RAZZISTI e NAZISTI

I leghisti di oggi sono impegnatissimi a criticare il governo Monti ( e fanno bene ), a pronunciarsi a favore della secessione e del federalismo, a discutere del ritorno di Berlusconi e della convenienza di una nuova alleanza, dell’opportunità di continuare a restare a Roma o di correre da soli. Così continuando ( come al solito ), il vero grande problema, quello VITALE, quello determinante la sopravvivenza di tutto il popolo italiano ( sia del nord che del sud ), viene trascurato e dimenticato.
L’immigrazione invasiva ed inarrestata, provoca per il popolo italiano l’essere stravolto e fagocitato da un vero maremoto umano. Da circa trenta anni, sotto la progressiva immigrazione selvaggia ( sollecitata, provocata e conclamata al grido di: TOLLERANZA – SOLIDARIETA’ – ACCOGLIENZA e infine di INTEGRAZIONE!! ) il popolo italiano sta scomparendo, ingoiato da queste sabbie mobili etniche. I cattocomunismi hanno quasi raggiunto il loro scopo : quello di ” comperare ” nei paesi poveri del terzo mondo i voti che gli italiani non gli davano più.
Quel loro patto infame avrebbe provocato un’infinità di attriti sociali ed economici, ma loro non si sono mai fermati, avvalendosi della famigerata ” legge Mancino “, che ha posto sulla testa degli italiani una tremenda spada di Damocle: la minaccia permanente dell’accusa di RAZZISMO. Questo comportamento ricorda – alla rovescia – la politica del nazismo, tesa a distruggere il popolo ebreo, mentre la politica cattocomunista tende alla distruzione del popolo italiano, cancellandone l’identità, la personalità storica, la cultura, le secolari consuetudini e persino la religione.
Gli italiani sono travolti da una marea umana imposta loro dalla pressione crescente ed esorbitante di individui stranieri immigrati (clandestini e non), sotto la regia traditrice della politica cattocomunista. Amici leghisti ! Gente del nord ! Non lasciamoci travisare e abbindolare dagli espedienti della consumata retorica dei nostri avversari politici, i quali cercano sempre di tergiversare cambiando argomento e tentando di creare divisioni fra di noi. II problema più grave, PRIMARIO e ASSOLUTO: è l’integrità e la sopravvivenza del nostro popolo. A cosa potrebbe servire un governo federalista o secessionista, un grandioso progetto per un nuovo futuro Stato, se il suo popolo potrebbe essere diventato un melting pot (un terribile minestrone) di esseri estremamente diversi fra di loro e in buona parte costituito addirittura da meticci ?
Leghisti! E soprattutto gente del nord!
Dobbiamo pretendere dai nostri Capi che questo problema venga affrontato e tenuto in costante attenzione, perché corriamo il rischio che diventi una sciagura nazionale. Prima la vita del nostro popolo, poi tutto il resto!
F.C.

 


15 Commenti a “RAZZISTI e NAZISTI”

  • Schwefelwolf:

    Caro Caravita,

    le realtà – fortunatamente – sono oggettive e non possono essere “trasfigurate” per legge. Qualcuno – e di quella “scuola” fa parte Mancino – pensa di poter definire/decretare “per legge” un’eguaglianza che la Natura nega con impietosa evidenza. Una legge che postuli un’eguaglianza fra cavalli, muli e asini sarebbe – incontestabilmente – una legge demenziale. Una legge può – (e deve) giustamente – punire chi maltratta un animale, ma non può ragionevolmente impormi di usare un cavallo per portare un obice in montagna o un mulo per affrontare una corsa ad ostacoli.

    La cosa, ovviamente, si complica quando non si parla di oggetti o di animali ma di individui/comunità appartenenti al genere “Homo sapiens”. Le differenze etnico-culturali, per quanto gravi ed evidenti, hanno – come giustamente rilevi nel tuo articolo – implicazioni politiche immediate, che rimandano a “ipoteche” storiche note e complesse e a conflitti ideologici tutt’altro che dimenticati (e che hanno, peraltro, determinato – con la vittoria strategica della dottrina “liberal” di Wilson & Roosevelt, nel 1945) – la realtà politica del mondo attuale: con la “rivoluzione” del 1968, con la “decolonizzazione”
    e – ultima fase – con la globalizzazione. E’ la dottrina (lanciata da Wilson e poi ripresa da Roosevelt) del “one world”, del “Paese mondiale” unificato, quindi – inevitabilmente – omogeneizzato, “brasilianizzato”: quello che tu chiami “terribile minestrone”, un mix indistinto di etnie e culture ormai indifferenziabili, sostanzialmente unito da un comune bisogno di consumo e dall’impossibilità di opporsi al potere (finanziario) globale (fase alla quale stiamo – purtroppo – assistendo).

