Il destino della Lega

di Gian Luigi Lombardi-Cerri

Questo articolo è stato scritto anche per inserirsi nella discussione che da un po’ di tempo è in atto su un atro post.
Sono capaci tutti di imbonire la gente con parolone, ma pochi sono capaci di realizzare quanto vagheggiato.
Così è successo nella Lega dove, visto che per insipienza politica non si riusciva ad ottenere nulla, si sono rivolti ai facili guadagni, senza pensare che, data la dimensione, il bubbone prima o poi sarebbe scoppiato.


Ed ora che si fa?
Se la Lega non vuole arrivare a percentuali da “prefissi telefonici” deve sbattere fuori tutti, dico tutti gli arrivisti e gli incapaci applicando quel vecchio Statuto del movimento, ben studiato, ma mai applicato, che diceva tra l’altro che ogni iscritto doveva scegliere tra il dedicarsi alla politica ed il dedicarsi all’organizzazione del movimento.


Chi organizzava non poteva candidarsi mai e chi pensava di farsi eleggere, dopo due tornate doveva rientrare a casa, e poteva dedicarsi all’organizzazione.
Capisco che molti “politici” della Lega, anche e non solo, se tornassero a casa dovrebbero ritornare a spalare la terra nella migliore delle ipotesi o cominciare (finalmente) a trovarsi un lavoro, ma sarà il caso di piantarla con i teatrini poiché temo che se non la smettono, giunga il momento della “fine delle brioches”, con quel che ne deriva.


Se la Lega vuol affermarsi come “partito del nord” deve mettere la parola Fine al predominio di Varese.
Non ho niente contro i varesini (tra cui conto moltissimi amici) ma devono smettere di fare i padroni della Lega:
Fine al ritenersi “mandati da Dio”

Entro gli abbondanti limiti oltre i quali c’è dissidenza si deve smettere, nella Lega, di essere costretti ad accettare, pena l’espulsione, il pensiero spesso ondivago, del numero uno.

Quella che prenderà il posto della Lega dovrà mettere la parola FINE a molte cose.

  • Fine del correre dietro alle farfalle
    Un partito può (e deve) offrire ai propri fan un sogno, ma non può pensare di marciare per poco meno di trent’anni solo sui sogni senza realizzare niente.
    Il “quasi federalismo” fa il paio con il “quasi goal” di carosiana memoria, ma il calcio è un divertimento, mentre la politica… pure.
  • Fine dei sogni irraggiungibili (almeno momentaneamente)
    Nella vita occorre disporre anche di ideali, non immediatamente raggiungibili, ma non si può campare solo di ideali, perché la gente alla fine si stanca e qualcosa bisogna pur fargli toccare con mano.
  • Fine del pensare a “fare carriera e ad intascare soldi”
    Il dedicarsi alla politica deve rimanere, specialmente in Lega entro i limiti del “servizio temporaneo alla collettività”.
    Chi non pensa, terminato il servizio, di tornarsene a casa al consueto lavoro vuol dire che ha, come recondita, ma unica aspirazione, quella di “fare soldi”.
    Di questi personaggi c’è da diffidare perché, pur di rimanere a galla sono capaci di tutto, specie se buoni a nulla.
  • Fine dell’eccessiva autostima
    Il fatto che uno venga scelto attraverso un voto popolare riempie di giusto orgoglio, ma non autorizza a pensare di essere semidei.
    In Lega i responsabili anche solamente di una sezione, troppo spesso si sono montati la testa pensando che gli iscritti siano lì solo per fare da gradino.


Da un vecchio, vecchio leghista auguri a tutti gli uomini onesti, capaci e pieni di buona volontà.

21 Commenti a “Il destino della Lega”

  • Schwefelwolf:

    Ben detto!
    Purtuttavia – una volta stabilito cosa NON debba essere (o: piú essere) fatto, resta il problema di cosa si debba e/o possa fare. Mentre sugli ultimi due punti (basta eccessi di autostima, basta carrieristi & professionisti della politica) penso sussista generale unanimità – a parte la scontata protesta dei diretti interessati – sui primi due (peraltro concatenati) penso siano necessarie approfondite riflessioni.

    A mio personale avviso un movimento deve nascere da un’idea, da un progetto, magari anche da un sogno. Sarà poi il popolo (l’elettore) a decidere se condividerlo o meno. Questo “progetto” può anche essere ambizioso, forse quasi irraggiungibile – ma non per questo deve essere “piegato” a compromessi. Con i compromessi è facile iniziare – ma poi è difficilissimo smettere (la Lega insegna…). Aggiungerei anzi: piú ambizioso è il progetto, piú inaccettabili diventano i compromessi.

    Se – ammesso e non concesso – il progetto dovesse essere (schematicamente) quello di un’Nord-Italia autonomo, “autodeterminato”, non piú “schiavo di Roma”: un Nord ancorato alle proprie radici identitarie (e quindi non “globalizzato” – né sul piano demografico, né su quello culturale e neanche su quello economico-produttivo), deciso a difendere le proprie basi esistenziali ed il proprio ordine sociale (quindi a basso-bassissimo indice di criminalità) – ebbene, questo progetto non potrebbe essere “modificato”, nella sua sostanza, per avere una maggioranza – a Roma, a Milano o dovunque altrove.

    I compromessi nascono – soprattutto in “Italia” – dall’antichissima logica del “do ut des”: tu dai ‘na cossa a’mme, io do ‘na cossa a’ttè. Io mi prendo la Rai, tu in cambio ti mangi un pezzo di Ferrovie dello Stato – e cosí via. E chi paga sono sempre gli stessi – coloro che lavorano onestamente e che pagano (volenti o nolenti) spesso piú del 50% di tasse sul proprio reddito.

    Un progetto come quello di cui stiamo esemplarmente parlando sarebbe invece in antitesi con quella logica: io mi tengo il mio, tu ti tieni il tuo – e se dobbiamo fare un conguaglio lo si decide in due: non è accettabile che l’uno viva e lavori per fare da bancomat all’altro.

    Come non è accettabile che qualche folle buonista pensi di far venire da noi metà del Terzo Mondo – poverini, sono disperati – perché qualche globalista gli ha insegnato che le identità storiche e culturali sono solo il tetro retaggio di un passato da dimenticare e da superare. Qualcuno ha firmato (senza mai interpellare la cittadinanza, il popolo, l’elettorato) trattati che impegnano l’Italia (e l’UE) ad accogliere milioni di analfabeti spesso affamati e altrettanto spesso pronti a delinquere? Ci si sente con le mani legate (come a suo tempo il ministro Maroni)? Ebbene – ci si libera dai vincoli. La doverosa “legittima difesa” autorizza – anzi impone – di rinegoziare (o ripudiare) un trattato che implica la distruzione della propria società.

    E ancora: un giudice rimette a piede libero ladri, violentatori, spacciatori perché non li vuole sottoporre alle sofferenze del carcere? Si cambia la legge – e si mette in carcere anche quel giudice. E cosí via…, questo è ciò che intendo per “rifiuto del compromesso”.

    Spesso questa “inflessibilità” non trova grande seguito, nei periodi di vacche grasse. Tanti condividono magari l’idea, ma preferiscono scaldarsi per andare a vedere la partita, piuttosto che andare in piazza a protestare contro tasse o immigrazione clandestina. Molti vivono – appunto – nel compromesso, perché è comodo – e molto meno pericoloso del rifiuto. Prima o poi, però, i nodi vengono al pettine (pensiamo solo alla Jugoslavia) – e il compromesso diventa insostenibile. E in quel momento tutti guardano, inevitabilmente, a chi quel compromesso l’ha sempre rifiutato.

    Il “progetto” sintetico di cui parlavo ha, di per sé, una forte componente di “non-fattibilità” – e potrebbe quindi indurre a cercare compromessi – come del resto è avvenuto.

    Un esempio per capirci: applicare all’Italia un sistema federale vero, ad esempio come quello tedesco (e non parliamo di un sistema confederale come quello elvetico) significherebbe con grande probabilità – di fatto – una guerra civile. Un sistema che disciplina con un’apposita commissione inter-regionale le quote di conguaglio fra i Länder non avrebbe, in Italia, alcuna possibilità di operare, visto che i bilanci di diverse regioni non supererebbero neanche la piú superficiale revisione contabile. Quindi – tanto per non fare nomi – Campania e Calabria (forse anche Lazio etc.) non avrebbero diritto al alcun conguaglio! Volere un federalismo (vero) significherebbe pertanto mettere a preventivo qualcosa che potrebbe assomigliare molto ad una guerra civile – guerra che potrebbe essere evitata solo se le Regioni “assistite” accettassero di rimettersi veramente a posto (ammesso che ne siano capaci) e, di conseguenza, accettassero di ridurre drasticamente il proprio tenore di vita smantellando la gran parte di tutte le strutture assistenziali-parassitarie che continuano a divorare il bilancio del sistema-Paese. Difficile immaginarlo, però…
    In alternativa la guerra si evita… col compromesso: si prende una scatola vuota, le si appiccica sopra l’etichetta “Federalismo” e le si mette dentro la “spesa standard” (che col federalismo centra come le farfalle con gli scacchi)… Poi si lascia che qualcuno chiuda la scatola in un armadio. E voilà: la guerra è definitivamente evitata…ma il “progetto”
    è morto.

