Gli F35

 

Gran scalpore viene oggi sollevato da parlamentari e organi di stampa per l’acquisto da parte dell’aeronautica militare italiana dei caccia Lockheed Martin F 35. Doverosa premessa . Gli F 35 sono di due specie :
1.- F35 A “normale” del costo di 110 ML di $
2.- F35 B a decollo corto e atterraggio verticale di costo di circa il 30% maggiore

 

Come accade spessissimo la nazione che chiede di collaborare , offrendo il proprio lavoro per la costruzione di apparati militari, viene accontentata a patto che acquisti una certa parte di tali apparati. L’Italia ha accettato di acquisire un certo lotto di F35 A e quindi ha avuto la commessa di montaggio di un certo quantitativo di detti aerei, più alcuna serie di sottogruppi sempre degli stessi mezzi più le manutenzioni degli aerei forniti. Il suddetto accordo ha fatto sì che Finmeccanica abbia aperto uno stabilimento di 1000 specialisti a Cameri ( Novara).

 

A questi vanno aggiunti i dipendenti di altri stabilimenti sub fornitori, nonché quelli di Alenia-Grottaglie. Chiaramente la rinuncia all’acquisto porta automaticamente alla chiusura totale dello stabilimento di cui sopra, e la perdita di lavoro per gli altri. Evidentemente gli oppositori al progetto F35A ritengono più importante per gli italiani vendere Coca Cola e tappeti sulle patrie spiagge. E probabilmente hanno ragione perché in tal modo il tutto si livellerebbe sul livello culturale dei proponenti.

 

Tuttavia riteniamo che certi accanimenti nei confronti di Finmeccanica, non siano limitati alla sola filosofia,ma ci sia anche il non indifferente zampino di concorrenti stranieri che vedrebbero più che volentieri una Finmeccanica dimezzata, così come è accaduta per le due aziende italiane fabbricanti di mine, chiuse a tutto vantaggio di concorrenti inglesi e francesi a seguito di una partecipazione attiva di “idealisti” italiani sui conti correnti dei quali (sicuramente situati in paradisi fiscali) sono molto probabilmente confluiti non indifferenti compensi. Unico appunto alla questione F35 va rivolto alla Marina Militare per il tentato acquisto degli F 35 B.

 

Domanda da Pierino: ma l’Italia non rinuncia alla guerra come strumento di risoluzione di controversie internazionali? E ancora: le portaerei sono definite tecnicamente “strumenti di proiezione di potenza”, ossia strumenti per andare a rompere le scatole lontano da casa. E allora come la mettiamo con la tanto decantata Costituzione, dato che l’Italia di portaerei ne ha ben due, una di più dell’Inghilterra?

 

Gian Luigi Lombardi-Cerri

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