    Siamo quindi in presenza di un progetto globale di rilevanza storica che porterà – se non succederà un miracolo – al famoso “tramonto dell’Occidente” di spengleriana memoria. Quelli che chiami “cattocomunisti” sono solo una frangia italiana del progetto globale.

    Qualche giorno fa, un tribunale di Stoccarda ha respinto una richiesta di estradizione verso l’Italia di una famiglia di apolidi palestinesi che aveva richiesto asilo politico in Germania. La sentenza costituisce una piena violazione del diritto comunitario europeo, in cui è previsto che la richiesta d’asilo debba essere presentata nel primo Paese UE in cui il richiedente giunge. Quei palestinesi erano arrivati in Germania dall’Italia – e quindi erano tenuti a presentare la richiesta in Italia. Il tribunale di Stoccarda ha respinto la richiesta di estradizione in Italia adducendo, a motivazione, il fatto che “l’Italia non dà adeguate garanzie di rispetto dei diritti umani e della dignità delle persone”.

    In altri termini: un tribunale tedesco mette nero su bianco che l’Italia non corrisponde ai requisiti di appartenenza alla UE (appartenenza che richiede, appunto, il rispetto dei diritti umani). Siamo al paradosso: un tribunale tedesco viola la legge (tedesca e communitaria) per garantire a degli apolidi un’assistenza piú generosa di quella che comunque gli verrebbe data anche dall’Italia.

    Un altro caso, sempre tedesco, che risale ad una ventina di anni fa (subito dopo la “riunificazione” tedesca). Un turco aveva pensato bene di “sfruttare” la riunificazione per estendere il suo “giro d’affari” e aveva messo in piedi, a Dresda (ex-DDR) un bel bordello. La cosa non era piaciuta agli abitanti della zona, ed in particolare ad un gruppo di “vigilantes” di estrema destra, che avevano “invitato” il turco a tornarsene a casa sua (in Germania occidentale!), minacciandolo – qualora volesse restare a Dresda – di bruciargli il locale. Il turco, invece di andarsene, decise di aspettare il capo dei “vigilantes” nell’androne di casa sua – e lo ammazzò a colpi di pistola.

    L’avesse fatto un tedesco nei confronti di un turco, si sarebbe preso l’ergastolo per omicidio premeditato. Trattandosi invece di una situazione “inversa” il tribunale si trovò in difficoltà – e risolse il problema con una sentenza a dir poco sensazionale: assolvendo il lenone turco per “legittima difesa putativa” (introducendo il concetto di legittima difesa preventiva, che contraddice eo ipso il concetto stesso di legittima difesa – che prevede una minaccia concreta, attuale e non altrimenti affrontabile).

    Come vedi l’uso di applicare discriminazioni etnico-culturali a discapito del proprio popolo e a favore di stranieri piú o meno criminali o illegali non è prerogativa italiana. E’ – anzi – frutto di quel suicidio culturale occidentale, in particolare europeo – che si è chiamato “’68”.

    Di quello stesso “’68” è anche figlio il radicale rifiuto di ogni tradizione europea, di ogni sistema di valutazione dei valori: una tavola di legno scolpita in qualche modo da qualche parte del Gabun diventa “cultura” come la Pietà del Michelangelo.
    Una persona con un QI inferiore a 50 non è piú – come una volta – un “imbecille” (nel senso neurologico del termine), ma diventa un “diversamente intelligente”, cui dedicare grandi cure e attenzioni per difenderne la doverosa “qualità di vita” (dando paraltro lavoro, in questo modo, a miriadi di piscologici-pedagoghi-sociologioci altrimenti condannati ad una vita da taxista). In questo mondo “sessantottino” non c’è crimine peggiore che quello di essere normale, corretto, disciplinato, magari anche molto forte, capace o intelligente. Essere “sano, forte, intelligente” è quasi un crimine, o almeno un’ingiustizia: gli “ultimi”, oggi, non devono attendere l’aldilà, per essere cristianamente “i primi” nel Regno del Signore.