    Un movimento serio deve quindi scegliere: o sviluppa un progetto di per sé realizzabile (senza “sogni”) e lo porta avanti senza compromessi (che a quel punto non sono necessari) o sceglie un “progetto (apparentemente) irrealizzabile” e cerca di creare le condizioni perchè il progetto diventi realizzabile – o, in alternativa, attende che le condizioni necessarie si vengano a determinare con il procedere degli eventi, partendo dal presupposto che le istanze reali che hanno partorito il “progetto” stesso debbano necessariamente evolversi verso la crisi del sistema (come avviene oggi in Italia, dove lo Stato non sa piú a chi strappare i soldi per poter continuare a mantere se stesso, le proprie oligarchie e le proprie mega-clientele) .

    Il momento che stiamo vivendo porta – incontestabilmente – dense nubi scure al nostro orizzonte. Il sistema dell'”utopia sociale” (tutto a tutti e possibilmente gratis – quindi a spese di qualcun altro, oppure a debito) ha portato il mondo occidentale (soprattutto europeo) ad un passo dal collasso. Come dice giustamente Grillo, l’Italia (come Grecia, Spagna e Portogallo) è già – di fatto – fallita. Fosse un’impresa dovrebbe portare i libri in tribunale. Anche se i Paesi “meno malati” (Germania, Olanda, Austria, Finlandia etc.) dovessero essere tanto folli da tentare il salvataggio, non farebbero che ritardare il collasso di qualche anno (finendo a loro volta nel baratro).

    Quindi? E’ molto probabile che la realtà sociale che conosciamo sia destinata a cambiare drammaticamente e forse anche molto in fretta. In quella fase di grave travaglio sarebbe estremamente importante, per ogni singolo popolo, disporre di un elemento aggregante che lo tenga insieme nei marosi: aiutando i piú deboli (onde evitare equivoci: intendo solo quelli del proprio popolo), assistendo chi è in difficoltà e coordinando tutto ciò che permette di affrontare meglio la bufera. Ed è in momenti come quelli che chi ha un progetto da offrire come baricentro aggregante diventa il motore trainante del riscatto – e che “progetti irrealizzabili” si trasformano, improvvisamente, in realtà.

    Scusate l’escursione pindarica… La fantasia, ogni tanto, mi scappa di mano. Ma quando penso alla Lega mi viene automaticamente da pensare a quanto sarebbe stata necessaria, oggi, la vecchia Lega di Miglio… Che disastro…
    Chiudo qui, con un saluto

    • gian luigi lombardi-cerri:

      Caro Schwefelwolf,
      l’idea base , ovvero l’ideale esiste già ed è la proposta di Miglio di uno stato federale.
      Ciò che riguarda la Lega ( o di quello che rimarrà) la soluzione potrebbe esserel’applicazione INTEGRALE del vecchissimo statuto (mai applicato) con qualche aggiuntina sulla quale non mi soffermo per brevità.
      Circa la graduazione degli interventi su scala nazionale la logica è semplicissima :
      Basta applicare la pratica adottata in tutte le aziende che fanno utili : revisione periodica delle regole del gioco in funzione delle esperienze applicative. e, inoltre dare gradualmente alle Regioni l’autonomia di regolamentazione.
      Il primo passo potrebbe essere quello di dichiarare le Regioni che ne facessero domanda ,sostituto di imposta.
      Il secondo passo quello di rendere le Regioni totalmente autonome per quanto attiene la sanità.
      E via discorrendo.
      Non sto dicendo niente di nuovo, ma porto avanti e chiedo di applicare alla collettività le vecchie buone prassi dell’organizzazione.

      • Schwefelwolf:

        Mi scuso del ritardo nella replica, ma sono stato assente per qualche giorno.
        Tornerei comunque volentieri – brevemente – al punto.
        Non metto in dubbio che l’applicazione di “buone regole d’amministrazione” sia sempre e comunque un’ottima prassi. E sono anche d’accordo sulla necessità di dare alle Regioni autonomia di regolamentazione. Il punto sta nell’avverbio “gradualmente”.
        E’ – a mio avviso – inutile nascondersi dietro il solito dito: ci sono regioni che non saranno MAI in grado di mantenersi da sole (cosa che vale anche per interi Paesi – vedasi Grecia). Tutto ciò che è stato investito in quelle realtà è solo finito in un buco nero (“buco nero” che si è ormai “mangiato” – temo – il Nord).

