PAROLE STRANIERE

Il vezzo di intercalare termini stranieri nell’uso della nostra lingua, risale a tempi immemorabili, ma ora se ne sta veramente abusando.
Ciò che sconcerta poi è il notare che non si tratta di una posa nell’intento di farsi passare per colti conoscitori di una lingua straniera, ma piuttosto di un metodo, un vero sistema, per celare un secondo fine.
Cioè?: si comprende benissimo che l’uso di termini stranieri (inglesi soprattutto) è solo un tentativo per darla a bere a qualcuno che si ritiene abbastanza ignorante da non comprendere il termine esotico, un mezzo per darla ad intendere al cosiddetto “popolo bue”.
Tutto questo risulta evidente nella dialettica politica contemporanea. Ad esempio le allocuzioni: SPENDING REVIEW – WELFARE – CLAIM –
e molte altre ancora.
Come se la nostra lingua non avesse la possibilità di esprimere qualunque termine o significato.
Signori politici (!?): parlate chiaro! Parlate italiano!
F.C.

 

Ps: Anche noi, per capriccio, vorremmo suggerire un appropriato termine straniero : CONSTANT NATIONAL RABBING (fregatura nazionale continuata).

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