GIUSTIZIA

di “Lucyrrus”

Sarei oltremodo lieto che un esperto mi svelasse qualcuno dei misteri che aleggiano attorno alla giustizia italiana  (scrivo con la G minuscola poiché di tutto si tratta fuori che di vera Giustizia): e non mi riferisco alla parte organizzativa, poiché sulla NON organizzazione della giustizia ci sarebbe da scrivere un trattato indirizzato sia alle aziende sia a tutte le associazioni affinchè imparino a NON fare quello che è regola organizzativa nell’ambito della magistratura. Mi basterebbe quindi una qualche spiegazione per chiarirmi “in base a quale logica” funziona la giustizia in Italia.

Un esempio fresco fresco.
Un certo Restivo, condannato all’ergastolo in Inghilterra per aver massacrato due donne ( per fortuna condannato in Inghilterra, così il carcere lo sconterà per davvero) è stato processato per l’omicidio, a Potenza della povera Claps. Il PM ha chiesto I”ergastolo , mentre il difensore ha chiesto il proscioglimento.
Ora mi dite voi che Legge è quella in base alla quale un individuo può essere considerato, con bella e tranquilla alternativa, un angelo oppure un demonio?
Quando si assiste alla scena di un personaggio condannato in prima istanza e assolto in seconda ( a parità di prove) vuol dire una cosa semplice: o la Legge è sbagliata ( e allora si provvede rapidamente a cambiarla) o il giudice è incapace ( e allora va accompagnato verso i campi coltivati dotandolo di una robusta pala) tertium non datur.
Ogni azienda è dotata del cosiddetto Manuale nel quale sono dettagliatamente scritte le regole di comportamento nell’ambito dell’azienda.
Quando entra una nuova recluta. viene invitata a studiarsi accuratamente detto Manuale.
Il cosiddetto Manuale è, in altri termini, un insieme di Leggi che descrivono con estremo dettaglio quello che si può o non si può fàre. I compilatori si pongono costantemente la domanda :”questo punto darà luogo a qualche dubbio?”
Se la risposta è positiva si emettono subito le release.
Perchè le Leggi nazionali sono di un’incertezza sublime, complicate ulteriormente dai Regolamenti applicativi e dalle cosiddette circolari esplicative che, spessissimo sono una contro I”altra ? Viene perfino il dubbio che l’incertezza sia voluta in modo che “le Leggi per i nemici si applicano e per gli amici si interpretano”.
E’ opportuno, tuttavia, risalire “ab ovo” con una domanda.
Le Leggi sono promulgate avendo per obbiettivo: La volontà del popolo?
No di certo perché un abnorme numero di sentenza è abbondantemente disapprovato dalla massa dei cittadini.
La volontà di pochi “illuminati” Certamente! Si sono autoeletti e seguitano darsi dell’intelligente e del bravo vicendevolmente. Il rispetto di una procedura logica e applicativa che prescinda dai valori e dalla correttezza dei
risultati? Alcuni “illuminati” sostengono ancora la legittimità di regole che prescindano dai “valori” ed
abbiano, come unica caratteristica, un rigoroso concatenamento tra di loro.
Se la Legge deve rispettare la volontà del popolo le sentenze dovrebbero trovare il consenso della maggioranza dei cittadini. Accade invece il contrario. Citiamo il caso della ragazza violentata alla quale è stato assegnato dalla corte (sempre scritto in minuscolo) un “concorso di colpa in quanto indossava jeans attillati”.
Un’altra caratteristica della cosiddetta “giustizia italiana” è rappresentata dalla scarsissima capacità di cattura dei colpevoli di reati e della loro rapida condanna. Sono sotto gli occhi di tutti i delitti più clamorosi in cui i colpevoli o non sono stati trovati o se trovati, sono stati condannati a pene quasi irrisorie che, dopo la condanna, hanno scontato le pene a livello ulteriormente ridotto.
Può essere citato, ad esempio significativo quello di un tizio che, avendo ucciso padre, madre e fratello è stato alla fine condannato a pochi anni di prigione ed ha perfino preteso ( e probabilmente ottenuto) la parte a lui spettante di eredità. Poiché, stante alle statistiche della magistratura il 95-96% dei reati risulta impunito verrebbe da pensare che abolendo totalmente giudici e poliziotti si avrebbe un misero aumento dei reati (4-5%)
a fronte di un pesantissimo risparmio economico.
Che cosa si potrebbe fare?
Moltissimo!
-Promulgare Leggi quadro, dotate di un intrinseco Regolamento applicativo ed una conseguente prontezza parlamentare volta a correggere disfunzioni emerse in fase applicativa.
Il Parlamento fà le Leggi, il Parlamento deve essere unico interprete e correttore.
-Rendere i giudici responsabili personali di eventuali errori facendo rilevare la eventuale responsabilità da commissioni composte da persone culturalmente idonee, ma totalmente fuori dalla magistratura.
-Far eseguire le indagini dalla polizia assolutamente indipendente dalla magistratura.
-Rendere la magistratura elettiva con separazione totale della parte accusatoria, dalla parte giudicante.
-Punire i magistrati colpevoli di errate sentenze con multe salate e con espulsione dal corpo della magistratura nei casi più gravi.
Così come avviene dappertutto salvo che in Italia!

2 Commenti a “GIUSTIZIA”

  • Schwefelwolf:

    Ben detto! Peccato che in Italia non lo si farà mai (a meno di una vera rivoluzione – cioè una di quelle con i forconi).
    In una società in cui una percentuale altissima della popolazione avrebbe da temere moltissimo una magistratura corretta ed efficiente (parliamo degli innumerevoli collusi, corrotti, ladri, scippatori, ricettatori, bancarottieri, violenti e violentatori, sfruttatori e lenoni, trafficanti e pusher, pedofili e cosí via, cui si dovrebbero aggiungere tutte le sanguisughe attaccate al corpo della società) è ovvio che non si potrà mai riformare il sistema: tanto meno con l’autorizzazione del CSM. Quindi …

  • lucyrrus:

    Vi ricordate il celebre colloquio : “maestà, il popolo non ha pane ! Mangi allora lle brioches !” e vi ricordate anche chi ha mangiato le brioches ?

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