Candidatura di Maroni

Ci sembra l’unica linea adottabile in vista dell’obiettivo principe :
Il FEDERALISMO.
Ottimo il programma di ottenere la Macroregione del nord con la
possibile vittoria alle elezioni regionali della Lombardia.

 

La candidatura di un personaggio del PDL al Governo può interessare
solo al centro-sud, che vuole continuare a succhiare il latte della Lupa
Romana. La Lega Nord, però, non deve ignorare la insopportabile
tragedia dell’invasione straniera e dei traditori che la favoriscono.

 

L’azione di Maroni non è politica o strategia, è soltanto tattica ; quindi
l’alleanza (piuttosto provvisoria) con Silvio, per poter ottenere la
Lombardia e in seguito la Macroregione Del Nord è, per ora, accettabile.

 

Le antiche, originali istanze leghiste sono sempre valide ed in futuro
torneranno impellenti in discussione – battendo i pugni sul tavolo!

 

Sappiamo benissimo che Silvio è circondato da vecchie cariatidi craxiane
e da incalliti meridionalisti di Stato, ma ora dobbiamo superare
positivamente queste elezioni, in seguito verrà sempre PRIMA IL NORD.

 

Federico Caravita.

9 Commenti a “Candidatura di Maroni”

  • Schwefelwolf:

    In effetti la nuova linea della Lega, o quella che sembra essere la nuova linea, sembra aprire – almeno al primo sguardo – nuove prospettive.

    Dico “sembra” e “al primo sguardo” perché continuo a non vedere – al di là di tutto – una situazione chiara e convicente.

    L’obiettivo – si dice -è di conquistare la Lombardia per creare un “bastione del Nord”, la famosa euro-regione del Nord-Italia: certo, una visione assai appetitosa. Le regioni, si dice, terranno il 75% delle proprie imposte – e il “Cavaliere” sarebbe persino d’accordo. Non lo ha forse sottoscritto?

    L’esperienza degli ultimi vent’anni dovrebbe però insegnare a noi tutti – indipendentemente dalle appartenenze di partito o di movimento – a valutare parola per parola ogni promessa, ed a pesarla col bilancino. Cosa significa “tenersi il 75% delle imposte”? Di primo acchito io – povero illuso – avrei pensato: le regioni incassano il 100% delle imposte generate dal territorio e trasferiscono a Roma (Stato centrale) il 25% del totale (analogamente a .

    L’accordo Maroni-Berlusconi sembra invece richiedere una lettura assolutamente diversa, almeno nell’interpretazione del “Cavaliere”: tutto resta sostanzialmente invariato, a parte qualche ritocco contabile. Roma (stato centrale) continuerà a ricevere il 100% , ma aumenterà la quota che “torna” alle regioni. In questa quota sono, ovviamente, compresi tutti i costi che lo Stato centrale sostiene a livello regionale ( scuola, giustizia, sanità etc.). Nel caso della Lombardia si “calcola” quindi che già oggi lo Stato centrale le “restituisca” quasi il 70%: per arrivare al 75% (in qualche anno) si dovranno quindi alzare un po’ i “ritorni” da Roma.

  • Schwefelwolf:

    …ops! mentre inserivo una nota aggiuntiva, dove parlavo del “tenersi” il 75% e trasferire il 25%, e volevo aggiungere:

    “(analogamente a quanto avviene in Svizzera)”

    il mio commento si è autonomamente “involato” ed è partito in anticipo.

    Riprendo quindi le mie note e concludo.

    In sostanza il “Cavaliere” si è quindi impegnato ad aumentare di qualche punto percentuale (nell’arco di anni) il “ritorno” finanziario che lo Stato centrale concede alla Lombardia. Piemonte e Veneto sarebbero quindi già oggi “sostanzialmente” in pari: il Piemonte con un leggero vantaggio, il Veneto con una modesta perdita. E’ questo l’accordo sottoscritto da Maroni?

    Spero di aver capito male – perché altrimenti sarebbe solo l’ennesima presa per i fondelli. Detto in termini un po’ piú eleganti, si tratterebbe di una nuova “traduzione politica” dell’amara constatazione del principe di Salina: “Tutto deve cambiare, perché tutto resti com’è”.