        Se per “gradualmente” si intende “entro i prossimi 20 o 30 anni” la cosa potrebbe anche “funzionare” – nel senso che fra trent’anni non sarà fallita solo l’Italia ma anche l’Europa, e quindi nessuno starà piú a discutere di ciò che sarebbe potuto fare oggi.

        Se per “gradualmente” si dovesse invece intendere un arco complessivo di 3-5 anni, entro i quali Roma e il Sud dovrebbero cominciare ad arrangiarsi senza il “bancomat” padano – be’, allora si arriverebbe (quasi inevitabilmente) ad una guerra civile. Un organismo parassitario ha necessariamente bisogno di un organismo-ospite da parassitare: senza l’ospite morirebbe.

        C’è qualcuno che crede ancora veramente che Roma & Sud non siano un organismo parassitario? Che siano solo regioni “sfortunate” e “incomprese”, che nessuno ha capito e quindi neanche aiutato nel modo giusto? Che i X00.000 miliardi di vecchie lire “trasferite” al Sud – via Roma – negli ultimi 50 anni siano stati solo “sfortunatamente” investiti male – e che se invece fossero stati investiti bene il Sud sarebbe oggi una sorta di California italiana? Che investendo nel Sud altri 50 o 100 o 200 miliardi (di euro) questa volta le cose si metterebbero definitivamente aposto? Come in Grecia?

        Mi dispiace – ma continuo a ritenere che i problemi etnico-culturali non si possano risolvere con i metodi della “buona amministrazione” senza adottare, al contempo, rigorose misure di ordine pubblico. Che hanno, inevitabilmente, il loro prezzo: o in euro, o in sangue.

        • lucia:

          molto interessante la conclusione a cui sembra si arrivi:

          Per cambiare ci vorrebbe una guerra,(esattamente quella che è stata fatta per “fare “l’Unità,) ma la guerra non la vogliamo fare perchè noi siamo buoni e bravi e dunque dobbiamo accettare un compromesso .Ma se accettiamo un compromesso non siamo più così bravi e puri come eravamo una volta e allora accusiamo la dirigenza di avere accettato il compromesso.

          Ho capito male?
          Ho l’impressione di essere in una favola,quella dei topi che si riuniscono per trovare una soluzione al pericolo rappresentato dal gatto e decidono che la cosa migliore da fare è quella di mettere un campanello sulla coda del gatto ma non riescono a mettersi d’accordo su chi deve andare a mettere quel campanello e cos’ se ne tornano a casa per sfuggire agli assalti del gatto.
          Problema senza soluzione.
          Domenica al congresso,ci sarà un congresso o una manifestazione con tanto di fans al seguito?Perchè si organizzano addirittura dei pulmann come se si andasse a una manifestazione contro qualcosa e si dà accesso anche ai semplici simpatizzanti.Che razza di congresso viene fuori?
          Sarà dato ai relatori di parlare senza essere interrotti e contestati dai supporters appositamente mobilitati?Le votazioni avverranno ancora per acclamazione?Se sì saremo punto e a capo.Chiunque vinca sarà solo per le capacità organizzative e per la capacità di mobilitazione e la lega avrà perso perchè sarà irrimediabilmente divisa.
          non sarà il caso di fare le votazione con voto segreto,riservando il voto ai delegati?
          Forse con questo sistema,senz’altro migliore e più onesto delle fantomatiche “primarie”,
          si otterrebbe l’accettazione dei risultati da parte di tutti,qualunque essi siano perchè sarebbero fugati tutti i dubbi sui meccanismi ancora oscuri che hanno portato il partito a questo punto.Altrimenti:quel che vùsa pussè,la vaca l’è sua .
          saluti

  • Antonio:

    Quasi certamente sarà colpa dei miei limiti.

    Ho trascorso, ponendo un’ estrema attenzione, prima sabato per radio e web, poi ieri (domenica) da diretto uditore, ascoltando i congressisti del Pala Assago al Congresso della Lega Nord.
    Per mia sicurezza oggi ho riascoltato due volte il discorso di Maroni
    Esclusi rarissimi casi: un sacco di blà blà.
    Mi son parse chiacchere per accontentare, sia le orecchie di chi le proferiva, sia di coloro ai quali qualsiasi cosa sia detto va bene.
    Solo da Salvini ho sentito dare le, uniche, indicazioni operative di ciò che gli amministratori della Lega dovranno porre in atto (concetto ripreso poi da Maroni).
    Rivolta fiscale.
    E per il resto?
    Boso, a nome anche di Borghezio, aveva posto la precisa domanda:
    In Lega ci sarà ancora posto per i Secessionisti?
    A quando la risposta?
    La parola SECESSIONE è stata quella più urlata all’interno del Pala Assago.
    Pontida e Venezia sono state confermate.
    Mi auguro di non vederci sventolare il Tricolore e di non dover ascoltare la Marcetta.
    Ho la sensazione che il “Nuovo Corso” ben poco di nuovo abbia in serbo e che passata la “tempesta” tutto torni come prima.
    Al solito… starò a vedere.
    Antonio

