COMUNICATO

Siamo certi d’interpretare il pensiero e la volontà della “base leghista”, fissando i principali e irrinunciabili obiettivi politici a cui aspira il popolo del nord e che la Lega deve assolutamente perseguire:
        FEDERALISMO
        STOP ALL’ IMMIGRAZIONE
        SICUREZZA E CERTEZZA DELLA PENA
        LOTTA AL MERIDIONALISMO PARASSITARIO
LA MARTINELLA

2 Commenti a “COMUNICATO”

  • Schwefelwolf:

    Come non esprimere il piú entusiastico consenso?

    Il Federalismo – quello vero, cioè quello che implica ed impone una proporzionale distribuzione di diritti e doveri, facoltà e responsabilità, sul modello tedesco (o, meglio, svizzero), e quindi NON come quello configurato nel Titolo V della Costituzione italiana – sarebbe un passo determinante verso il risanamento morale, politico e finanziario del Sistema Italia (implicando quasi in automatico anche il “quarto obiettivo” da perseguire, cioè la lotta al meridionalismo parassitario.

    In “Italia”, tuttavia, un tale Federalismo (che vincoli le facoltà di governo regionale alla conseguente, rigorosa assunzione di responsabilità degli Enti locali) ha però un grave “difetto congenito”: toglierebbe a “Roma” un’immensa fetta di quel potere che essa usa (da 150 anni!) per foraggiare non solo il Meridione parassitario ma anche una marea di centri di potere partitocratico. Ne conseguirebbe quindi che, mentre le regioni sane comincerebbero a recuperare energie, il resto d’Italia andrebbe alla fame – e quindi alla guerra civile.

    A mio modesto avviso il Federalismo – grandissimo e nobile obiettivo – non ha quindi (ne ha mai avuto) alcuna possibilità di essere realizzato, in Italia, con mezzi incruenti. Anzi: nel momento stesso in cui si dovesse delineare la possibilità di un progresso in quella direzione, ne deriverebbe: o una crisi di governo (vedasi il “mini-colpo di Stato” di Fini dopo la vittoria della Lega in Veneto e Piemonte), o un’insurrezione anti-federalista destinata a trasformarsi in una “guerra di secessione” (ricordiamoci la Jugoslavia!). Tanto vale, quindi, puntare direttamente alla secessione: probabilmente – a conti fatti – sarebbe una soluzione piú gestibile e quasi certamente meno cruenta.

    Anche lo stop all’immigrazione è un obiettivo di importanza strategica: per noi, per il nostro mondo, per quello dei nostri figli e nipoti. Peccato, anche qui, che le cose non siano cosí semplici.
    L'”Italia” ha aderito – senza mai neanche pensare di consultare i propri cittadini – a tutta una serie di trattati internazionali che impongono di dare asilo politico a chiunque possa averne bisogno. Dovesse sbarcare un’astronave di marziani un po’ in crisi non avrebbe che da chiedere asilo: e noi (e gli europei tutti) saremmo costretti a concederlo. E’ quindi chiaro che – per cambiare le cose – dovremmo recedere da tutti quei trattati, con la conseguenza (almeno teorica) che l’Italia dovrebbe essere espulsa dalla UE.