  • lucia:

    E adesso,dopo aver rinnovato la lega sostanzialmente perchè si è ritenuto che la dirigenza avesse tradito le promesse fatte perchè aveva barattato i propri ideali con qualche poltroncina graziosamente concessa dall’alleato come ricompensa per il favore fatto di sostenere le più infami iniziative, dopo aver fatto le grandi pulizie con tanto di scopa verde,dopo aver cancellato ogni più piccola traccia dei simboli e delle iniziative padane,dai sole delle alpi ai fazzolettini verdi,dalla scuola allo sport padano,,dopo aver crocifisso la famiglia di Bossi e i suoi amici (Bossi no,ve lo siete tenuto stretto!!)dopo aver lasciato morire per consunzione l’associazionismo padano,in sostanza dopo aver cancellato il sogno della Padania per sostituirlo con l’idea di “prima il nord”,con tanto di marketing sull’unico libro di Maroni(ma quando mai Bossi ha pubblicizzato con tanto fervore un suo libro?)dopo aver bevuto tutte le panzane e le falsità e le invenzioni e i dossier assorbendo zitti zitti (o forse addirittura ispirando) ogni fantasia utile a delegittimare la lega,ci si ripresenta….
    con le stesse alleanze ma con la matematica certezza,stavolta,di avere la poltrona agognata,con l’idea che si possano rimodulare con il centro le proporzioni del gettito fiscale!
    Alla faccia dell’indipendentismo che ha appoggiato scioccamente con parecchia supponenza tutta l’operazione,bollando come ignorante folclore ogni manifestazione o esisbizione di un qualche simbolo padano,che ,abbiamo capito,non esiste,Noi volevamo inventarlo,ma gli ominicchi e i quaquaraqua se la fanno sotto e hanno rinunciato.Amen.
    Anche nelle fila del pdl,nella cosiddetta società civile(ma quella incivile quale sarebbe?)ci sono uomini interessati a riequilibrare gli obblighi fiscali,non fosse che perchè è oramai indispensabile a tutto il paese.Ci sono perfino uomini di sinistra interessati.Gente che forse voterà Maroni perchè ha tolto di mezzo Bossi e l’idea della Padania.
    E Maroni sarà eletto.

    Ma senza i voti di chi ancora crede ad un sogno.Senza quel sogno non ha senso votare per la lega.Basta uno qualsiasi dei partiti esistenti.Chiunque vinca ,nulla cambia.Restiamo italiani e da italiani conviene comportarsi,Convenienza ed opportunismo :ipocrisia e infingardaggine.Mia nonna parlava dei “precetti secugnai”:
    Primo :adorare un Dio solo
    secund :ingannà el mund
    terz :cun l’interess non se fa scherz
    quart :ognidun voer la so part
    quint :bèla cera e coeur fint

    e aveva ragione.
    E Maroni farà solo quanto gli sarà concesso di fare:nulla,tranne fare il governatore della Lombardia,regione della Italia.

    • Schwefelwolf:

      Senza voler tornare sul tema “estromissione di Bossi” e “epurazione interna” – giuste o sbagliate che siano state e che comunque abbiamo tutti già esaustivamente analizzato e commentato – restano, purtroppo, i fatti salienti della situazione attuale – fatti che coinvolgono solo indirettamente, ma in forma sostanziale, le scelte della Lega. Fatti che mi sembrano essere oggetto del commento di Federico Caravita – e che sono:

      Fatto n°1: l'”Europa”, cioè il “moloch Bruxelles” e le forze che lo dirigono, sta di fatto tentando di imporre un “Monti bis” e con lui una linea euro-centrica finalizzata a creare in vitro gli “Stati Uniti d’Europa”. A questo progetto hanno aderito praticamente l’intera sinistra e il cosiddetto “centro”. Per contrastare questo programma dovremmo essere disposti ad allearcio anche con il Diavolo in persona: ma senza inginocchiarci a baciare il suo famoso “zoccolo da caprone”.

      Fatto n°2: il cosiddetto “centro destra” è stato (fermamente?) ripreso in mano da Berlusconi: se si vuole “interloquire” con il centro-destra bisogna inevitabilmente parlare con lui – nonostante Ruby, Dell’Utri, Cosentino, le mille promesse non mantenute etc.

      Ne deriva – inevitabilmente – la “linea” che Maroni sta tentando di seguire: accettare le scelte forzate, appunto inevitabili (accordo col PDL di Berlusconi) cercando tuttavia al contempo di non venire (nuovamente) sodomizzati e di farsi “pagare” il “rospo” con un valore reale immediato (che sarebbe la “conquista” della Lombardia).

      Fin qui mi sembrerebbe tutto logico, coerente e sostenibile.

      I dubbi riaffiorano, tuttavia, quando si va ad esaminare questo “valore reale” ottenuto in cambio dell’accordo con Berlusconi.

      Il discorso de “il 75% rimane nelle regioni” sembra essere – come esponevo piú sopra – probabilmente solo una presa per i fondelli, per di piú destinata a restare comunque disattesa – fino a quando non si interverrà sulle quote erariali che restano direttamente ai comuni (oltre all’IMU?) e/o alle regioni (e questo “intervento”, la “ristrutturazione” della sovranità erariale non avverrà mai: almeno non in forma pacifica).

      Se si aspetta che qualcosa “torni” realmente da Roma – oltre agli stipendi dei prefetti, dei Carabinieri, dei postini e di tutti gli altri dipendenti dello Stato – si può aspettare a lungo (o abbiamo già tutti dimenticato il libro di Ricolfi?). Sarebbe quindi assai interessante sentire da Maroni, o da altra voce competente della Lega, come vada concretamente “interpretata” – in termini sottoscritti e vincolanti – la questione del “75%”. Se l’interpretazione corretta dovesse essere quella sbandierata da Berlusconi, quel “75%” resterà – come detto piú sopra – solo una presa per i fondelli. Vogliamo vederla in ottica “positiva”? Roma si impegna ad elargire un gradevole ritocco cosmetico: il rapinatore – che fino a ieri ti lasciava in mutande – adesso accetta di lasciarti, oltre alle mutande, anche un calzino, o forse due. Che commovente generosità dei nostri amici romani… E che strana miopia, nella dirigenza della Lega, se vede veramente in quel moscerino l’elefante di cui continua invece a parlare.

      Al di là di questa questione (tutta, comunque, da chiarire) resta un secondo aspetto, un altro tema di valenza assai piú sostanziale – che è quello della cosiddetta “macro-regione del Nord”. Se ho ben capito Salvini – in uno dei suoi numerosi intereventi televisivi – la Lega 2.0 ha capito di essere stata truffata per vent’anni (non sarebbe bastata una legislatura?), si è resa conto che operando da Roma (da Montecitorio, con i suoi tanti ristoranti, banchetti e bordelli annessi) non si ottiene nulla (a parte una bella vita ed un ancor piú bel conto in banca, magari a Cipro) ed ha pertanto deciso di ritirarsi al Nord (torniamo al “ridotto alpino” di mussoliniana memoria?) e di costruire un blocco di potere reale, una “macro-regione padana” (Lombardia+Veneto+Piemonte+eventualmente Emilia-Romagna) capace di negoziare con Roma da una diversa posizione di forza . Questo sarebbe, quindi, il nuovo “progetto” della Lega…

      L’idea è o sarebbe, naturalmente, suggestiva, affascinante – se non ci fossero, putroppo, quei maledetti aspetti giuridico-costituzionali che vengono cosí spesso ad intralciare i bei sogni degli italiani (padani in testa). Vediamola cosí: sarebbe bello se Maroni ci spiegasse cosa potrebbe fare, questa macro-regione, che non possano già oggi fare Veneto, Piemonte o Lombardia. Non versare le tasse a Roma? Istituire propri ordinamenti scolastici o proprie strutture di difesa territoriale? Ciò che può – o: non può – fare una regione (o un gruppo di regioni) è chiaramente disciplinato dalla Costituzione della Repubblica Italiana – o, nei casi controversi, da una sentenza della Corte Costituzionale (della solita Repubblica Italiana).

      Per ottenere di piú si dovrebbe essere disposti ad andare in urto, in urto vero – con tutti i rischi (e le chance) che ne deriverebbero: se non ricordo male, anche Croazia e Slovenia volevano solo una maggior autonomia, e volevano smettere di mantenere a tempo indeterminato serbi, bosniaci e montenegrini. Sappiamo tutti come è andata a finire: i serbi non erano tanto d’accordo.

      E quindi – regione o macro-regione che sia – o si parlerà di cosmetica, dei soliti ritocchi (tipo quello del “75%”), o si discuterà di vera autonomia (che significherebbe, di fatto, secessione). Con tutte le conseguenze del caso…

      La prima soluzione (“cosmetica”) non mi interessa. E purtroppo non credo che la Lega 2.0 sia veramente intenzionata a puntare sulla seconda soluzione (“secessione”). Quindi? Come dice Caravita: aspettiamo e vediamo…

  • gian luigi lombardi-cerri:

    Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno. Matteo (5, 1-7,28)

    Semplicemente due domende:
    1.-La Lega che cosa ha REALIZZATO sinora?
    2.-La scopa verde chi , dei responsabili, ha scopato?