    Essere “diversamente” qualcosa – sessualmente, intellettualmente, comportamentalmente, culturalmente o etnicamente – è oggi, per l’elite europea sessantottina, un bene da difendere e preservare: a costo di discriminare quei “nazisti” che si permettono di voler essere a tutti i costi “non diversi”, di voler essere se stessi a casa propria: sani, attivi, eterosessuali, non drogati o sieropositivi, non delinquenti, non clandestini.

    Il modo migliore per far fuori questi “nazisti” è la globalizzazione – che è, di conseguenza, in piena fase attuativa. Da almeno quarant’anni.

    La “nostra” Lega, che in otto anni di governo avrebbe se non altro potuto tentare di ergere qualche argine, ha preferito (Maroni in testa) fare tuttaltro. Non penso – francamente – abbia senso chiedere alla “Lega”, o a quello che ne rimane, di avviare oggi (quando conta come il due di quadri quando briscola è picche) un’attività in difesa nelle nostre genti, o dell’Europa.

    Quando avrebbe potuto sparare sui barconi, Maroni non l’ha fatto. Anzi…
    Non credo, peratro, che sarebbe disposto a farlo, anche avesse il 51% dei voti.

    L’unica speranza che l’Europa può ancora avere è che – dopo la bufera economico-sociale che sta per travolegerla – venga a crearsi un sistema di democrazia dal basso (stile Svizzera) che permetta alle popolazioni europee di riprendere il mano il proprio destino.

    Ma – domanda – saremmo ancora in tempo? Come si può fare a rimandare a casa propria i 15 -20 (?) milioni di extra-comunitari attualmente distribuiti nei vari Paesi europei? Domanda, questa, da mille miliardi di euro…

  • Elvira:

    Suona strano alle mie orecchie di leghista padano che il signor FC parli di ‘popolo italiano’ del quale si vorrebbe cancellare l’identità: il cosiddetto popolo italiano è una mescolanza di gente che parla svariati dialetti, ha differenti mentalità, differenti usi e costumi perfino svariate caratteristiche fisiche: nella penisola italica abitano svariati popoli (alcuni del nord, altri del centro e altri ancora del sud d’Italia. Tutti questi popoli sono stati forzosamente uniti ma molti di questi popoli non sono affatto contenti di essere stati costretti a subire una ‘unità’ non voluta. Se è vero che molti si sono fatti uccidere per arrivare all’unità d’Italia, altrettanti si sono fatti uccidere per impedire di venire unificati con gente dissimile. Io sono lombarda da sempre e i miei bisnonni hanno combattuto per rimanere lombardi, non per farsi colonizzare dai meridionali, che poco hanno a che vedere con la gente del nord. Chi ha sottomesso e colonizzato il Nord non può ora, a sua volta, lamentarsi di venir colonizzato da altri. Chi la fà l’aspetti. Elvira

  • lucia:

    cara Elvira,è strano che si parli di popolo italiano in un circolo che si definisce di simpatie leghiste e che tra l’altro si pubblicizza su Radio Padania.Sarebbe interessante sapere quanto si paga per gli spot trasmessi.La radio in fondo potrebbe anche pubblicizzare,oltre che l’outlet dei funerali,anche il sito di Grillo,se volesse approfittare dei prezzi bassi e magari quello del famoso Don Giorgio,così tenero .ora,con la lega Potrebbe fare a meno dei contributi volontari mandati da chi alla Padania ci credeva !In fondo chi se ne frega del popolo padano e della sua storia!Prima il nord!
    Se poi il nord è occupato da altri popoli,che sostituiranno anche il popolo italiano,la colpa sarà sempre della lega che in fondo poteva sparare a suo tempo ai barconi e non l’ha fatto e sembra non avere l’intenzione di farlo in futuro ancher avesse il 51% dei voti.
    Deve essere il nuovo corso maroniano,piuttosto confuso ma solo per chi le idee le ha ancora chiare,non per chi ha intenzione di diventare primo partito del nord aspirando a fare l’ago della bilancia tra due blocchi come lo erano i socialisti rinunciando però alla propria identità.Non è detto che sia un male.E’ poco entusiasmante e qualunquistico,Tutto qui.

    • Schwefelwolf:

      Cara signora Lucia,

      leggendo le Sue osservazioni mi assale il dubbio che Le riesca probabilmente difficile leggere ed interpretare correttamente quanto scritto da Caravita (o poi dal sottoscritto). E’ sicura di non essere condizionata da qualche “ottica” preconcetta? Un’ottica forse dettata dalle innumerevoli beghe interne della Lega-partito, che non mi paiono tuttavia rilevanti agli effetti dell’argomento trattato – cioè le conseguenze storico-culturali di un’invasione straniera senza precedenti?

