CAPOLINEA

di “Schwefelwolf”

Novembre 2011. Dopo tre anni e mezzo di legislatura cala il sipario su un governo Legal/PdL che avrebbe dovuto portare federalismo, sicurezza, contrasto all’ immigrazione. riduzione delle tasse a famiglie e piccole imprese. abbattimento della burocrazia e dell’assistenzialismo.
Queste le premesse – e le promesse della Lega: il programma “edizione 2008”.

Risultato? Un rapido bilancio: all’attivo possiamo registrare il buon lavoro svolto dal ministro Maroni sul fronte della lotta alla criminalità organizzata (ma per la microcriminalità cosa si è fatto?). Sempre all’attivo, seppure in tono minore e con carenze di incisività, ricorderei anche la riforma Gelmini. Il resto va invece sostanzialmente iscritto, purtroppo, nel “passivo”, nella lunga lista delle promesse disattese: un raffazzonato pseudo-federalismo centralistico; un carico fiscale ai massimi storici, inasprito da metodi di riscossione ai limiti dell’estorsione; un “carrozzone” statale sostanzialmente invariato. Per non parlare del fallimento piu clamoroso: il contrasto all’ immigrazione. Dati ISTAT alla mano, aggiornati con indicatori sui clandestini, si può ragionevolmente stimare che nei 40 mesi di gestione Maroni la popolazione extracomunitaria presente sul territorio italiano sia aumentata di poco meno di un milione di individui, almeno la metà dei quali provenienti da quello che una volta si chiamava Terzo Mondo. Se questo è contrasto..

 

Ad aggravare il bilancio negativo vanno aggiunte – per completezza -“voci” che ogni leghista ha sempre respinto come patologia del “sistema”: il malcostume di “sistemare” figli e parenti, di spartirsi le poltrone dei “piani alti” (Unicredit) o di sacrificare ogni principio alle logiche di potere – anche al prezzo di compromessi inaccettabili (Catania! Alitalia! Leggi e provvedimenti ad personam – sino ai limiti del ridicolo, come nel caso della “nipote di Mubarak”).

 

Chi ha dato il proprio voto alla Lega, tre anni fa, non può non sentirsi deluso, anzi: truffato. Sarebbe buon costume se la direzione della Lega si assumesse, con le necessarie conseguenze, la responsabilità di questo bilancio – invece di riesumare vecchi, consunti ritornelli alla ricerca di una “verginità” perduta. A Roma (ma anche a Milano) la Lega-partito si è fatta invischiare dal “sistema”: ed è diventata parte della malattia di cui voleva e doveva essere la cura. Non basteranno, quindi, alcuni mesi di “opposizione” per recuperare la credibilità “bruciata” in questi tre anni. Ci vorrà ben altro …

 

16/11/2011

Un Commento a “CAPOLINEA”

  • Gianfranco, imperatore:

    Federico:
    io penso che ti sbagli.
    E’ verissimo che con Maroni non ci sono più immigrati clandestini. Infatti i nuovi arrivati hanno cambiato nome: ora sono tutti “migranti” o “rifugiati”: quindi niente più clandestini !

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