24 GIUGNO 2013

 

Questa data segna due fatti drammatici : la sentenza della magistratura milanese contro Berlusconi e l’apertura dei c/c bancari alla completa disponibilità della Guardia di Finanza. Due eventi stranamente contemporanei. Per noi il 24 giugno 2013 è una data che posa una enorme pietra miliare sul futuro dell’Italia. Lo Stato della sinistra vuole imporsi con forza. Noi oggi constatiamo che il nostro – che fu il “bel Paese” – entra nella fase conclusiva dell’antico piano comunista mirante all’appropriazione dello Stato italiano.


 

A partire da questa data, chi si batte contro la sinistra cattocomunista deve ricordarsi che rischia la galera perché la magistratura rossa vigila! Questa nuova situazione potrebbe bloccare ogni velleità libertaria ancora resistente. ECCO IL GRANDE FRATELLO IN AZIONE : il fìsco si annuncia invadente e inesorabile: la libertà di pensiero è a rischio: la magistratura e i media sono quasi tutti controllati: la struttura dello Stato è per la maggior parte comunistizzata (e RAI 3 si distingue): un fitta rete di organizzazioni social/economiche ( banche-assicurazioni-cooperative- sindacati- Enti statali e parastatali- strane Onlus- ecc.) affiancano il PD, fornendogli poderosi mezzi finanziari. Il tutto sostenuto da una martellante propaganda che raccoglie aderenti in ogni settore sociale. Ora, grazie alla magistratura milanese, l’avversario più forte della sinistra è destinato alle patrie galere.

 

E’ garantito l’appoggio delle forze cattoliche, colluse da oltre un ventennio, nel piano d’acquisto di voti stranieri favorendo l’immigrazione. Ormai manca solo qualche gradino e la scala che conduce al completo controllo dello Stato e di tutte le maggiori istituzioni E’ SUPERATA. Il piano politico si completerà con l’annientamento di ogni prerogativa democratica, senza violenza, ma utilizzando i media e la tecnica telematica più avanzata (oltre alla magistratura rossa, naturalmente). Gli italiani diventeranno un gregge di ovini, tosati a dovere e senza alcuna speranza di sfuggire a una simile moderna schiavitù, la quale si protrarrà per decine e decine di anni.

 

E’ sufficiente scorrere un po’ di storia moderna per rendersi conto che quanto andiamo scrivendo non è sterile pessimismo disfattista, ma ciò che di maggiormente probabile ci prepara il prossimo futuro. La storia insegna sempre !
 

F.C. – La Martinella.

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