  • Caro Schwefelwolf,
    Abbiamo visto con piacere i tuoi commentI. Noi siamo in sintonia con le tue opinioni, ma pensiamo che
    la Lega Nord, ora sia costretta ad un percorso ad ostacoli molto difficili e da superare naturalmente uno ad uno. Pertanto
    siamo tutti costretti ad un periodo di attesa, ma noi non dimentichiamo gli originali obiettivi della Lega e attendiamo momenti favorevoli per il loro raggiungimento. Comunque ne parleremo anmcora. Per ora attendiamo tuoi interventi e ti salutiamo. Ciao. F.C.

    • Schwefelwolf:

      Un piccolo aggiornamento…

      Stamattina ho visto il “nostro” segretario Maroni a “Omnibus” su La7, ho risentito le sue argomentazioni, in parte assolutamente ineccepibili (ad es. quando parlava del caso Finmeccanica), in parte opinabili (risposte alle domande sulle mancate attuazioni del programma del 2001 o del 2008). Ciò che mi ha colpito – e, devo dire, anche aperto gli occhi – è stata la sua (vivace!) reazione alle osservazioni del giornalista che ricordava la Lega del 1994, quella del “cappio” agitato a Montecitorio e la comparava con il populismo di Grillo 2013.

      Maroni ha reagito con sconcerto: quel “cappio agitato” sembra essere – ai suoi occhi – una macchia del periodo iniziale, qualcosa di superato e dimenticato. Anzi – ribadisce Maroni – la Lega di oggi non ha piú nulla a che vedere con quella del “cappio”, è un partito responsabile, un partito di governo, un partito che deve adeguarsi alle necessità e alle regole dell’amministrare.

      Devo amaramente ringraziare il segretario Maroni: mi ha fatto capire perché sia stato sbagliato, negli ultimi 20 anni, dare il mio voto alla Lega. Mi ha fatto capire come quella che io ritenevo essere stata una grave, lunghissima serie di errori della Lega sia stata invece una consapevole scelta strategica: quella di tradire il suo progetto primordiale (quello di Miglio), sacrificandolo alla “Realpolitik” e cedendolo in cambio di una “fetta” di gestione del sistema (una volta lo chiamavano “piatto di lenticchie”.

      A fronte di una rimostranza in merito, a Maroni non è venuto in mente niente di meglio che rimandare ai suoi “successi” come ministro degli Interni, soprattutto nella lotta alla mafia. Non ha dedicato una parola al fallimento della riforma federalista, non una parola al disastro della politica di contrasto all’immigrazione extra-comunitaria e/o clandestina.

      Ho quindi – come si dice – una “brutta notizia” per Maroni: io – che da vent’anni voto Lega – non ho mai pensato di dare il mio voto alla Lega per la lotta alla mafia. Certo: mi sta bene, non ho niente contro questa lotta – anzi: firmerei per tornare ad avere un prefetto Mori – ma non è stata, la lotta alla mafia, la ragione del mio voto alla Lega.

      Il mio voto era per il taglio delle catene dello Stato centralista romano; per la difesa dell’identità e dell’autodeterminazione; per la lotta all’immigrazione (clandestina e no); per la difesa CONTRO l’Unione Europea, per la difesa dei diritti della cittadinanza (ordine, sicurezza etc.), per una riforma federalista vera (o – in alternativa – per la secessione). Insomma: il mio voto era per il “cappio”, era destinato alla rigorosa realizzazione di quello che credevo fosse il programma della Lega – che è stato, purtroppo, totalmente (integralmente) disatteso. I successi nella lotta alla Mafia sono certamente qualcosa di positivo – ma non possono compensare il mancato adempimento degli impegni programmatici.

      Evidentemente la Lega – per esplicita dichiarazione del segretario Maroni – non è piú quella del “cappio”, quella che voleva scardinare il sistema di “Roma ladrona”, insomma quella che ho sempre votato – almeno sino ad ora. Peccato…

  • Schwefelwolf:

    … e aggiungo un’ulteriore nota amara: la “Lega del cappio”, quella che Maroni rinnega, prenderebbe oggi – se fosse rimasta coerente – piú voti di Grillo, e comunque si “porterebbe a casa” tutto il Nord – non CON il PDL ma contro PDL, Terzo Polo e PD messi insieme.

    Il cammino della coerenza è aspro e carico di amarezze – ma quando premia (e non sempre lo fa), quando premia ti dà veramente in mano il timone. Quello dei compromessi sfocia invece, inevitabilmente, in una “Realpolitik”.