    C’è chi – come me – non avrebbe niente in contrario a farsi espellere, a lasciare questa “Europa” ai tanti “Bilderberger” di Bruxelles. C’è chi – come me – vuole, senza se e senza ma, la rigorosa difesa delle tradizionali identità culturali di ogni popolo, contro l’utopia globalizzante del “cocktail multiculturale” e “multietnico”. C’è chi – come me – è disposto a tutto per difendere il diritto all’autodeterminazione. Tutto ciò è nobile e giusto – ma è in contrasto con quello che i tedeschi chiamano “Zeitgeist”, lo “spirito del tempo”, cioè le ideologie-utopie imperanti e sempre piú universalmente imposte da quelli che vengono definiti, con un termine tanto brutto quanto generico ed impreciso, i “poteri forti”. Bisogna pertanto rendersi conto, essere consapevoli, che questa battaglia per l’autodeterminazione si scontra con “forze” che si stanno sempre piú apertamente impadronendo del mondo – e che non hanno alcuna voglia di accettare “dissidenze democratiche” (o – come vengono oggi sprezzantemente etichettate – “populiste”, quasi la parola “popolo” fosse qualcosa di cui vergognarsi). Può un partito come la Lega pensare seriamente di affrontare – con i suoi uomini e con i suoi mezzi – una tale battaglia? L’esperienza del recente passato (2008-2011) mi sembra dimostrare il contrario: i mezzi per avviare la battaglia ci sarebbero (forse) anche stati – ma sono drammaticamente mancati gli uomini.

    Resta il tema – altrettanto valido ed importante – della sicurezza, nonché della certezza della pena e del diritto: tutti elementi fondanti (e indispensabili) di una società che voglia meritare di potersi definire civile. Ebbene – anche in questo campo le cose sono, in realtà, tutt’altro che semplici. La “sicurezza” implicherebbe infatti un rigore che in Italia nessuno (Lega di governo compresa) è disposto ad applicare. Chi lo volesse, si scontrerebbe infatti con il già citato “spirito del tempo”, dominato da utopie “buoniste”: il povero criminale (magari anche zingaro o clandestino) non è tanto (o solo) carnefice ma – in prima istanza – “vittima” e come tale meritevole di tutela. Con tutte le conseguenze del caso: arresti domiciliari, amnistie, condoni e via andando. Chiedere il rigore significherebbe pertanto riesumare visioni “autoritarie”, già sconfitte dalla Storia (cosí almeno si sostiene). Se poi si getta uno sguardo sulla realtà della giustizia in Italia si scopre, in totale evidenza, una totale sinergia fra il “buonismo” di cui sopra e il “meridionalismo parassitario” che infesta ogni ramo dell’amministrazione dello Stato: uniamo alle logiche “buoniste” la scarsa professionalità (nonché voglia di lavorare) e il risultato è quello che vediamo ogni giorno nei tribunali e al telegiornale. Può la Lega affrontare, con i suoi mezzi e i suoi uomini, questa battaglia? Ancora una volta le recenti esperienze non danno risposte confortanti.

    Conclusione in sintesi: questi obiettivi storici che tu – caro Caravita – giustamente indichi, presuppongono – conditio sine qua non – la determinazione ad affrontare una battaglia storica, nel senso piú letterale del termine. Una battaglia vera. La “battaglia” della Lega mi sembra invece avere, sostanzialmente, una dimensione molto piú terra-terra: cerchiamo di amministrare bene un comune, integrando al meglio gli stranieri e difendendo il piú possibile le tasche (o i portafogli) della “nostra” popolazione. Obiettivi certamente lodevoli – ma molto lontani da ciò che dovrebbero invece essere.
    Consentimi, quindi, di mantenere ed esprimere tutto il mio scetticismo, augurandomi – ovviamente – di venire smentito da ciò che la nuova Lega farà in futuro. Resto in attesa…

  • Carissimo Schwefewolf,
    con grande piacere riceviamo il tuo ritorno e leggiamo i tuoi commenti,sempre all’altezza della situazione. Ti aspettavamo.
    Fatti sentire ancora noi siamo attenti a tutte le “voci del nord” ed in particolare alla tua. Ciao!. Federico.

Lascia un Commento

VOCI DEL NORD ospiterà gratuitamente suggerimenti e scritti d'interesse generale inviati dai visitatori, i quali ne assumeranno l'esclusiva responsabilità ad ogni effetto di legge.

La Redazione

Categorie
Count per Day
  • 112706Totale visitatori:
  • 8Oggi:
  • 40Ieri:
  • 224La scorsa settimana:
  • 585Visitatori per mese: