A PROPOSITO DI RAZZISTI E NAZISTI

Pubblichiamo una foto scattata il 26 luglio 2012 e fatta pervenire la mattina del giorno dopo ai seguenti destinatari: Vittorio Feltri presso il “Giornale – il Direttore di “Libero” e il Questore di Milano, accompagnata dal seguente testo :



” Sottoponiamo la fotografia di una minacciosa e preoccupante scritta murale apparsa a Milano, al cavalcavia Buccari-piazza S. Gerolamo-
(per via Corelli).
Da non sottovalutare.

Federico Caravita –
Referente del Comitato Cittadino
di via Giovanni Cova-Milano.”



Oggi, 31 luglio, la scritta murale è stata prontamente cancellata.
Esaminando con attenzione la foto, notiamo che la scritta tradotta in italiano dice:

AFRICANI VINCITORI
Sezione Milano
95 N. T by cma (oppure cna)
Cosa possiamo dedurre da questo messaggio ? Noi deduciamo che a Milano, o in Italia, esiste un’organizzazione di individui africani che si dichiarano VINCITORI!
Vincitori di che cosa e contro chi ?
Naturalmente si annunciano incitori di una loro causa e contro gli stessi abitanti del territorio che calpestano e occupano arbitrariamente. Quindi in applicazione di una volontà di guerra e non certamente di “pacifica integrazione”.
Inoltre, l’indicazione “SECTION MILANO”, con tanto di numero e sigle criptiche, vuole significare qualcosa per i misteriosi “african winners”, ma resta ignoto ai cittadini italiani.
Tutto ciò denota e conferma che nel nostro Paese è già notevolmente attiva un’occulta organizzazione, ben articolata, di gente africana ( arabi? magrebini? neri del Centro Africa ?). Noi non possiamo saperlo, ma ora tocca alle competenti autorità di indagare e scoprire, rapidamente e senza incertezze, sul fenomeno pericoloso di una segreta organizzazione straniera avente scopi non certo pacifici nei confronti del popolo italiano. Noi ci limitiamo a segnalare l’episodio, come un minaccioso avvertimento rivolto agli italiani di Milano e probabilmente di tutta Italia. Seguiremo con estrema attenzione gli “eventuali” sviluppi di “eventuali” indagini (!?). Che non si metta però tutto a tacere e nel dimenticatoio, come al solito! Gli italiani e specialmente la gente del nord, non accettano più immigrazioni incontrollate se non addirittura favorite. Basta! O andremo Presto a finire in una notte di San Bartolomeo; ma questa volta verrebbe versato sangue italiano!

Federico Caravita.



Un Commento a “A PROPOSITO DI RAZZISTI E NAZISTI”

  • Schwefelwolf:

    Per essere un “African Winner” basta farsi salvare in mare da una schiera di marinai mandati – comandati! – a fare esattamente il contrario di ciò che sarebbe, in un Paese civile, il loro dovere: cioè quello di difendere i confini del territorio sovrano/nazionale. La civilissima Europa e la civilissima Italia partono sconfitte a priori – come chiunque abbia, a priori, rinunciato a difendersi. La vittoria è quindi scontata: basta arrivare vivi fino al porto – da lí è tutta una strada in discesa. Vita gratis, sanità gratis, immunità “congenita” perché un clandestino non è – ovviamente – un illegale, ma solo un povero disperato. Un po’ come i drogati, che ammazzano la nonna a martellate per pagarsi una dose e poi finiscono – poveri malati – in “riabilitazione”.

    Il fatto che poi il clandestino non si accontenti dei vari sussidi ma ami “arrotondare” con un po’ di spaccio o con qualche innocente furterello non è, ovviamente, una cosa bella – ma non va neanche drammatizzata! Diamine, care vittime, non volete essere un po’ solidali?

    Devo ammettere che se fossi io uno dei nipoti di coloro che quarant’anni fa hanno massacrato a colpi di machete i “colonialisti bianchi”, donne e bambini compresi, per cacciarli dalla “mia Africa” e tornare (?) ad essere padrone a casa mia – in Etiopia, Eritrea, Kenya, Congo, Angola, Rodesia e via andando (uso, per semplicità i nomi delle ex-colonie) – se fossi io, nipote dei massacratori di allora, a trovarmi oggi “costretto” a chiedere aiuto i nipoti di coloro che i miei nonni hanno massacrato : be’ – non so se avrei il coraggio di farlo.

    A loro invece questo coraggio, evidentemente, non manca. Non sembra che la consapevolezza storica abbia, nell’Africa sub-sahariana, un ruolo particolarmente significativo. Il passato è passato. Non hanno, probilmente, un “passato” nel senso storico che abitualmente si assegna a questo termine in Europa. Passato, per loro, è solo un'”ipoteca bianca” incancellabile.

    Loro non hanno, quindi, un problema del passato – ma ne hanno uno nel presente: da quando hanno “liberato” il “loro” Paese (qualcuno ricorda il film “Africa addio”?) non hanno fatto che distruggerlo – e adesso, senza i “cattivi colonialisti bianchi”, quella loro “Africa nera” è diventata una sorta di inferno: libero, indipendente, autogestito, magari anche “democratico” – ma un inferno. Guerre continue, malattie e carestie, corruzione imperante, faide etniche devastanti – un mix micidiale, che si accompagna ad un’esplosione demografica senza precedenti, frutto di un livello “culturale” che non sembra richiedere particolari approfondimenti analitici. Questa è la “loro” Africa libera e indipendente – il guaio, per loro e per noi, è che oggi, a loro, quell’Africa che hanno tanto fortemente voluto non piace evidentemente piú.

    E quindi invertono l’argomentazione dei loro nonni: quelli volevano l'”Africa nera solo per i neri” – i loro nipoti vogliono, oggi, l’Europa “multicolor” libera per tutti (almeno inizialmente). Non solo la vogliono – la pretendono. E la invadono.

    Normalmente, un tradizionale Paese europeo dovrebbe accoglierli a fucilate: come si è sempre e giustamente fatto in passato. Quando arrivavano i turchi, gli spagnoli, i francesi o i tedeschi e “passavano il confine” senza permesso – si sparava. E lo stesso faceva ogni Stato sovrano. La difesa del territorio non era un crimine, era un preciso dovere: criminale era colui che NON difendeva il territorio. Colui che aiutava lo “straniero” a penetrare nel territorio era anzi colpevole di alto tradimento – e veniva impiccato, non essendo degno della fucilazione.

    I tempi, purtroppo, sono cambiati. I “soldati” di una volta oggi sono “criminali” – e viceversa. Quelli che un tempo erano i “traditori” oggi sono al governo, o alla direzione di partiti, sindacati, giornali. E la conseguenza non può essere che una: coloro che una volta sarebbero finiti sotto la mitraglia oggi sono “winners”. Ma non è certo merito loro…

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