Parte 2

Manuale del Perfetto Comunista :

2. Perché il Marxismo è Fallito

G.L. Lombardi-Cerri
Il marxismo è partito da un’istanza giusta ed indiscutibile : difendere lavoratori dagli eventuali soprusi dei datori di lavoro. E’ giusto che per il corretto funzionamento di un qualsiasi sistema occorre che ci sia un “altare”, ma anche un “controaltare” che impedisca gli eventuali eccessi di potere del primo. Questa dovrebbe essere l’esclusiva funzione di una ideologia, di un movimento o addirittura di un partito dei lavoratori. Il marxismo respinge il principio della contrapposizione di idee. Ammette solo che la propria ideologia è e deve essere l’unica e le altre vanno distrutte, e con loro gli uomini che le propongono. La fine della lotta avviene dopo la distruzione dell’avversario. Il marxismo è fallito, inoltre, perché si è basato su premesse e situazioni che non hanno nessun fondamento reale e ha creduto di superare caratteristiche assolutamente e prepotentemente naturali, con azioni di estrema violenza.
Infatti:

  • Pensa che gli uomini debbano , attraverso un opportuno sistema educativo, essere portati ad una unica Weltanschaung (il “pensiero unico” che tanto si teme ) mentre il pensiero vario è quello che ha fatto progredire l’umanità.
  • Pensa che gli uomini non debbano essere egoisti. Nella realtà l’egoismo può e deve essere mitigato ma non eliminato, in quanto stimolo al progresso.
  • Pensa che possa essere eliminato il concetto di concorrenza e di competizione, mentre questo rappresenta una indispensabile spinta all’evoluzione.
  • Pensa che un gruppo di uomini “illuminati” possa, una volta conquistato il potere, fare la felicità della massa, senza che nessuno li disturbi con critivhe o solo richieste di chiarimento.
La cosa interessante è che i marxisti, pur essendo prevalentemente darwiniani, non vogliono riconoscere che l’uomo, come tutti gli altri esseri viventi, sia spinto al progresso dalla libera competizione naturale. ( e questa è una delle tante loro contraddizioni)
Per contro l’uomo , non sottoposto a controlli e ad avvicendamenti, aumenta la sua dose di sete di potere e di egoismo, al punto di arrivare ad uccidere chi lo contrasta.
E’ sicuramente dotato di innumerevoli virtù , ma anche di vizi che occorre cercare di tenere a freno, e che sistematicamente tentano di emergere influenzandone il comportamento.
Tenere a freno come ?
Non con la violenza, ma con l’educazione e la persuasione.

3. Il profilo del comunista

E’ dall’hegelismo, sostiene Popper, che scaturiscono gli aspetti peggiori del marxismo e precisamente: lo storicismo ed il totalitarismo. Vi domanderete giustamente chi può credere alle panzane sopra illustrate e quale possa essere il suo profilo psicologico? Pensiamo che i personaggi si possano suddividere nelle seguenti categorie.

  • Gli anarchici, per i quali vige la norma del “tanto peggio,tanto meglio”. Essi hanno addirittura come obbiettivo la totale distruzione dell’ordine costituito.
  • Gente che nella vita non avendo avuto successo per sue evidenti carenze è piena di invidia e non sa rassegnarsi alla sua situazione anche se non vive una situazione miserevole. Molte persone hanno un tale livello di autostima, da credere di essere sempre sottovalutate da tutti. A questo punto, secondo una loro ferma opinione, i propri insuccessi nella vita sono dovuti esclusivamente a “persecuzioni” mentre i successi altrui sono dovuti solo a speciali “raccomandazioni ” o a sfacciata fortuna. Esempio tipico , non sempre pacifico, di questo atteggiamento psicologico è rappresentato dal “tifo” calcistico. La propria incapacità sportiva viene trasferita su altri più validi sportivamente ( i giocatori della propria squadra) eletti a propri paladini, mentre i giocatori della squadra avversaria vengono ritenuti “soltanto dei fortunati o dei corruttori degli arbitri”.
  • Ricchi Sfaccendati. Sono persone le cui fortune economiche sono dovute agli antenati se non , più semplicemente, al padre.
    Per loro, pertanto, la vita è costituita da una serie di attività aventi come unico scopo quello di scansare la noia.
    Chi ha costruito un’industria o una proficua attività può vantarsi di qualcosa.
    Chi ha costruito il nulla può solo vantarsi di aver trovato ,e di possedere, “le ultime novità”, materiali o intellettuali, valide o meno.
    E’ l’unico modo , a loro disposizione, per ostentare superiorità nei confronti altrui.
    Fa molto “trendy” come dicono tra di loro.
  • Ricchi Affaccendati, ma che vogliono essere sicuri di conservare i loro averi. Sono persone che possedendo un patrimonio che considerano sempre politicamente a rischio fanno un ragionamento elementare : se vince la Destra non hanno niente da temere anche se sono schierati a sinistra , perché sono ricchi e quindi hanno la possibilità di essere sopportati in quanto il loro sinistrismo potrebbe essere considerato un vezzo ; se vince la Sinistra non hanno niente da temere perché sono abbondantemente schierati nella posizione vincente.
  • Povera gente che ha una vita grama, non per colpa sua e che, pur avendo tutti i diritti di lamentarsi, si fa incantare dalle promesse di quattro mascalzoni. Sono individui realmente perseguitati dalla sfortuna , che hanno perso ogni speranza. Se incontrano persone che, attraverso discorsi opportunamente infiorati, prospettano loro una vita migliore vi si attaccano come ultima possibilità
    Questi imbroglioni che promettono senza preoccuparsi di prevedere se e come potranno mantenere le promesse. Tanto , una volta raggiunto il potere (che terranno in mano in maniera ferrea) troveranno sempre un ipotetico nemico cui addossare la mancata realizzazione delle promesse (la bieca reazione in agguato).
    Alla suddetta categoria di “povera gente” appartengono anche quelle persone che dopo una giovinezza ferocemente marxista si accorgono , a cinquanta, sessantanni, “che il marxismo applicato ha prodotto solo disastri” e che, quindi , nelle loro scelte, hanno sbagliato tutto, proprio tutto. A questo punto rimangono loro due alternative : o il suicidio per una vita totalmente fallita , o chiudere gli occhi e far finta di essere quelli di prima, vivendo “nel tempo felice”.