    • lucia:

      dubito che tutto torni come prima.La cosa più chiara è che si è defenestrato Bossi e nonostante lo stesso Bossi si arrabatti a dimostrare che la lega,magari con qualche corrente, è ancora unita e si sia fatto umiliare per conservare “il sogno”
      .”il sogno” al momento è svanito.
      La lega si è trasformato in un partito territoriale,attento all’economia e pragmatico forse più di altri,magari più di altri adatto a rappresentare gli interessi del nord e forse anche di recuperare consensi,ma assolutamente senza anima e senza entusiasmo.
      Questa è la colpa di Maroni:avere distrutto il sogno.
      E ci si domanda il perchè.
      Maroni sarebbe potuto essere il naturale successore di Bossi se solo avesse avuto la capacità di appianare i contrasti,come deve fare un segretario che pretende di fare il segretario.Capacità che evidentemente non ha avuto o forse non ha voluto esercitare.Lui sì che nonostante l’età è ancora una “trota” a meno che non si scopra che non sia invece un comunissimo squalo.
      Come ho già detto in un altra occasione sorge il dubbio che l’obbiettivo altro non fosse che quello di depotenziare la lega,l’unica attuale forza di opposizione e lasciare così il campo libero alle forze politiche conservatrici di questo regime.E l’unico modo per riuscirci ,con un governo totalitario come questo,era di avere qualche talpa all0interno.E questo l’ho scritto ben prima che lo dicesse Bossi al congresso!
      C’è il movimento di Grillo che sta nascendo,ma al momento è ancora nella fase del voto di protesta e non se ne intravvede il progetto salvo la voglia di dissacrare e distruggere tutto quanto e comunque prima che diventi pericoloso per lo status quo,,,,,campa cavallo!

      Maroni ha vinto la battaglia in seno al partito.Ma ora bisognerà vedere cosa ne pensano gli elettori.Non ci sarà nessun zoccolo duro di idealisti attaccati al sogno,stavolta a sostenere la lega “a prescindere”come è stato finora.Non resta che fare tanti auguri alla lega 2 e aspettare che rinasca una lega 1.

      • lucyrrus:

        Roma è riuscita nel suo intento a prescindere da Maroni, semplicemente attraverso l’ignoranza e la corruzione di chi ha governato la Lega e imitando Quinto Fabio Massimo “il temporeggiatore “.

        • lucia:

          COL CAVOLO!
          E’ ora di finirla con questa storia.L’ignoranza è una sua personale opinione e la corruzione è tutta da dimostrare.

