Un altro cerotto per la Grecia

Ultimo pacchetto di aiuti a favore della Grecia evita la bancarotta di Atene, permette di guadagnare tempo, ma rischia di dimostrarsi irrealistico, poiche, come e già accaduto con i precedenti piani di salvataggio, non verranno raggiunti gli obiettivi riguardanti il debito pubblico a causa della contrazione dell’economia che si prospetta nettamente superiore alle previsioni.

 

Infatti al Governo di Atene sono stati concessi due anni in piu per arrivare nei 2016 a un attivo dei conti pubblici prima del pagamento degli interessi del 4,5%, ma I’obiettivo di portare il debito pubblico al 110% del PIL entro il 2022 appare proibitivo: implica infatti un ulteriore taglio delle spese e/o un aumento delle tasse pari del 6%. Non permette quindi al Paese di uscire dall’attuale «trappola dell’austerita». Raggiungere un accordo su questo pacchetto di aiuti del valore complessivo di 43 miliardi di euro, che e stato approvato ieri dai Pahamento tedesco, non e stato comunque facile.

 

II Fondo Monetario Internazionale aveva infatti chiesto che vi fosse una ristrutturazione del debito ellenico detenuto dai singoli Paesi europei, dai Fondo Salva-Stati e dalla Banca centrale europea. Questa richiesta si e scontrata immediatamente con I’opposizione della Germania e degli altri Paesi del Nord. Si e quindi escogitata una soluzione che formalmente evitera di registrare una perdita sui prestiti alia Grecia. Essa consiste in una riduzione dei tassi di interesse sui prestiti concessi ad Atene, in un allungamento delle scadenze delle linee di credito e in una discutibile operazione di riacquisto dei titoli greci ancora in mano ai privati. La scommessa europea si gioca sulla speranza che la crescita dell’eco nomia del Paese sia superiore al livello dei tassi di interesse che sono stati nei frattempo ridotti.

 

Non si capisce pero da dove la ripresa possa prendere origine in un Paese che ha visto la propria economia contrarsi del 20% negli ultimi anni e dove la disoccupazione ha superato il 25%. Vi e anche un effetto paradossale di queste decision!: Italia e Spagna incasseranno dalla Grecia tassi di interessi inferiori a quelli che devono pagare per i soldi prestati ad Atene. Quindi un altro grande pasticcio per guadagnare un po’ di tempo. Eppure il tempo sembra scarseggiare non solo per la Grecia, ma anche per la Spagna e I’ltalia sot toposte a dure politiche di rigore. Infatti la Spagna dovra varare altri piani di austerita per risanare i conti pubblici e altrettanto dovra fare I’ltalia, la cui economia sembra avvitarsi in una recessione sempre piu profonda.

 

Cosi come in Grecia, anche in Spagna e in Italia I’esplosione della disoccupazione (in Italia ha raggiunto i 2,9 milioni dipersone) sta cominciando a provocare una forte reazione che mette in dubbio la sostenibilita di queste politiche. Questi piani di risanamento non si scontrano dunque solo su stime economiche irrealistiche, ma dovranno superare una resistenza a queste politiche di austerita sempre piu forte. L’ultimo piano di salvataggio della Grecia ha inoltre confermato che sia la Germania sia gli altri Paesi del Nord Europa non sono disposti ad accollarsi delle perdite per gli aiuti concessi ai Paesi in difficolta. E proprio questa indisponibilita pone la moneta unica europea in un vicolo cieco.

 

Infatti nell’attuale contesto di recessione, in cui sta cadendo I’intero Continente europeo, senza una cancellazione di una parte del debito dei Paesi in difficolta oppure senza una condivisione del peso di questi debiti appare altamente improbabile uscire da questa crisi e assicurare la sopravvivenza della moneta unica.

 

Alfonso Tuor

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