Parte 4

Manuale del Perfetto Comunista :

7.-La filosofia marxista

G.L. Lombardi-Cerri
Non staremo qui a fare un riassunto della filosofia che, partita dal pensiero di Hegel, si è sviluppata attraverso Marx ed Engel.
Ne riportiamo qui appresso i punti essenziali che devono servire da linee guida ad ogni marxista che si appresti ad un dibattito pubblico.

  • Conta lo Stato e non l’individuo
    I sostenitori di una filosofia autoritaria, ben sapendo che molti non sarebbero d’accordo con certe proposte, puntano a far leva su un moloch onnipotente posto inesorabilmente al disopra di tutti, che chiuda la bocca ai dissenzienti ritenendo che solo pochi detentori del potere sanno "ciò che è bene per il popolo", così come abbondantemente descritto da Orwell.
  • II fine giustifica i mezzi
    Anche il "delitto" può, al momento opportuno, essere adeguatamente utilizzato.
    Governi di sinistra sparsi per il mondo hanno spesso e pienamente utilizzato questo strumento, perché "l’idea" è più importante della vita .
    Anche prescindendo dai delitti (peraltro numerosi) qualunque alleanza, accordo, compagnia di viaggio sono leciti pur di percorrere la strada tracciata da Marx.
    Demonio o Angelo sono assolutamente intercambiabili.
  • C’è una verità politica ed una verità storica
    Per un marxista la descrizione della realtà può e deve cambiare in funzione degli obbiettivi temporali in atto.
    La realtà viene dopo l’ideologia, non solo, ma ne è stretta funzione.
    Quindi anche la dirittura morale è un optional.
  • II più debole ha sempre ragione per il solo fatto che è più debole
    E, soprattutto, poiché più facilmente è condizionabile attraverso la propaganda.
    Dato che il debole serve per andare al potere, nessun problema a difenderlo a spada tratta, tanto, una volta raggiunto il comando, sono sempre disponibili i carri armati di piazza Tienanmen per fargli capire, al di là di ogni dubbio, chi comanda.
  • Per contrastare l’avversario utilizzare una tesi esattamente contraria,
    indipendentemente dal fatto che sia reale o meno, dimostrata o indimostrabile.
    Si troverà sempre qualcuno che darà ragione per partito preso o per distinguersi dagli altri.
  • In un dibattito sparare sempre per vero ciò che si sa che l’avversario non potrà in quel momento dimostrare falso.
  • Tutte le idee hanno lo stesso valore e, pertanto vanno messe sullo stesso piano di discussione portato al dibattito.
    Occorre evitare che l’avversario metta di fronte a verità incontrovertibili.
    Ed ecco la filosofietta di comodo per portare ogni asserzione sullo stesso piano.
    Si dibatterà successivamente.
  • Dare per falso ciò che l’avversario In quel momento non potrà dimostrare per vero.
    Se il mio avversario (nemico) partecipa ad una discussione pubblica, sicuramente non avrà con sè l’insieme delle pezze giustificative.
    Pertanto sarà sufficiente dichiarare false le sue dichiarazioni che arrechino imbarazzo o, addirittura, evidenzino la falsità delle mie asserzioni.
  • Martellare sempre ripetendo fino alla noia un’affermazione soprattutto se falsa, poiché una falsità ripetuta cento volte diventa una verità.

7.1 Negare la validità della logica

Quando si affronta una discussione sempre stato determinante attenersi ad alcune regole, per evitare che tutti avessero contemporaneamente ragione e torto senza venire, quindi, mai a capo di niente.
Purtroppo per chi ha intenzione di barare al gioco, le regole della logica formale sono rigorose e difficilmente aggirabili e quindi di estrema pericolosità.
L’unica soluzione è quindi attaccarsi al “relativismo” negando la validità di tali regole.
Quando ci si incontra con una persona con la quale si prevede di sviluppare una discussione ( o meglio, per attenersi al linguaggio degli addetti ai lavori, un dibattito); vedere se appartiene ad una schiera amica o nemica.
Se appartiene ad una schiera amica ha sempre ragione; se nemica ha sempre torto.
In tal modo si risparmia la fatica di dover analizzare il contenuto delle sue tesi, analisi che costa spesso fatiche mentali inenarrabili.
È molto più semplice vagliare l’appartenenza di schieramento.

7.2 Attaccare sempre la persona e mai le idee

È inoltre molto più facile poiché le maggior parte dei cittadini, mentre è in grado di controllare la fondatezza delle IDEE, non è in grado di controllare la fondatezza delle accuse alla persona.
Ricordare sempre Voltaire: “Calunniate, calunniate, qualcosa resterà!”
Ecco la catena degli attacchi riusciti ai sinistri, spalleggiato dalla magistratura.
 
On. Piccioni, democristiano.
Aveva un figlio quarantenne, musicista che durante un’orgia, orgetta, o qualcosa di simile, sulla spiaggia ostiense ha assistito (o partecipato, non si sa) a provocare la morte di una escort (esistevano anche allora, ma venivano chiamate con un altro nome, meno politicamente corretto).
Responsabilità (se tale si può chiamare) di Piccioni padre è stata quella di aver generato un figlio scapestratello, ma la sinistra lo ha attaccato come se lui avesse partecipato al fatto, o avesse tentato di coprire il figlio.
Niente da fare.
I ripetuti martellanti attacchi gli hanno distrutto la carriera politica.
Contemporaneamente i sinistri, visto che erano già in marcia ne hanno approfittato per attaccare il Papa, dato che uno dei presenti era il suo medico personale.


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