    La logica della “Realpolitik” porta però alle “soluzioni Monti” – centriste, pragmatiche, camaleontiche: con tre o quattro piedi in sei o sette staffe, stile Democrazia Cristiana: tutto va bene, pur di poter gestire la cosa pubblica. Ma chi vuole questo, non dovrebbe votare Lega: farebbe meglio a votare Casini, Fini & colleghi, come del resto avviene…

    Oggi la “carta vincente” – quella del “cappio”, della lotta senza “se” e senza “ma” contro il “sistema” e le sue depravazioni – l’ha in mano (bisogna ammettere: meritatamente) Grillo – che però non condivide i valori della “Lega 1.0”, anzi…

    Abbiamo purtroppo lasciato a lui (per qualche piatto di lenticchie, o di tartufi – o per la lotta alla Mafia?) un campo che era assolutamente nostro: l’abbiamo lasciato a Grillo e quindi, probabilmente, ad un cocktail di No-Global, ecologisti e Centri Sociali, con conseguenze – a dir poco – preoccupanti.

    Che amarezza! E’ meglio non pensarci…

  • luigi:

    Cari amici,mi sembra impossibile eppure e’ vero, l ‘on. Maroni , segretario della Lega Nord per l’indipendenza della Padania ha avuto come “ maestro di vita e amico vero” il compianto dott. Antonio Manganelli capo della polizia italiana . Se la memoria non mi inganna, non si tratta forse di quella polizia che andava con la forza nelle case dei Padani a rovistare tra la biancheria e tra le cose piu’ intime nella speranza di trovare oggetti o documenti compromettenti per la sicurezza della nazione “italia” e non trovando quello che speravano di trovare sequestravano medagliette e gonfaloni?.
    Dell’on. Maroni ho sempre avuto delle perplessità che fosse un vero leghista-Padano ma ultimamente analizzando il suo operato e alcune sue uscite in televisione non ho piu’ alcun dubbio.
    Infatti :

    1) Il 27 gennaio 2012 alla trasmissione invasione barbariche sulla a7, l’on Maroni sosteneva che nella lega coesistono due leghe: una lega popolana e una lega dei sindaci . La lega popolana e’ una piccolissima minoranza incolta , ottusa e rozza che purtroppo va ancora alle manifestazioni sbraitando alla secessione e sbraitando contro i clandestini e extracomunitari e contro “roma ladrona”.
    La lega a cui Lui appartiene e’ formata da oltre trecento Sindaci (Gentilini – Tosi), da Presidenti di provincia e dai Governatori di regione .Insomma una lega formata da persone rispettabilissime che nulla hanno a che fare con le stravaganze folcloristiche di qualche montanaro bergamasco o di qualche piccolo artigiano veneto . Nel commentare, con la giornalista che conduceva la trasmissione , le immagini che riprendevano i partecipanti alla manifestazione,in piazza Duomo la Domenica precedente , i quali inneggiavano alla secessione era imbarazzato e infastidito . Come puo’ Lui che ha fatto il ministro dell’interno italiano con impegno totale ,con assoluta passione tollerare certe stravaganze e certi cori.

    2) 10/04/2012 – la serata dell’orgoglio leghista organizzata alla fiera di Bergamo. l’on. Maroni era sul palco e’ sprizzava gioia e felicita’ per quello che stava capitando alla lega. Agitava la scopa come se fosse stato un vessillo di guerra. Io purtroppo e dico purtroppo con il senno di poi ero presente e non ero felice per quello che era successo alla lega e per quello che le procure avrebbero potuto fare alla lega.In vita mia non ho mai visto un buon padre di famiglia essere felice e contento se un proprio figlio e’ accusato giustamente o ingiustamente di ladrocinio . Non ho mai visto un buon padre di famiglia gridare al mondo che il suo amato figlio e’ un ladro e un imbroglione . Perche ‘ l’on. Maroni era felice e contento che la lega fosse finita nel tritacarne?

    3) 20/02/2013- l’on Maroni a “Omnibus” su La7 ha espresso ampiamente quello che piu’ gli interessa : governare . Non importa chi , l’importante e’ avere il potere che il governare ti assicura. L’amico Schwefelwolf ha ampiamente argomentato la reazione avuta dall’on Maroni a proposito del “cappio “ agitato a Montecitorio dalla lega nel 1994.

    Io spero che questo brutto periodo storico passi alla svelta e che il timone venga preso da un vero Padano che riporti la nave sulla giusta rotta dell’autonomia e della liberta’ .

    Buona Padania luigi da Bergamo

Lascia un Commento

VOCI DEL NORD ospiterà gratuitamente suggerimenti e scritti d'interesse generale inviati dai visitatori, i quali ne assumeranno l'esclusiva responsabilità ad ogni effetto di legge.

La Redazione

Categorie
Count per Day
  • 113450Totale visitatori:
  • 12Oggi:
  • 51Ieri:
  • 246La scorsa settimana:
  • 496Visitatori per mese: