Trasporti: l’Italia si impegna per corridoio a 4 metri

L’intesa con la Svizzera prevede anche un terminale a Milano.
L’Italia si impegna, entro il 2020, a realizzare un terminale nella zona di Milano e ad ampliare a quattro metri le sagome di gallerie e ponti lungo le tratte ferroviarie Chiasso-Milano e Ranzo-Luino- Gallarate. La promessa è contenuta in un accordo (Memorandum of understanding) firmato ieri a Berna dal ministro di Infrastrutture e di Trasporti Corrado Passera e dalla consigliera federale Doris Leuthard. La Svizzera ha così ottenuto delle garanzie per quanto riguarda il continuamento a sud di AIpTransit.

 

Ma non basta. Per essere ancora più sicuri che quando la transversale alpina entrerà in funzione anche l’Italia sarà pronta, Berna è pronta a cofinanziare i progetti in territorio italiano. L’attuale legislazione, ha spiegato Doris Leuthard, permette infatti alla Confederazione di cofinanziare, nella misura di una cinquantina di milioni all’anno, progetti situati al massimo a 150 chilometri dalla frontiera elvetica. La Svizzera potrebbe dunque decidere di partecipare alla costruzione del terminale milanese, necessario per il trasferimento delle merci dalla strada alla rotaia.

 

Il terminale sarà realizzato da imprese private che hanno tempo tre mesi a partire dalla firma del Memorandum, dunque a partire da ieri, per presentare il proprio progetto. Nel maggio scorso la Hupac, la Cemat e le ferrovie italiane avevano già sottoscritto una dichiarazione di intenti. Per quanto riguarda invece il corridoio a quattro metri, il messaggio per il finanziamento – in totale 940 milioni di franchi – è attualmente in consultazione (fino a questo venerdì) e approderà in Parlamento l’anno prossimo. All’interno del budget il Governo prevede di concedere all’Italia 230 milioni di franchi, con ogni probabilità sotto forma di prestito a condizioni agevolate, per la realizzazione delle strutture tra Milano e Chiasso e lungo la tratta di Luino. «È nell’interesse della Svizzera – ha spiegato ancora Leuthard – ottenere queste opere il più presto possibile, per poter realizzare la politica svizzera di trasferimento delle merci alla rotaia». Dal canto suo il ministro Passera ha confermato la determinazione dell’Italia a portare avanti i vari cantieri.

 

Il cambio di Governo non frenerà i lavori, ha garantito. Il Memorandum prevede anche di intensificare e migliorare il traffico ferroviario transfrontaliero. I due ministri hanno firmato un accordo anche in campo energetico. Svizzera e Italia si impegnano a collaborare per migliorare l’efficienza energetica e per potenziare la produzione da fonti rinnovabili. Inoltre, Passera ha spiegato che l’Italia vuole diventare un «hub», ovvero un punto di interconnessione tra gasdotti nel sud dell’Europa, fatto questo ben accolto dalla Svizzera che finora si rifornisce di gas solo dai Paesi dal Nord.

 

Negoziato Rubik La fiscalità non era un tema all’ordine del giorno. Sollecitato dai giornalisti, Passera ha comunque confermato che sono in corso «trattative molto concrete» e che il Governo italiano è intenzionato a trovare una soluzione sulla base del modello già siglato dalla Svizzera con Austria e Regno Unito.

 

A. Fazioli

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