Giustizia

 

Gian Luigi Lombardi Cerri

 

La maggior parte dei cittadini italiani intende per GIUSTIZIA un qualcosa che magistrati e politici manco si sognano. Non essendo esperto del settore mi sono letto qualche libro sull’argomento, tra cui il principe dei principi “Il problema della giustizia” di Hans Kelsen. Non intendo fare un estratto di questo o di altri testi, ma solo alcune conclusioni che ho tratto come Cittadino Semplice (CS). Sostanzialmente si può suddividere la filosofia “giustizia ” in due grandi rami: la teoria metodologica e la teoria giusnaturalistica. La prima si suddivide in parecchie filiere , ma che hanno come base sostanzialmente : delineare regole e procedure senza porsi il problema dei valori. L’idolatria delle regole , a prescindere dall’obbiettivo, è sempre tanto cara ai burocrati.

 

Per i sostenitori di questo sistema anche il diritto nazista e quello comunista erano accettabilissimi perché .anche quando uccidevano, rispettavano rigorosamente le regole scritte, connesse tra di loro in un sistema logico ( logico ben inteso solo dal punto di vista procedurale). Recita Kelsen: Il comportamento sociale di un uomo è giusto se conforme alla norma che prescrive questo comportamento, ponendolo come dovuto e statuendo così il valore di giustizia. Ergo Himmler era nel giusto anche quando ha fatto torturare e ammazzare i congiurati dell’attentato a Hitler perché il fatto che avessero moralmente ragione contava zero perchè contravvenivano in pieno alle Leggi vigenti. In qualche variante dove viene posto il problema dei valori, sono valori condivisibili,ma di carattere così generale da essere considerati dei pii desideri. “suum cuique” ( ad ognuno il suo ) è un esempio. “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te stesso”, di evangelica memoria è un secondo esempio.

 

E via discorrendo. Principi meravigliosi da dibattere stando seduti in comode poltrone, accanto al fuoco. Con il CS che aspetta che gli vengano date direttive chiare e precise onde poter orientare con tranquillità il suo comportamento, stiamo freschi.. Ecco che nei paesi pragmatici compare il diritto giusnaturalistico. Secondo il principio giusnaturalistico è giusto ciò che è conforme al concetto di giusto saldamente piazzato nel pensiero della maggioranza stragrande dei cittadini. Non è giusto rubare perché la stragrande maggioranza dei cittadini ritiene il furto sia una cosa ingiusta. Ma adesso viene il bello . Evadere il fisco è ritenuta cosa giusta non dalla stragrande maggioranza dei cittadini, ma, sicuramente da una buona maggioranza, pertanto al proposito tutte le nazioni anche se rette da principi giusnaturalistici si sono affrettate a fare Leggi in chiara deroga a tale criterio. Solo la Svizzera , paese dove la democrazia non fa rima con poesia e con canzonetta , la questione fiscale è sottoposta costantemente a referendum popolari.

 

E in Italia ? L’Italia è un ameno paese dove si fa vanto di amministrare la giustizia con ì criteri usati 2000 anni fa, come se fossero di un’attualità scottante. E’ un ameno paese dove , a parità di prove un giudice ritiene un tale “bieco assassino” e un altro “cittadino esemplare”. E’ un ameno paese dove le Leggi sono (volutamente) redatte in modo che possano essere interpretate in maniera antitetica a seconda delle esigenze di chi giudica o dei politici che lo sostengono. E’ un ameno paese dove per Legge di deve ritenere che i giudici siano al livello massimo di competenza, di cultura e di correttezza. E’ un ameno paese dove il giudice non risponde a nessuno della sua capacità e del suo operato, tranne che a se stesso e neanche poi tanto ai suoi “correligionari”. E’ un ameno paese dove il contenuto delle Leggi è rigorosamente controllato dalle Caste, magistratura in testa. E’ un ameno paese dove i rei, a meno che siano confessi, non vengono mai presi e condannati (forse) , ma con condanne scontate a sconti temporanei macrescenti. Ecco perché elezione dei giudici e giusnaturalismo non entreranno mai, se non dopo l’installazione e l’abbondante uso di un adeguato numero di forche o di ghigliottine.

 

Gian Luigi Lombardi Cerri

 

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