Valichi – La Lega Nord protesta

UN ARTICOLO TRATTO DAL “CORRIERE DEL TICINO” DEL 22/12/2012
La protesta della Lega Nord di Varese e Como contro il Governo italiano e l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Insp) scende in strada. Un programma, secondo quanto annunciato dagli attivisti, che si svolge in più fasi, di cui ieri è andata in scena la prima, la manifestazione ai valichi di frontiera Varesini – Gaggiolo, Clivio e Ponte Tresa – con una richiesta precisa: la restituzione delle indennità di disoccupazione che il Canton Ticino ha versato a Roma.

 

Trecento milioni trattenuti
Un ammontare complessivo di circa 300 milioni di euro, che secondo i leghisti, gli amministratori italiani starebbero trattenendo a livello centrale. Da qui l’azione di protesta capitanata dal segretario provinciale della Lega Nord di Varese, Matteo Bianchi, assieme a segretario di circoscrizione della Valceresio, Stefano Cavallin, e ai compagni di partito comaschi, dove la stessa protesta è stata organizzata nei giorni scorsi. Di fatto ieri, per un paio d’ore a partire dalle 16, è stato organizzata un’azione di volantinaggio che spiegava i motivi della protesa e che veicolava l’atto di accusa verso il Governo italiano, nella gestione del patrimonio spettante ai frontalieri. Matteo Bianchi, parla di «fiducia tradita» da parte del Governo Monti, che sarebbe rimasto sordo alle richieste dei parlamentari su questo tema.

 

«A questo punto – conclude il leghista – sarebbe meglio che questi soldi venissero gestiti direttamente tra il Ticino e le province insubriche. Sarebbero certamente destinati a usi migliori». Per entrare meglio nel dettaglio, la Lega Nord si sta scagliando contro le indennità di disoccupazione previste per legge a favore dei frontalieri rimasti senza impiego, che confluiscono in un Fondo alimentato dai trasferimenti delle aziende svizzere. Tuttavia il Governo Monti, avrebbe bloccato questo ammortizzatore sociale, con la conseguenza che l’Inps non sta garantendo il sostegno eco¬ nomico previsto durante la disoccupazione, scatenando così le proteste che si stanno trascinando da giorni lungo il confine Comasco e Varesino. Si parla di 1550 lavoratori disoccupati rispetto a 55 mila frontalieri.

 

La Lega Nord, oltre a queste iniziative, ha istituito un coordinamento per portare avanti questo problema, ma in questo momento, la priorità è quella di rendere nota una questione passata sotto silenzio, anche attraverso azioni come il volantinaggio agli automobilisti. I responsabili territoriali del partito, ieri erano presenti ai vari valichi, sostenendo il volantinaggio, che non ha prodotto alcun contraccolpo sul traffico, nonostante l’ora di punta.

 

di Paola Poppi – Corriere del Ticino

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