Chiasso Vengono in Svizzera con il passaporto di Venezia

 

FERMENTI NAZIONALISTICI VENETI – A Chiasso (CH) un’interessante iniziativa degli amici indipendentisti veneti, che si danno da fare.
Quando vedremo i lombardi e i piemontesi darsi altrettanto da fare parlando di meno ?

La Martinella
di Alessandro Broggini – Corriere del Ticino

 

Oggi un gruppo di indipendentisti esibirà un documento «di fantasia» ai doganieri.

 

Saranno «ben visibili con le bandiere di San Marco» i sedicenti membri della delegazione del Parlamento e Governo veneto che, oggi in mattinata, insieme ai responsabili di Venetian Freedom attraverseranno il confine tra Svizzera e Italia con il «nuovo passaporto veneto» rilasciato dal … Governo veneto. «Il gruppo – spiega Albert Gardin, presidente dell’Esecutivo – sarà composto da una quindicina di persone. Ci riuniremo a Ponte Chiasso, ad una cinquantina di metri dal confine e, insieme, entreremo in Svizzera».

 

MANIFESTAZIONE:  La  delegazione  dei  sedicenti  Governo  e  Parlamento  veneti  si  presenterà questa mattina  in  dogana.

MANIFESTAZIONE: La delegazione dei sedicenti Governo e Parlamento veneti si presenterà questa mattina in dogana.

Qui, poco distante dal piazzale della dogana, tra le 11.30 e le 12, gli indipendentisti terranno una conferenza stampa. Attraverso un comunicato, Gardin ha spiegato che il passaporto veneto «non è una novità, perché già in uso fino al 1797», anno in cui la città sull’Adriatico ha perso definitivamente la sua autonomia. Con la ricostituzione della Repubblica Veneta, fa sempre sapere Gardin, si vuole recuperare «i diritti usurpati da Francia, Austria e Italia». Davide Bassi, portavoce del Corpo della guardie di confine, spiega che per entrare in Svizzera bisogna essere a beneficio di un documento valido.

 

La Confederazione, in linea generale, non permette di varcare il confine a chi è in possesso di un «documento di fantasia», categoria sotto la quale rientra il passaporto che gli indipendentisti veneti intendono utilizzare. Nel caso di cittadini italiani («ma noi non siamo italiani», puntualizza piccato Gardin) le guardie di confine avviano accertamenti sull’identità attraverso il Centro di cooperazione di polizia e doganale (CCPD) e una valutazione su eventuali precedenti in Svizzera. Se tutto è in regola, l’entrata in territorio elvetico non pone problemi. «Noi però – spiega ancora Gardin – metteremo in atto la nostra dimostrazione rientrando in Italia. Si tratta infatti di una marcia dalla Svizzera. Questo perché vogliamo dare una risonanza internazionale alle nostre rivendicazioni».

 

Secondo Gardin, la Confederazione avrebbe conosciuto traversie simili a quelle della Repubblica marinara, «ma ha avuto la fortuna di ritrovare il suo status di Paese sovrano». L’attivista veneto, a nome del Governo che presiede, ha pure scritto una lettera ai due ministri degli esteri svizzero e italiano, Didier Burkhalter ed Emma Bonino, avvisandoli delle loro intenzioni e pregandoli «di segnalare il fatto ai responsabili di frontiera onde non vengano a crearsi malintesi o incomprensioni, non essendo nostra intenzione perturbare in qualsiasi modo l’ordine normale delle cose». Insieme alla lettera, Gardin ha allegato i dati identificativi della delegazione e un facsimile del passaporto «Repubblica veneta».

 

«Il documento – conclude il capo del Governo della città sul mare – è un passo esplicito che esprime la nostra volontà e determinazione per l’indipendenza e la sovranità ».

 

di Alessandro Broggini

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