          E Roma è riuscita nel suo intento con l’aiuto più o meno consapevole di parte del partito.
          Non l’ha certo organizzata Roma la serata di Varese o di Bergamo e a tutt’oggi risultano soltanto notizie vaghe di inchieste sul nulla.Il militante o anche l’elettore può magari bersi le panzane sul cerchio magico e i sospetti sull’uso improprio dei soldi del partito anche se dovrebbe essere comunque in grado di distinguere tra questo e la corruzione ma chi nella lega occupa cariche di un certo rilievo e addirittura ha occupato cariche ministeriali non doveva assolutamente avvallare questi sospetti con la SCUSA di dimostrare di essere un partito diverso dagli altri.E lo doveva fare indipendentemente dalla volontà di Bossi di dimettersi.
          Invece ha dimostrato di essere più realista del re col risultato di fare dimettere un sacco di gente colpevole di …nulla e di seminare a piene mani zizzania e incertezze.Logico che questo ha avuto riflesso sul risultato elettorale..
          Nessun partito,dico NESSUNO ha trattato così il suo segretario,alla vigilia di un appuntamento elettorale e sapendo di avere la stampa pronta a criticare il più piccolo starnuto di chiunque..nemmeno Fini ha trattato così il Cavaliere.Non condivideva più la sua politica e se ne è andato anche se poi si è capito bene lo scopo della sua mossa finalizzata a delegittimare il governo berlusconi per sostituirlo con un governo di nominati.E stendiamo un pietoso velo sulla vicenda che puzza di oligarchia e totalitarismo lontano un miglio..
          Resta ancora da capire in cosa Maroni vuole distinguersi da Bossi,e in cosa Bossi avrebbe contrastato Maroni,(lasciamo stare la favola della impossibilità per Maroni,ministro dell’Interno di parlare con Bossi ministro con lui a Roma perchè Bossi sarebbe stato prigioniero delò cerchio magico!!!!)dato che anche lui si rende conto che con qualcuno ci si dovrà pure alleare,a meno di non pensare che per Maroni fosse necessario trasformare la lega in un movimento confederale(ognuno padrone a casa sua),come sta facendo ,finendo per depotenziarla e su questo Bossi non poteva essere d’accordo non avendo oltretutto neanche più la forza fisica per opporsi ed essendo stati messi fuori uso con una accorta campagna stampa,(complimente alla addetta stampa di maroni) tutti coloro che potevano dargli una mano,a cominciare dalla sua famiglia e dagli amici più stretti,bollati “barbaramente”dal marchio di “amici del cerchio magico”
          .Se fosse così sarebbe giustificato pensare ad un tradimento consapevole degli obbiettivi ,ancora più grave di un eventuale tradimento alla persona,che è soltanto un atteggiamento mafioso
          .
          Ciò che tiene unita la lega è un ideale.Checchè ne dica lei la lega di Bossi è “inaffidabile”per gli alleati proprio perchè in linea di massima non si presta a compromessi di potere ed è invece affidabilissima per i cittadini perbene perchè non ha ancora sviluppato attitudine al voto di scambio,che è il cancro della democrazia.Forse Maroni vuole diventare “affidabile” e pensa che si debba superare questo HANDICAP per conquistare voti secondo il modello democristiano (o modello Verona)e realizzare condizioni migliori per il nord o la famosa Padania ,così almeno dice;ma non tiene conto delle migliori chances degli altri partiti e della propensione della gente senza ideali a vendersi al migliore offerente,come la storia e la recentissima vicenda del congresso ha ampiamente dimostrato.
          Non è un bel vedere.

          • lucyrrus:

            Cara Signora Lucia,
            Chi le scrive è un leghista della prima ora , indipendentista fanatico, ed è arciconvinto che l’ idea
            “Lega” non morirà mai, a prescidere da qualsiasi cosa accada .
            Rimangono tuttavia alcuni fatti che non possono essere ignorati se si vogliono evitare gli errori del passato.
            I soldi del Partito , di qualunque Partito, appartengono al movimento e ogni dirottamento verso
            tasche private rappresenta una grave scorrettezza, se è un reato lo stabilirà la Magistratura, ma grave
            scorrettezza rimane, dopo tanto aver battuto cassa agli iscritti e aver predicato “Roma ladrona “.
            Questa non è una mia opinione, sono fatti.
            Le ricordo che quando si sostengono certe idee, occorre essere come la moglie di Cesare .
            E ora veniamo alla politica.
            Non disconosco il grande merito di Umberto Bossi di aver portato a conoscenza dei padani “il
            problema del Nord “ però dico, e non è difficile dimostrarlo, che è responsabile di un trentennale
            fallimento.
            L’acquisto di Bellerio (inizio dei guai finanziari)
            La banca padana
            Le cooperative
            La crociera
            La speculazione in terra sloveno-croata
            non le ho inventate io , e si sono dimostrati clamorosi fallimenti per assoluta INCAPACITA’ di
            SCELTA e GESTIONALE.
            Se a questo si aggiunge il vuoto fatto attorno a se, delle persone valide, veda lei come giudicare il
            responsabile dell’intero sistema.
            Signora mia nella vita contano i fatti e non le opinioni.
            In una qualsiasi azienda il numero uno che si comporti in maniera similare, verrebbe cacciato in
            malo modo, molto tempo prima.
            La saluto.

  • Antonio:

    Mi mancava il “modello Verona” da esportare in tutta la Padania.
    Non sarà che una poltrona è più importante dei bisogni della gente del Nord?
    Se questo è il “nuovo corso”…

    Antonio

  • lucia:

    caro sign Lucyrrus,
    io dubito fortemente che lei sia un leghista nè della prima nè dell’ultima ora.Lei stesso si definisce indipendentista fanatico.
    Ecco.Fanatico è il termine giusto
    .Io direi anche integralista.Infatti lei giudica la realtà con i paraocchi del moralismo.
    Dire che i soldi di un partito appartengono al partito
    e che è grave scorrettezza se vengono dirottati verso tasche private è di una banalità sconcertante.Qualunque uso se faccia,ci sarà sempre qualcuno che potrà dire che sono stati dirottati verso tasche private.Forse che i finanziare un giornale non significa pagare qualcuno?,.Forse che pagare l’affitto di una sede non significa pagare qualche tasca privata?forse che pagare dei manifesti non significa pagare qualche tasca privata?certamente no,ma potrebbe esserci qualcuno che ritiene scorrettezza assumere un giornalista amico o pagare l’affitto di un locale di proprietà di un amico o di un parente ecc ecc ecc

    Quindi il criterio della scorrettezza è un criterio sciocco,buono per creare polveroni ,con l’interessato aiuto dei media, per acchiappare lo stupore scandalizzato di qualche debole mente.Ed è un’arma,tra parentesi,a doppio taglio.

    La prego di annotare che gli stessi media che si sono prestati a questa operazione quando occorreva sostenere i barbari sognanti e defenestrare Bossi,si disinteressano ora completamente delle posizioni della Lega 2.0 in merito ai problemi creati dalla crisi finanziaria ed economica e alle soluzioni adottate dal governo ,dato che ha assolto il suo compito di distruggere la lega 1,0.

    Dire poi che il”grande” merito di Bossi è di avere reso i padani ,finalmente,dico io, consapevoli del problema del nord e affermare contemporaneamente che ha fallito è piuttosto divertente,se non ci fosse da piangere di fronte alla evidente malafede di queste affermazioni.

    Non conosco i dettagli dell’acquisto di Bellerio ma non vedo perchè dovrebbe essere considerato un fallimento. Lo stabile è lì da vedere e ha un buon valore,a parte il crollo del valore degli immobili che ha colpito tutto quanto.
    Le idee delle cooperative e della banca padana sono intuizioni che non mi pare siano state gestite direttamente dal partito.Se non hanno funzionato evidentemente è perchè sono state mal gestite,Ma questa è una responsabilità di chi le doveva gestire.Sono fallite cooperative molto più strutturate(ha presente quelle edili del ferrarese?)e nessuno si è mai sognato di attribuirne la responsabilità al partito comunista che le ha ispirate e tanto meno ai suoi vari segretari.
    .Quanto alla Banca,le scrive una che ci ha messo dei soldi e in parte ne ha persi.Non è stato un investimento felice.Ma nessuno mi ci ha obbligato e forse lei ignora che la lega si è comunque sentita responsabile e ha attivato un comitato di soccorso che sta rimborsando i soci,a patto che ne facciano richiesta.E tutti i soci sono stati contattati e invitati ad indicare la Banca a cui indirizzare i rimborsi..Se qualcuno dice di non saperlo,mente.E se qualcuno ci ha messo dei soldi ma non ha una banca a cui fare arrivare i rimborsi,vuol dire che ha qualcosa che non va….Tiri lei le conclusioni! Non risulta che chi aveva investito in Parlamalat o in titoli dell’Argentina o abbia visto il valore delle sue azioni dimezzato abbia avuto le stesse possibilità da parte di chi quei beni li aveva pubblicizzati e sostenuti.
    .Dunque perchè insiste a parlare della Credieuronord ,lei che si definisce leghista della prima ora.?Lei,indipendenstista convinto,quanto ha rischiato?
    D’altra parte si è parlato di una Banca del Sud,finanziata stavolta dallo Stato ma nessuno e non lei senz’altro,ha mai fiatato!

    E infine la sua considerazione che in in qualsiasi azienda il numero uno che si comporti in maniera similare verrebbe cacciato in malo modo è assolutamente demenziale,Intanto perchè in qualsiasi azienda ,sia pubblica che privata,il numero uno avrebbe un trattamento economico ben definito e altrettanta liquidazione al momento dell’allontanamento(ha presente quanto si portano a casa i manager anche se lasciano alle spalle bilanci disastrosi- e non è il caso della lega-?)e poi perchè un partito è ben diverso da una azienda.
    In conclusione : lei non è affatto un leghista e neanche indipendentista.Forse ha votato qualche volta la lega ma nella sostanza lei è uno dei guastatori che troviamo sparsi su tutti i blog a parlare a vanvera per sentito dire.

  • lucyrrus:

    Carissima Signora Lucia,
    se tutte le sue informazioni sono allo stesso livello di quelle riportate nel suo post, stiamo freschi.
    Quanto ai suoi giudizi mi fanno solo sorridere e tutti i leghisti “patentati” anche da lei, possono smentirla in modo clamoroso.
    Evidentemente lei è abituata a parlare senza controlli , tanto”verba volant”.
    Comunque sia tranquilla a lei non affiderei neanche la gestione di un pollaio, perchè i poveri polli morirebbero tutti in brevissimo tempo.
    La saluto

