “democratico” in qualunque loro discorso, anche dove, in sostanza, non sarebbe proprio necessario.
Ecco allora un fiorire di “atteggiamento democratico”, “magistratura democratica”, “genitori democratici” (a scuola) e , perfino “medicina democratica”.
Cosa c’entra la democrazia con la medicina solo loro lo sanno.
A nostro modesto avviso un medico (ad esempio) deve curare i malati nel migliore dei modi possibile e basta.
Cosa c’entra la magistratura con la democrazia, non si riesce proprio a capire, dato che i magistrati dovrebbero applicare le Leggi nella sostanza e nello spirito di chi le ha proposte e approvate, ossia il Parlamento.
Dovrebbero applicarle tecnicamente e non politicamente e (soprattutto) non dare lezioni di politica o di morale.
 
“postcomunismo”
Poiché ormai anche i sassi si sono accorti degli errori e degli orrori del marxismo applicato in circa 40 Stati (in molti dei quali i dirigenti avevano addirittura potere di vita e di morte), ecco la brillante trovata: il comunismo è finito, è iniziata l’era del “postcomunismo” !
Purtuttavia in Italia vi sono ancora partiti targati e ideologizzati: COMUNISMO!
È vero ! Il comunismo è finito, ma i metodi sin qui illustrati sono stati mantenuti intatti.
Con un’astuzia in più: trasmettere solo verbalmente le modalità operative, in modo da non lasciare tracce.
I metodi delle vecchie cellule non sono mai stati cancellati. Nel caso di clamorosi errori (e addirittura di delitti) è sempre pronto il ripiego: sono compagni che sbagliano.
La presa violenta del potere si manifesta oggi attraverso interventi della magistratura che se ne infischia della forma e dello spirito delle Leggi con sentenze che mirano, con ogni evidenza,
alla conquista stabile del potere.
 
“la filosofia del relativo”
Tutte le idee hanno lo stesso valore e, pertanto vanno messe sullo stesso piano di discussione, dicono i neo compagni.
Quindi se siamo in due a discutere, io sostengo la rotondità della Terra, e il mio interlocutore parte dall’idea che la Terra sia piatta e difende tale tesi, a spada tratta.
Secondo i marxisti sono due idee da dibattere poiché, almeno in partenza, hanno lo stesso peso culturale e nessuna prevale sull’altra.
È un artifizio furbo, ma tipico, poiché io (antimarxista) devo anzitutto dimostrare che la Terra è rotonda e poi se ne discuterà.
E sapete come andrà a finire?
Semplice!
Dovrò avventurarmi in disquisizioni di meccanica celeste.
A questo punto il mio contradditore avrà pronta la trappola: “ma tu chi sei e che esperienza hai per discutere di meccanica celeste?”
Immaginiamo per un istante che io sia laureato in astronomia.
Lo dichiaro !
Mi si risponderà: “non è vero!, dimostralo!”
Non portandomi in tasca il certificato di laurea il mio avversario segnerà sempre un punto a suo vantaggio e, nella migliore delle ipotesi avrà deviato l’oggetto della discussione.
Volete un esempio pratico del “sistema” di dibattito?
Eccolo.
Noam Chomsky liberal USA (oggi si dice liberal per nascondere la realtà comunista)
Durante un dibattito un tizio (non precisato) chiede come mai tante belle idee marxiste applicate in pratica hanno dato luogo a sistematici disastri (vedi: Chomsky “Capire il potere”)
La risposta è stata fulminante: “perché in quelle nazioni, URSS in testa, è stato applicato il capitalismo e non il marxismo! Capitalismo di Stato, ma sempre capitalismo.
Dimostrate nel breve tempo di una discussione che l’assunto è errato!


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