STATI UNITI : L’ILLUSIONE DI SENTIRSI AL SICURO

 

ARTICOLO TRATTO DAL “CORRIERE DEL TICINO” DEL 17/04/2013

 
 

di GERARDO MORINA

 

La paura che è serpeggiata in tutta l’America dopo le due micidiali esplosioni avvenute durante la maratona di Boston è lo specchio di un’illusione maturata nel Paese dopo il terribile 11 settembre di dodici anni fa. Mai più, si era detto, dopo la strage delle Torri Gemelle. Mai più così impreparati di fronte a un nemico che ormai non conosce frontiere. E in effetti le strutture antiterrorismo predisposte dagli Stati Uniti dopo Ground Zero ne avevano sì fatto un Paese supercontrollato, più sicuro di prima (come aveva spesso osservato con orgoglio il presidente Obama, soprattutto dopo l’uccisione di Osama Bin Laden), ma nessun controllo, come aveva spesso avvertito l’FBI, avrebbe potuto garantire ai cittadini una sicurezza al cento per cento e la completa invulnerabilità.

 

Gli esperti sanno inoltre che non tutto è difendibile con la stessa efficacia. Si può blindare un aeroporto, isolare una piazza, creare divieti di sorvolo. Fare di più, ammesso che si possa, significherebbe cadere in una condizione permanente di Stato di polizia, un’antitesi per un Paese come gli Stati Uniti che si considera il più libero del mondo. A meno che, ipotesi, non vi sia qualcuno che in questo momento voglia dimostrare tutta la sua contrarietà per l’accanimento con cui Obama sta portando avanti il progetto di legge sul controllo delle armi individuali e voglia dimostrare invece l’inviolabilità del Secondo emendamento della Costituzione americana, quello che recita letteralmente: «Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una milizia ben organizzata, non si potrà violare il diritto dei cittadini di possedere e portare armi».

 

Certo, chi ha approfittato delle maglie deboli degli organizzatori della maratona di Boston ha raggiunto il suo scopo, portando morte e sangue tra gli atleti in gara e il pubblico. Ma era tecnicamente e umanamente impossibile controllare i 42 chilometri lungo i quali si svolgeva la corsa. Il capo della polizia di Boston ha ricordato che controlli anti-bomba erano stati effettuati lungo il percorso fino ad un’ora prima dell’inizio della competizione.Transenne ovunque, ma il diavolo si è infiltrato nell’unico punto lasciato sguarnito, proprio l’area di arrivo dove era consentito il libero accesso degli spettatori. E c’è voluto poco ad azionare due ordigni probabilmente telecomandati con un telefonino da criminali celati tra la folla. Chi sia stato a collocare gli ordigni e perché l’abbia fatto non è possibile ancora sapere. In ogni caso la scelta dell’obiettivo, della data e del luogo, appare tutt’altro che casuale. Le bombe contenevano chiodi e biglie di ferro, le stesse che hanno amputato gli arti di alcuni concorrenti, il bersaglio più crudele ai danni di chi ai propri arti si affida per correre. In quanto alla data, non va dimenticato che la maratona si svolgeva durante il Patriot’s Day, ovvero nella giornata di commemorazione che lo Stato del Massachusetts organizza per celebra re la battaglia di Lexington, quella che nell’aprile del 1775 segnò l’inizio della Guerra di indipendenza e quindi la nascita degli Stati Uniti d’America. E Boston? Fu da questa città che partì, nel 1773, la famosa rivolta del té contro gli inglesi. Qualunque ne sia la matrice, le bombe di Boston rimangono lì a ricordare agli americani che non sarà mai tempo di abbassare la guardia. Rappresentando in quanto nazione una grande aspirazione ma anche una grande utopia, è fisiologico che l’America covi periodicamente insidiosi nemici. La lotta contro il male rimane una costante della storia del Paese e ciò non fa altro che confermare gli Stati Uniti come una società condannata ad un perenne istinto di autodifesa. Perché la libertà ha un prezzo: anche questo.

 

COMMENTO :
Ciò che scrive Gerardo Morina nel suo articolo è valido e applicabile a tutti i Paesi occidentali e specialmente agli europei, che nella Unione Europea credono di avere un forte organismo internazionale esempio di democrazia e liberalismo. Un organismo che invece si dimostrato debole, indifeso e incapace di proteggere i propri territori ed i propri cittadini da un’invasione selvaggia ed assurda. Un’ invasione provocata e sostenuta da false ed utopiche ideologie, le quali hanno messo tutti i Paesi sopra menzionati (ma in special modo l’Italia) in condizioni così disastrose da far prevedere possibili estinzioni di popoli e di civiltà. L’attentato di Boston deve allarmare e svegliare l’Occidente, ma soprattutto l’Unione Europea, che si culla nelle illusioni dellaintegrazione delle genti anche se abissalmente diverse. Non vogliamo drammatizzare, ma è sufficiente riesaminare gli ultimi trent’anni di storia per capire che gli attentati continueranno, perché il fanatismo ideologico e religioso non si ferma e la disarmata democrazia occidentale non potrà fermarlo se non si decide alla lotta.

 

F.C. – La Martinella

Lascia un Commento

VOCI DEL NORD ospiterà gratuitamente suggerimenti e scritti d'interesse generale inviati dai visitatori, i quali ne assumeranno l'esclusiva responsabilità ad ogni effetto di legge.

La Redazione

Categorie
Count per Day
  • 108167Totale visitatori:
  • 19Oggi:
  • 24Ieri:
  • 206La scorsa settimana:
  • 664Visitatori per mese: