LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA

Sarà il caso di mettere ben in vista, senza infingimenti o sospetti silenzi, il problema dell’acqua.
-L’acqua, nelle regioni alpine e appenniniche, c’è e in abbondanza e non può essere sprecata neanche volendo, infatti l’acqua dei servizi igienici va ai depuratori per proseguire la sua corsa verso valle unitarnente all’acqua non utilizzata.
E quindi può ancora essere recuperata !

-Le perdite di acqua sono praticamente concentrate nelle regioni meridionali.
Risolvere tale problema riguarda solo le popolazioni residenti.
-Mettere mano alle riparazioni o alle gestioni locali è un problema di disponibilità economiche: queste disponibilità o ci sono o non ci sono.
Se ci sono e non vengono utilizzate risponderanno i gestori dei Comuni davanti ai loro elettori. Se non ci sono, neanche i privati hanno il potere di farle saltar fuori, fatta eccezione per un aumento sensibile del prezzo dell’acqua.
-Dare in mano ai privati ossia a società di utility, oltre all’aumento del prezzo del servizio (vedasi quanto è successo e succede in Emilia Romagna e anche per gas, fognatura e quant’altri) si otterrebbe quello di ripartire anche sul Nord i costi dell’improvvido Sud.
– Si dice che al Sud l’acqua è controllata dalla mafia: vero, ma la costituzione di S.p.A. darebbe alla mafia ,che senza alcun dubbio andrebbe a possedere e non a gestire queste società, la regolarizzazione del suo operato.

Gian Luigi Lombardi – Cerri.

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La Redazione

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