Il commento di Carlo Rezzonico

 

Proponiamo ancora un articolo pubblicato dal Corriere del Ticino il 6 settembre – lo facciamo spesso perchè riteniamo utile e interessante conoscere le opinioni degli altri Paesi nei nostri confronti.

 

di Carlo Rezzonico – Corriere del Ticino

 

Per chi produce un bene o un servizio è essenziale curarne la qualità; una azienda che non lo facesse andrebbe incontro a un brutto futuro. Non c’è alcun motivo per cui il principio non debba valere per le banche centrali. Questi istituti producono moneta e, pertanto, è loro compito fondamentale badare alla qualità della moneta stessa (il che significa garantire il suo potere d’acqui¬ sto, ossia la stabilità dei prezzi al consumo). Purtroppo alle banche centrali, soprattutto negli ultimi anni, sono stati accollati altri obbiettivi che possono compromettere il valore del denaro. Uno di tali obbiettivi è quello di favorire la congiuntura. Ora la larghezza monetaria può procurare qualche beneficio temporaneo ma nel periodo lungo danneggia l’attività produttiva e in più causa inflazione. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna ci si è spinti assai lontano su questa strada stabilendo che tassi di interesse meno bassi di quelli attuali entreranno in considerazione solo quando la disoccupazione sarà scesa sotto il 6,5% rispettivamente il 7%.

 

Poiché le percentuali di disoccupa¬ zione in questo momento sono notevolmente più elevate e poiché il mercato del lavoro solitamente reagisce tardi all’andamento congiunturale, l’eventuale correzione della politica monetaria, almeno per ciò che concerne i tassi di interesse, giungerà con forte ritardo, quando molti danni saranno già stati provocati. La Banca centrale europea, sotto pressioni politiche o per simpatia del governatore verso il suo Paese di origine, ha assunto l’onere di salvare gli Stati fortemente indebitati ed evitare la loro uscita dall’euro. Pertanto ha abbassato oltre misura i tassi di interesse e acquistato obbligazioni statali, impegnandosi per giunta ad acquistarne altre, in misura illimitata, se lo giudicherà necessario. Di conseguenza ha messo in circolazione mezzi liquidi in sovrabbondanza, creando un potenziale inflazionistico e andando contro il suo dovere fondamentale.

 

Non solo, ma l’Istituto di Francotorte ha ricevuto l’incarico di sorvegliare le banche. Così potrebbe capitare che ceda alla tentazione di adot¬ tare un comportamento accomodante, tale da ridurre fortemente il costo del denaro, per impedire l’insolvenza di qualche banca in difficoltà e mettersi al riparo dalla critica di non aver effettuato efficacemente la funzione di sorveglianza. A proposito degli acquisti di obbligazioni statali noto, di passaggio, che gli interessi su tali titoli producono profitti presso le banche centrali. Se tali profitti vengono bonificati agli enti pubblici, come avviene in diverse nazioni, questi ricevono gli interessi di ritorno, ossia non pagano nulla sui loro debiti. Mi domando quante proteste e quanti commenti critici si farebbero se macchinazioni del genere avvenissero nell’ambito dell’economia privata. Dal canto suo la Banca nazionale svizzera, oltre ad aver riguardo per la situazione congiunturale, conformemente all’ambiguo mandato ricevuto dalla legge, si è addentrata nella politica dei cambi stabilendo un corso minimo per l’euro. È stata costretta a comperare somme enormi di divise, a pagarne il controvalore in franchi e quindi a inondare di liquidità il mercato monetario, dove i tassi di interesse sono scesi nelle vicinanze di zero.

 

In generale si osserva che, quando un istituto deve o vuole svolgere diverse funzioni che possono entrare in conflitto tra di loro, si spalancano le porte agli arbitri. Verrà data la priorità all’obbiettivo che ci sì illude di poter raggiungere senza dover prendere provvedimenti impopolari. Comportamenti del genere vengono favoriti da molti politici e spesso, purtroppo, anche da certi imprenditori e sindacati. Nel caso specifico della moneta, che cosa c’è di più comodo e allettante che affrontare ì problemi stampando allegramente soldi? Quando poi il paese della cuccagna risulterà non essere tale, al governo o alla testa degli istituti di ci saranno altre persone.

 

Lascia un Commento

VOCI DEL NORD ospiterà gratuitamente suggerimenti e scritti d'interesse generale inviati dai visitatori, i quali ne assumeranno l'esclusiva responsabilità ad ogni effetto di legge.

La Redazione

Categorie
Count per Day
  • 105351Totale visitatori:
  • 18Oggi:
  • 24Ieri:
  • 212La scorsa settimana:
  • 664Visitatori per mese: