I COMUNISTI

 

di G.L. Lombardi-Cerri

 

Il PCI Partito Comunista Italiano nel tentativo disperato di far dimenticare ai cittadini le proprie sanguinose quanto economicamente disastrose gestioni, ha cambiato più volte il nome passando da PCI a Quercia a ULIVO a PDI, tuttavia essendo proprio vero che l’abito non fa il monaco, il cambio di abito non è servito a niente, neanche a salvare le apparenze. I cardini della filosofia marxista sono rimasti intatti. Ai lavoratori che si sono detti comunisti anche senza sapere nulla di filosofia marxista si sono aggiunti gli intellettuali, per dichiarare di essere concettualmente gente di progresso e i radicai scic per mettere tranquilli i loro averi sotto lo scudo PCI.

 

Lo Stato centrale. E’ il primo degli atti di fede. Il capire il perché è semplice : chi crede in una filosofia che fa acqua da tutte le parti ha, come unica scappatoia quella di rifugiarsi in uno status incriticabile , non scalabile, al contrario di come avviene periodicamente nelle democrazie, gestito da poche persone autoreferenti. E’ la versione in fase adulta di quanto avveniva quando eravamo bambini durante il quale periodo sognavamo di comandare un esercito che avrebbe fatto rigorosamente tutto quello che volevamo, senza discutere. Questa gente sono , in sostanza degli eterni bambini.

 

I “ricchi”. Il marxista non riconoscerà mai, specie con se stesso di essere un fallito, diversamente sarebbe spinto al suicidio. Pertanto ha l’esigenza di dichiarare , chi invece ha fatto strada nel mondo, ricco non per capacità personali, ma perchè LADRO. A questo punto la sua coscienza sarà perfettamente a posto. Alcuni ricchi che fanno il comunista, si sentono autorizzati a tenersi la ricchezza poiché essendo comunisti, si ritengono assolti da ogni peccato. Se poi un ricco ha addirittura la tessera n. 1 del PCI è il massimo dei massimi di copertura.

 

I campi di concentramento
I pensatori hanno le idee chiarissime : o si pensa come loro o si è nemici. I nemici vanno tolti di mezzo o fucilandoli ,o mandandoli in campo di concentramento ,compresa la sezione di rieducazione, o si mandano in manicomio. Ieri, come oggi ( vedere B.)

 

La rivoluzione estesa
Siccome anche i sassi sanno che la filosofia marxista è di per se fallimentare. Dice Leonardo : “quando t’awien di trattar delle acque consulta prima l’esperienza e poi la scienza” e questa considerazione vale per tutto ciò che ha applicazioni pratiche,. Poiché la citata filosofia va contro là natura dell’uomo, sono già state studiate le tecnologie di comunicazione per parare il colpo: la rivoluzione non è riuscita a causa di nemici esterni e , quindi, il gioco funzionerà quando l’ideologia avrà conquistato il mondo. Perché così, diciamo noi, nessuno potrà dimostrare attraverso esempi applicati la fallacia del sistema. Le scelte dei capi I capi non sono mai eletti, ma scelti., o , meglio ancora, cooptati. Scelti tra i fedelissimi, a prescindere dalla capacità, dal curriculum e dalla cultura. A questo poco eletto gruppo fa capo un piccolo gruppo di elettissimi che decreta le idee, gli slogan e perfino le parole da usare. Slogan e parole vengono ripetute sino alla nausea affinchè si incuneino in maniera indelebile, nel cervello degli adepti. Volete un esempio di parole deformate ? Ecco alcuni esempi. Non vedente, non udente, afflitto da ridotte capacità, razzismo, populismo, migrante, e via discorrendo. Vorremmo solo che qualcuno ci illustrasse le carenze della pur ricchissima lingua italiana, talmente avvertibili da richiedere nuove edizioni di vocaboli.

 

di G.L. Lombardi-Cerri

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