4. Le filosofie infestanti

Nel ’68 sono scattate mini rivoluzioni e contestazioni , più o meno rapidamente assorbite in ogni singola nazione, e senza lasciare rilevanti strascichi.
L’unico Stato in cui permangono in maniera pesantissima le ondate del’68 è l’Italia.
Il “perfetto comunista”, oggi, per essere aggiornato, completa la sua base marxista con altre due filosofie che andremo a discutere.
Basta che inizi una qualsiasi manifestazione con gli obbiettivi più vari, che partono subito fenomeni di violenza.
Tipica la situazione di Napoli dove non si accettano le discariche, si contestano gli inceneritori si rifiuta la raccolta differenziata e, soprattutto, si devastano strade e quartieri.
Come mai ?
Riteniamo che ció sia dovuto ad una miscela esplosiva di ben tre filosofie, che al pari dei parassiti presenti dappertutto , anche in agricoltura, consideriamo infestanti”.
Credo quindi che l’Italia rappresenti un caso unico a livello mondiale. In questo Stato hanno sempre convissuto due filosofie da secoli esistenti, già pericolose per conto loro :

5. La filosofia meridionale

Questa si basa sui seguenti principali capisaldi :

  • a.- il lavoro è considerato una “condanna”, pertanto meno se ne riesce a fare , meglio è. Talché sin dal primo giorno di attività si deve cominciare a pensare alle vacanze quando non al momento in cui si andrà in pensione.
  • b.- nei rapporti con gli altri è preferibile cercare sempre le scappatoie, aperte dalla furbizia, alle vie garantite dalle capacità personali. Le abilità personali vanno create e coltivate con fatica , mentre la furbizia è innata.
  • d.- se si può vivere a spese della collettività, si risparmiano fatiche e disavventure. Se l’attività è personale anche i meriti e le responsabilità sono personali, mentre se è collettiva si hanno solo vantaggi senza correre rischi. Tipico è l’atteggiamento dei tifosi che strillano “abbiamo vinto” senza rischiare di rompersi una gamba o di essere criticati per aver giocato male.
  • e.- i problemi personali e collettivi devono essere risolti o dagli “altri” o da un superiore livello di collettività su cui devono gravare costi e responsabilità.
    Tipica è la situazione dei rifiuti a Napoli.
    A detta dei napoletani dovrebbe intervenire il Governo , il Nord , la Germania, chiunque altro (tranne i napoletani) e purché se ne accollino le spese. Loro sono lì ad aspettare che il problema venga risolto. Se si chiede una qualsiasi collaborazione (doverosa in quanto si tratta di un problema tipicamente locale) emergono subito le tre richieste tipiche : denaro, tempo , rinforzi.
  • f.- nei rapporti con gli altri contano solo i vantaggi per la propria famiglia trascurando totalmente i doveri verso la collettività.
    Perché alla famiglia o a quelli da considerarsi assimilati si può sempre imporre e ottenere un favore personale di ritorno, mentre dalla collettività non si può ottenere personalmente nulla, se non i propri diritti previsti dalla Legge.
  • g.- nei rapporti di lavoro cercare sempre di battere la via della corruzione.
  • h.- cercare di nuotare nel mare dell’opinabile (le chiacchiere) dove nessun dato reale può inchiodare l’individuo davanti ai risultati di quello che ha fatto e davanti alle sue responsabilità.
  • L- il modo è posseduto dai furbi e, pertanto, occorre diventare abili nella furbizia e non nella conoscenza derivata dallo studio o dal lavoro.
    Esempi tipici della sistematica applicazione di detta filosofia sono la creazione e la persistenza della mafia, la burocrazia, particolarmente inetta e corrotta, la sanità incapace sia dal sia dal punto di vista tecnico che da quello organizzativo, la sola disinformante è perfino la gestione delle spazzature, oltre alla gestionedi tutto ciò che richiede un minimo di organizzazione.
  • l.- non riconoscere mai le colpe piangendo sistematicamente sulle proprie, vere o presunte, indispensabili o addirittura “vitali” necessità


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