      Le vorrei ricordare che a Lepanto non c’era solo la (gloriosa e decisiva) flotta veneziana, bensí la flotta “mista”, congiunta, di una cristianità mediterranea minacciata. Anche l’arresto dell’avanzata turca in Europa centrale è stato frutto di sforzi congiunti – imperiali, polacchi, boemi – e si è concluso con la famosa vittoria degli Imperiali, alle porte di Vienna, sotto la guida del Principe Eugenio di Savoia. Con questo nessuno dice di essere “un popolo” con spagnoli o polacchi: ma di fronte ad una minaccia comune mi sembra opportuno reagire – in prima istanza – da Occidente europeo. Per quanto lombardo mi senta, ritengo di essere infinitamente piú vicino – storicamente e culturalmente – ad uno spagnolo o ad un croato che non ad un magrebino o ad un senegalese.

      Penso, pertanto, che la Lega avrebbe fatto bene a ricordare questo impegno storico, piuttosto di andare ad impegolarsi con le nomine e le poltrone dei vari consigli d’amministrazione. In altri termini: ci si può sentire “leghisti” nello spirito, uniti da un credo comune, senza però condividere le linee e le scelte della “Lega-partito” – soprattutto quando si rivelano diametralmente contrarie a quello spirito. Tutto qui.
      Cordialmente…

      • lucia:

        Per favore!Eviti di cadere nella tentazione di demonizzare chi la pensa diversamente da lei tacciandolo di incapacità di comprendere ciò che gli altri scrivono.Non credo proprio di essere scema.E del resto lei stesso me lo conferma.Questo è un circolo che dice di sentirsi leghista,ma solo nello spirito.E infatti non condivide quanto la lega-partito ha fatto e,a quanto pare,neanche quello che potrebbe fare.E’ già una coraggiosa ammissione: la storia della lega,le fotografie,il simpatizzare ecc ecc altro non sono che trappole.Un bel Cavallo pieno di guerrieri pronti alla battaglia irresponsabilmente portato dagli stessi troiani dentro la città.Il finale di Troia lo conosciamo.Quello della lega è lì da vedere.

        Le nomine nei consigli di amministrazione,le cadreghe che tanto la scandalizzano non sono poca cosa.Come crede che si facciano le cose,scrivendo articoli ,leggendo libri e sbandierando la storia?Lo si esercita dai posti giusti.E prendendo decisioni.
        Ma secondo lei,la lega ha sbagliato e,qui sta il bello,continuerà a sbagliare. ,Deve limitarsi a “rappresentare dei valori”,a “rendere testimonianza” lasciando il potere là dove si trova.Ed infatti così sarà.La cito : l’unica speranza per l’Europa è che venga a crearsi un sistema di democrazia dal basso,stile Svizzera,che permetta alle popolazioni europeee di riprendere in mano il proprio destino”.Ma che cavolo vuol dire?.
        Resta sempre la domanda sull’impegno economico sostenuti per fare spot su Radio Padania o altrove.

        • Schfewelwolf:

          Mi permetta – signora Lucia – solo una piccola precisazione personale.
          Ho lasciato ventenne (1970) la mia patria – la Lombardia – perché mi nauseava lo scempio che la meridionalizzazione ne aveva fatto e continuava a fare. Sono andato a studiare (e sono poi rimasto, a lavorare) in Germania, e mi sentivo molto piú a casa mia ad Amburgo che nella mia natia Milano, ormai trasformata in “Melllaaano”.

          Sono tornato a votare in Italia solo vent’anni dopo, quando ho “scoperto” la Lega. Mi facevo ogni volta 1150+1150 km (ovviamente a mie spese – a differenza dei tanti meridionali) per venire a votare il “sogno” di un Nord-Italia libero e affrancato dalla morsa romana (e da tutto ciò che essa significa e determina). Votavo Lega per la difesa del nostro decoro, nella nostra identità culturale (ed anche etnica), NONOSTANTE Bossi, che non mi ha mai convinto (a differenza del professor Miglio, che – per quanto personalmente mi riguarda – resta il vero “faro”, il cervello pensante della Lega – e che Bossi ha ovviamente segato: o ricordo male?).

