Riforme e rigore ma riforme e rigore ci vogliono

 

Lino Terlizzi

 

Tanto attesa, è arrivata l’operazione straordinaria della Banca centrale europea guidata da Mario Draghi, a sostegno della ripresa economica. Il rubinetto della liquidità viene aperto ancora di più, con il massiccio acquisto di titoli e quindi con la nuova immissione di risorse che nelle intenzioni dovrebbe servire ad alleggerire il fardello dei Paesi dell’Eurozona più in difficoltà ed a rafforzare la crescita economica. Il volume degli acquisti annunciati è superiore a molte previsioni. L’opposizione interna alla BCE, rappresentata da esponenti della tedesca Bundesbank e da altri di banche centrali nazionali pure inclini al rigore, ha ottenuto alcune attenuazioni, tra cui il fatto che i rischi legati agli acquisti graveranno solo in percentuale ridotta sulla BCE e saranno invece per la gran parte a carico dei singoli Paesi dell’area euro.

 

Al di là di questo e di altri aspetti interni al piano, resta il fatto che la BCE ha sfoderato il famoso bazooka per cercare di disincagliare la nave europea. Si può capire che la BCE, seguendo la sua linea, che è poi quella di molte banche centrali oggi, voglia giocare questa carta estrema. Si può anche capire che molti Paesi dell’Eurozona in difficoltà abbiano accolto bene la mossa. Ancor più si può capire, però, che non ci siano stati veri e propri festeggiamenti da parte della Germania e di altri Paesi del Nord Europa. Negli stessi minuti in cui Mario Draghi ieri stava iniziando il suo annuncio a Francoforte, la cancelliera tedesca Angela Merkel stava terminando il suo intervento a Davos. I richiami di Merkel al fatto che, con tutto il rispetto per la BCE, occorrono comunque riforme per la ripresa e rigore nei conti pubblici per la crescita, ebbene sono apparsi il simbolo di quanto sta accadendo nell’Eurozona ed anche in altre aree del mondo.

 

È un errore pensare che la maxiliquidità fornita dalle banche centrali possa essere il rimedio sufficiente per rimettere in carreggiata i Paesi in difficoltà e per poter così rimandare ancora le riforme economiche ed il riordino dei conti. Per una crescita solida e duratura ci vuole altro. I Paesi troppo indebitati devono ridurre gradualmente i loro debiti, soprattutto tagliando le spese pubbliche improduttive. In questo modo si possono liberare risorse da destinare alla crescita e questi stessi Paesi possono riconquistare la fiducia dei mercati. Nel contempo, chi non ha ancora fatto i compiti in tema di riforme, anche se di tempo ce n’è stato, deve cominciare a farli, per ricreare condizioni quadro più favorevoli alle attività economiche ed alla ripresa.

 

Con quest’ultima mossa, la BCE ha aperto ancora di più i rubinetti. La liquidità può esser utile, certo, ma sino a un certo punto. Oltre una certa soglia, si rischiano gli allagamenti. Un rischio che ha già corso la Federai Reserve, che negli USA ora sta cercando di cambiare direzione di marcia. Si può cercare di sfruttare gli aspetti positivi della liquidità. Ma il punto principale resta costruire o riparare l’imbarcazione con cui navigare. Per fare questo ci vogliono anche e soprattutto riforme e rigore.

 

Lino Terlizzi

 

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