L’ultimo treno per la via della libertà, autodeterminazione, indipendenza di un grandioso popolo.

 

di Gianluca Punchia

 

Questo appello disperato è rivolto in primis alle popolazioni delle vallate e della montagna, in quanto da lustri temprate e forgiate a seguito delle dure condizioni di sopravvivenza. Mi è difficile trovare aggettivo appropriato a descrivere le proporzioni di tante ingiustizie e tali nefandezze, a cui le classi lavoratrici imprenditoriali sono costrette a sottostare impotenti da troppo tempo. Signori Italiani, è giunta l’ora di dire basta a tutto ciò, l’appuntamento è per il 25 maggio prossimo.

 

E’ indispensabile un orgoglioso scatto di reni capace di risvegliare dallo stato comatoso le coscienze dormienti di tutti quegli Italioti ciechi e sordi, onde invertire la rotta di 180 gradi di questo Paese alla deriva, totalmente fallito e distrutto a seguito di una scellerata e continua azione di una classe politica irresponsabile, corrotta ed incapace, accompagnata da un manipolo di super burocrati strapagati. Basta allo sperpero milionario di Bruxelles e Strasburgo, l’euro e l’Europa, in questi termini, sono responsabili di averci in modo subdolo introdotti in una spirale depressiva irreversibile di fame e povertà, peraltro l’Europa è assai carente nelle tutele delle eccellenze italiane, soprattutto nel settore agroalimentare. Basta all’indiscriminata invasione dei cosiddetti migranti, di cui la stragrande maggioranza trattasi di delinquenti comuni, clandestini, provenienti da tutta l’Europa ed oltre.

 

Non certo a caso il 40% della popolazione carceraria è costituita da extracomunitari che noi Italioti ospitiamo con l’onere di 300 € giornalieri cadauno. Forse, sarebbe più intelligente provvedere ad immediato rimpatrio al Paese d’origine, dove certamente sconterebbero la pena, a differenza di ciò che avviene qui, nonostante l’integerrima azione di magistrati e giudici pagati a peso d’oro, assistiamo da tempo ad episodi eclatanti ( esempio Kabobo ) con le ben note aggravanti per la normale popolazione civile in balia dei delinquenti. Basta pure a Roma capoccia, che ormai da un secolo altro non sa fare che dilapidare a tempo record ogni risorsa estorta alle virtuose regioni del Nord, vessate da un’imposizione fiscale assurda.

 

Nelle regioni del Sud vige imperterrito un vergognoso sistema parassito-clientelare e assistenziale concepito ad arte, al fine di mantenere una vera e propria rendita elettorale. Auspico e mi auguro vivamente che i responsabili dei 160 omicidi di Stato, inerenti alle eccellenze imprenditoriali, siano al più presto perseguiti e condannati per tale crimine. Un appello ulteriore a tutti quei soggetti residenti, di qualunque etnia o provenienza , che non si identifichino in questo putrido sistema:
“Forza e coraggio, l’ora della riscossa è scandita, sono certo che insieme riusciremo a divincolarci da questa presa mortale che ci trascina inesorabilmente verso la sudditanza, cancellazione identitaria, miseria e schiavitù. Insieme, forti vinceremo riappropriandoci di ogni valore perso: libertà, indipendenza, identità, sovranità popolare e finanziaria, come si conviene ad un popolo forse unico in Europa: le genti della montagna e dell’intero arco alpino”.

 

di Gianluca Punchia

 

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