          Per questa condivisione di idee mi permetto di dire di “sentirmi” leghista. Posso comunque, a pieno diritto, definirmi “fedele elettore della Lega”, sino alle ultime elezioni. Aggiungiamo anzi: fedele, fregato e deluso.

          Se sono però leghisti solo quelli che hanno una tessera del partito – ebbene, vorrà dire che non sono mai stato leghista. Le va bene cosí?

        • Schfewelwolf:

          Rileggendo le Sue note del 26 luglio mi sono reso conto di non aver colto un aspetto molto significativo del Suo pensiero: un pensiero talmente lontano dal mio modo di pensare, che mi è – purtroppo – sfuggito. Vorrei aggiungere quindi un’osservazione. Spero non me ne voglia.

          Lei, evidentemente, ritiene la politica delle “poltrone”, “nomine” etc. sia /sia stata necessaria per conquistare posizioni di potere: un potere necessario per condurre con successo la propria battaglia politica. In effetti, la ahimé tradizionale logica del sistema di potere italiano (DC, PSI, PCI, PDS, PD, PDL, UDC ….) si basa – e si è sempre basata – su questi presupposti.

          Non comprendo, tuttavia, come si possa pensare di dissociare i “presupposti” dalle loro “conseguenze”. In altri termini: se i presupposti sono quelli (e la Lega li ha – anche a Suo avviso – accettati, anzi costruiti) la conseguenza avrebbe dovuto essere – secondo la Sua logica – un rafforzamento delle posizioni della Lega nella battaglia per la propria causa politica. Le sembra sia avvenuto questo?

          Non è invece avvenuto, anche per la Lega, esattamente quanto era avvenuto per gli altri? Solo scambi di favori, posizioni etc.? Il potere “guadagnato” non è stato speso in questioni personali (come nel caso degli altri partiti) e non per l’affermazione di proprie posizioni di principio?

          Si fosse visto qualche risultato “forte”, del tipo: “Io, Umberto, ti salvo dalla magistratura, ma tu Silvio mi permetti di affondare i barconi…Io Umberto ti salvo Cosentino, ma tu Silvio mi dai subito un federalismo fiscale vero” – e cosí via… Certo, in tal caso, le “logiche di potere” avrebbero avuto forti giustificazioni. Anzi – penso che tutti gli elettori della Lega le avrebbero condivise. Ma del “do ut des”, nel caso della Lega, si è visto solo il “do”, il “ti dò quello che vuoi”, ma solo in cambio di una manciata di favori personali. Dell’ “ut des” politico non si è ricordato nessuno. Ed è lí che è cascato l’asino.

    • elvira:

      Cara Lucia, che insalata hai fatto! Volevo solo dire che io, Lombarda e leghista, vedo che la penisola italiana è popolata da varie popolazioni molto diverse le une dalle altre: il ‘popolo italiano’ si regge su fantasie unitarie…del sig. Napolitano che cerca di imporcele e di tanti come lui che voltano la testa dall’altra parte per non vedere che questa penisola ospita di tutto e di più.

  • pontenna:

    Leggere e cercare di capire e non parlare solo perchè la bocca è in sidcesa !
    F.C. quando parla di “popolo” parla di “popolo padano ” ! Non ha mai scritto “popoli italiano”.

    • lucia:

      Non prenda per i fondelli inutilmente.Rilegga bene,dal secondo capoverso in poi.Nel primo ci si rivolge al pubblico citando i leghisti come una categoria estranea all’estensore dell’articolo e comunque sempre citando il popolo ITALIANO(quinta e sesta riga).

      • pontenna:

        La lingua italiana è una lingua alquanto difficile, ma ancora più difficile è la “logica formale “.
        Credo che l’A. abbia giustamente voluto evidenziare che TUTTA l’Italia è oppressa dalle “invasioni barbariche ” , nessuno escluso e, in aggiunta, evidenzia il sovraccarico che grava sulle spalle dei popoli padani.

      • lucyrrus:

        E’ cosa disdicevole che il “primo della classe ” si comporti da primo della classe.
        Se poi non è neanche il primo……….

    • elvira:

      L’articolo di FC è pieno di ‘Popolo Italiano’ : probabilmente FC crede (come crede Napolitano) all’unità d’Italia che esiste solo nella testa dei fascistoni.

  • Antonio:

    Stò in tutto e per tutto con Schwefelwolf.
    Il resto…è noia.
    Antonio

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