CIVISMO

di “Gino Serugeri”

Civismo: uno stato comportamentale che implica un ottimale rapporto tra i membri di una comunità.
Volgo lo sguardo su ciò che mi circonda e non posso fare a meno di rimarcare che questo senso civico sotto tanti aspetti è assente o trascurato.
La trasgressione trionfa indisturbata: rumore, delinquenza, sporcizia ne sono i maggiori frutti evidenti, e quelli nascosti si trovano nei faldoni nelle aule giudiziarie trasbordando alla medesima stregua dei rifiuti partenopei.
Ciò avviene perché siamo aumentati in ordine numerico? Oppure è venuta a mancare l’educazione verso il doveroso rispetto verso gli altri? O con l’aumentare della promiscuità se ne accentua l’inosservanza?
Mi ricordo d’aver letto su di un’autorevole rivista scientifica un esperimento ove delle cavie messe di proposito a convivere in numero maggiore su di un territorio il loro comportamento aggressivo mutava in modo esponenziale. Esperimento che conferma il comportamento umano in un agglomerato urbano densamente popolato dove le espressioni egoistiche sono sicuramente più marcate.
Questa premessa mi serve per dare rilievo alla situazione dell’aumento di popolazione in modo incontrollato su di un territorio quale può essere una qualsiasi città del nord Italia là dove un’educazione civica è difficoltosa da intraprendere per cause riguardanti le diversità culturali che, col sopraggiungere di etnie diverse per giocoforza non instaurano aggregazioni, ma causano “opposta reazione di disgregazione. Studiosi del settore, in buona o mala fede avranno delle ricette risolutrici da proporre, ma la gente comune, che quotidianamente convive con queste difficoltà, reagisce seguendo gli istinti e sull’istintivo avvengono i comportamenti di noncuranza, di menefreghismo, di trasgressioni, d’isolamento, d’intolleranza, innescando odio, invidie, egoismi, ladrocini.
Forse era più lungimirante che si affrontasse con più ragionevolezza la questione dell’emigrazione. Il “Vogliamoci bene”, “II siamo tutti fratelli” è facile e utopistico asserirlo, ma a portarlo a compimento no! C’è di mezzo il mare. Se ne parlò a suo tempo e se ne parla tuttora, se prima c’erano speranze ora ci sono difficoltà.
E di queste difficoltà ringraziamo i cosiddetti buonisti che dalla padella ci hanno messo sulla brace, e forse, al rogo vi starebbero meglio costoro.

Brescia 04\11\2011

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