La condanna di Sallusti

Sallusti e stato condannato al carcere (salvo ripensamenti dell’ultima ora) per “aver offeso” qualcuno. Questo secondo l’opinione di un giudice. Anzitutto ci si sta accorgendo che le opinioni di UN giudice, anche se divergono in maniera abissale dall’opinione corrente, divengono sempre più un fatto frequente. Questo significa che il potere dei giudici cresce in misura inversamente proporzionale alla giustizia. II dibattito parlamentare, seguito alla condanna ha messo in evidenza (se mai ce ne fosse stato bisogno) la pochezza dei parlamentari stessi. Inutili discussioni chilometriche, bassi sentimenti di rivalsa, desiderio di creare Leggi sempre piu complicate hanno farcito la mefitica aria parlamentare. Eppure, pensate, la soluzione sarebbe semplicissima e a portata di mano.

 

Quale è l’obbiettivo? Che un giornalista offenda una qualsiasi persona (dico qualsiasi e non un SANTO IN CIELO) senza bisogno di punirlo con il carcere? In Italia in prigione non ci vanno neanche gli assassini! E allora per punirlo ed impedire la reiterazione del reato si dovrebbe fare una cosa molto semplice. Stabilire per Legge che sia X la pena pecuniaria per un primo fallo.

 

Al secondo fallo diventa automaticamente 2X, al terzo 4X e via discorrendo. Sarei curioso di vedere quanti giornalisti sarebbero in grado di sostenere una siffatta progressione geometrica. Pensate che questa semplice regola viene applicata in Svizzera per coloro che non rispettano le leggi anti inquinamento relativi ai sistemi di riscaldamento. E funziona! Nei parlamento nostrano invece si usano i ragionamenti a cavatappi e, dopo tanto parlare, sono ancora li ad aspettare una possibile grazia addirittura da parte del Presidente della Repubblica.

 

Come ciliegina sulla torta è intervenuta la Lega Nord, con un emendamento che, se applicato, avrebbe portato Sallustri diritto, diritto in galera. Al’ultimo momento Maroni (accortosi con un po’ di ritardo della cavolata) ha tirato fuori la scusa : ” si e trattato di una provocazione”.

 

Domanda: i parlamentari la testa la usano solo per impedire che il cappello cada in terra ?

 

Gian Luigi Lombardi-Cerri

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La Redazione

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