LA PADANIA NON ESISTE

Il grazie ai quattro cialtroni che hanno delirato ai margini stradali del Giro di Padania, è cosa dovuta. Uno spot del genere, irradiato in mezzo mondo, diversamente ce lo saremmo sognato. La gente civile, tra aggressori e aggrediti, solidarizza e simpatizza per i secondi, e le eccezioni politiche italiane, penose, confermano la regola.

Chissà cosa avrebbe scritto il pavese Gianni Brera, massimo giornalista sportivo di tutti i tempi, cantore della Padania ante-litteram, al cui confronto certi pennivendoli di regime paiono nani circensi. I cialtroni in oggetto, fancazzisti di complemento e di carriera, sono beneauguranti perché eredi del fallimento comunista che vorrebbero riesumare, quindi predestinati alla sconfitta e, per riflesso, propedeutici al successo della Padania. Che, alla faccia loro, esiste. Nel cuore di tanta gente, ed è quel che più conta. I sentimenti non si impongono e si cancellano con decreto legge. La Padania è nella storia di un territorio, nella sua civiltà, nella sua cultura, nella sua etica. Politicamente è richiamata nell’ articolo l nello statuto della Lega Nord. Ha un suo stupendo inno verdiano, una sua bandiera con simbolo alpestre scolpito dagli avi. Ha creato consessi democraticamente elettivi (Villa Berni, Chignolo Po) cui hanno partecipato figure esterne come il radicale Della Vedova. E’ nella toponomastica stradale, nelle insegne industriali, commerciali, assicurative, sindacali, culturali. E’ nella storia della RAI (ricordate il mitico Gazzettino Padano?), nelle canzoni ( Renato Pozzetto) nella gastronomia (grana padano) ed è, alla grande, nello sport. Quello dei campioni, ciclisti in testa. Ivan Basso è stato testimonial dei Mondiali di Calcio NF Board organizzati a Novara, Brescia, Varese e Verona. Claudio Chiappucci fu assessore a Varese. Gianni Motta ci stima.
Francesco Moser nei giorni scorsi, è stato lapidario; “La Padania esiste, cosa vogliono questi comunisti? E con loro, tanti altri campioni del più popolano e proletario degli sport, il ciclismo. All’estero, NF Board in primis con il suo mondiale calcistico dei popoli, ci riconoscono. Club famosi come Olimpia Lubiana e Zagabria ci hanno affrontati a Lecco e Treviso., a Monza sono scesi fuori classe inglesi. Dulcis in fundo, è ufficialmente riconosciuto dal Coni come Ente di promozione territoriale. E ancora, Sport Movies e TV, massima rassegna mondiale, ha premiato la Padania Calcio campione con la Ghirlande d’Honeur. Nella boxe ci hanno sfidato i francesi (Dalmine), nell’ hockey ghiaccio gli svizzeri (Varese e Milano), in quello In Une la Catalunia. Mica male, per una Padania inesistente.

Leo Siegel.

2 Commenti a “LA PADANIA NON ESISTE”

  • gian luigi lombardi-cerri:

    certo, la Padania non esiste, come non esiste la Lunigiana, la Garfagnana,l’Occitania e tante altre commistioni di territorialità e cultura.

  • massimo:

    La Padania esiste da quasi un millennio,da quel lontano 29 maggio 1176,giorno nel quale i valorosi guerrieri della Lega
    Lombarda storica sconfissero l’esercito imperiale.Quella vittoria fu cagionata non solo dal valore e dalla forza dei nostri
    antenati,ma anche dal loro ingegno:l’aver appiedato la cavalleria imperiale con semplici ma geniali stratagemmi fu determinante per l’esito positivo della battaglia.Alla vittoria militare seguì la civiltà dei liberi comuni : sta a tutti noi padani
    oggi a distanza di novecento anni portare a compimento dal punto di vista politico ciò che i nostri avi fecero militarmente.
    Dalle ceneri dell’italia ormai fallita economicamente può nascere la repubblica della Padania unita democratica ed indipendente,erede del Piemonte,del Ducato di Milano,della Serenissima , del Granducato di Toscana e della repubblica di Genova. I popoli di questi stati sovrani in passato non seppero federarsi, ma oggi noi padani, possedendo una coscenza nazionale che ci avete dato voi vertici e militanti della Lega ,a partire dal nostro grande capo Umberto Bossi,che
    per il suo ideale si è abnegato fino a rimetterci di salute,possiamo unirci seguendo l’esempio storico dei nostri vicini svizzeri.
    Questo mio breve commento vuole essere un’ esortazione a proseguire sulla strada dell’indipendenza e della libertà e un
    ringraziamento per averci dato nel bel mezzo di una foresta buia e inestricabile un raggio di luce che, illuminandoci il cammino può guidarci fuori dall’oscurità delle tenebre di quest’europa tecnocratica , lontana dai suoi cittadini .
    La Padania non esiste per coloro che non conoscono la Storia o per quelli che vorrebbero cancellarLa.

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