La debolezza dell’euro – la fragilità della moneta unica

 

” Proponiamo un ottimo articolo di Giovanni Barone Adesi – professore all’università della Svizzera Italiana sul tema dell’euro (moneta piuttosto chiaccherata). F.C. “

 

Giovanni Barone Adesi

 

Il braccio di ferro tra Unione europea e Grecia continua, senza trovare un compromesso soddisfacente. I negoziati sono sempre rinviati perché l’Europa cerca di rispettare due esigenze contrastanti: mantenere la stabilità dell’euro e affermare la sua irreversibilità. In assenza di un Governo europeo federale, i padri dell’euro avevano affidato la stabilità della moneta europea alle regole di Maastricht, che non avrebbero dovuto permettere eccezioni. Favorire un Paese, sia pure in circostanze eccezionali, avrebbe creato un pericoloso precedente per successivi annacquamenti della disciplina fiscale e monetaria.

 

Secondo gli economisti ideatori, l’esclusione dall’euro, sia pur temporanea, avrebbe dovuto essere la misura sanzionatoria per tutti gli scostamenti gravi dai parametri di Maastricht, necessaria per sostenere la credibilità della nuova valuta. Tale rispetto draconiano delle regole fu violato fin dall’inizio da molti Paesi. In realtà i trattati non avevano mai esplicitato le condizioni che avrebbero condotto all’esclusione dei singoli Paesi, politicamente poco opportuna e non priva di controindicazioni economiche. Emerse così rapidamente l’idea dell’irreversibilità dell’euro. Quest’idea mina la stabilità dell’euro stesso, perché implica il corollario che tutti i Paesi debbano essere sempre salvati, indipendentemente dalle conseguenze di questi salvataggi. Se l’euro è assolutamente irreversibile, è una moneta di un’unione senza Governo e senza disciplina, priva di credibilità. Per mitigare questa percezione, l’Unione europea è costretta ad essere molto rigida nelle sue trattative con la Grecia, sperando che i mercati non prestino attenzione alle serie violazioni perpetrate da altri Paesi. In particolare, l’idea di una riduzione del valore nominale del debito greco trova una ferma opposizione.

 

In assenza di un Governo comune, il surrogato del ricorso a regole rigide per governare l’Unione europea sta mostrando i suoi limiti. I leader europei ne sono consapevoli, e sperano di far leva su queste difficoltà per giungere a un Governo federale dell’Unione europea. Purtroppo molti politici europei ritengono che tale Governo possa attuarsi solo costringendo i singoli Paesi ad una maggiore uniformità. Sarà interessante vedere come sarà disegnato un sistema fiscale e previdenziale che vada bene sia ai portoghesi sia ai tedeschi. Il sogno delle élite europee rischia di infrangersi a causa della loro ossessione accentratrice di matrice illuminista, che non consente lo sviluppo democratico delle istituzioni europee. L’esperienza svizzera, dove europei di diversa lingua e religione convivono felicemente da secoli, viene ignorata, anche se potrebbe essere molto utile per la costruzione dell’Europa. Le élite europee preferiscono escogitare trucchi machiavellici per cercare di forzare l’unificazione politica indipendentemente dalla volontà popolare. Questi tentativi maldestri rischiano di rinfocolare i nazionalismi e trascinare l’Unione europea nella caduta dell’euro.

 

Giovanni Barone Adesi

 

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