  • Cara signora Lucia,
    ho seguito tutti i suoi commenti e la devo ringraziare per la costante attenzione riservata al nostro blog. Rilevo nelle sue parole
    una grande convinzione e fiducia che veramente le fanno onore, in quanto dimostrano la sua assoluta buona fede.
    Per quanto riguarda il lettore Lucyrrus, le posso assicurare che la sua conoscenza del passato e delle segrete cose della Lega, sono autentiche e di assoluta prima mano. Io sono entrato in Lega nell’agosto del 1989 e Lucyrrus vi partecipava, ad alti livelli, già da qualche anno.
    Premesso tutto ciò : credo d’individuare nei suoi scritti una conoscenza della Lega dall’esterno, della versione ufficiale che
    deve essere di pubblico dominio, ma nelle segrete stanze, le cose possono essere diverse.
    Quindi il suo entusiasmo e la sua indefettibile convinzione sono comprensibili e giuste e (ripeto) le fanno onore.
    Mi permetto soltanto di consigliarle un’osservazione della politica un po’ più critica. Anch’io ho fatto le mie esperienze di
    militante e non le nascondo di aver dovuto digerire anche amare delusioni.
    Una domanda : ha seguito i tre volumi della Storia Fotografica della Lega? Se non lo ha potuto fare, se li guardi bene perchè
    quella è storia vera, documentata, inoppugnabile e inalterabile dallo spettro delle opinioni personali.
    Un caro saluto. Federico Caravita.

  • lucia:

    caro Signor Federico,
    prendo atto delle sue osservazioni.In effetti io ho una visione della lega solo dall’esterno,proprio come quella che può avere un elettore e non vedo cosa c’entri l’avere o no la buona fede.Ho solo una opinione diversa dalla sua, che ho forse troppo ampiamente espresso .

    Ho fatto anch’io politica attiva e so cosa significa ,compreso l’avere a che fare con una realtà fatta di concreti interessi e non di sogni e illusioni e con uomini che credono di sapere tutto e di essere nel giusto solo perchè sono tesserati e hanno conoscenza di segrete cose diverse dalla realtà ufficiale (Sic!)
    ,Conosco perfettamente le dinamiche che si creano all’interno di una partito ,le storture dei tesseramenti,quelle che portano alla creazione di correnti e che a lungo andare portano alla dissoluzione del partito stesso,quando dimentica la sua ragione d’essere.La lega fino ad ora è stata immune da queste dinamiche,probabilmente perchè Bossi la dirigeva come unico capo e perchè gli elettori riconoscevano il progetto complessivo.Credo che lei possa con me convenire che nel complesso la classe dirigente leghista ha una buona preparazione,tant’è vero che è spesso incapace di fare demagogia mentre in politica il fare demagogia è ciò che conquista consenso.Chi segue i media padani,dal giornale alla radio alla televisione può rendersi conto che deputati,consiglieri e sindaci sanno bene come muoversi,con competenza,salvo qualche eccezioni.O no?O anche lei pensa ai leghisti come a poltronari?
    Non vedo in cosa la mia capacità di critica manchi.Non mi interessano le segrete cose e le miserie degli uomini ma è insopportabile che si accusi ingiustamente qualcuno di disonestà e che si attacchi qualcuno nei suoi affetti ,oltretutto senza nessun reale costrutto.Quando Maroni farà una alleanza con la sinistra,allora capirò che Maroni vorrà fare qualcosa di diverso.Finora si capisce solo che vuole sostituirsi a Bossi nella gestione del partito per problemi di simpatie e antipatie personali. reiterando così lo stesso difetto di cui si accusa Bossi.Che si chiami cerchio magico e barbari sognanti sempre di cricca si tratterebbe.
    E da elettore prendo atto che la lega di Bossi irrimediabilmente non c’è più,Esattamente quello che si voleva ottenere.Ed è inutile offendersi ed insultare,tacciando gli altri di incapacità di critica o trattandoli da ebeti solo perchè non sono dentro le segrete stanze…..
    Un caro saluto
    Signora Lucia

  • lucyrrus:

    Cara Signora Lucia,
    le osservazioni che stiamo facendo qui hanno lo scopo di salvare l’ideologia leghista e non gli ex capi leghisti.
    Quanto al sua accenno relativo ad un possibile accordo con la sinistra, evidenzia la sua totale estraneità alle vicende Lega.
    Non basta aver distribuito qualche volantino con su scritto “Roma ladrona” !
    Quando è stato fatto saltare il governo Berlusconi, per preciso accordo con la sinistra, il PCI o PD come dir si voglia ha solo brutalmente fregato la Lega , concedendole il nulla assoluto, perchè questo è sempre stato ed è negli intendimenti della sinistra.
    Questo non vuol dire che si debba restare eterni alleati di Berlusconi, posto che la Lega abbia il potere di contraddizione.
    Cara Signora , sui fatti della vita (politica e lavoro) bisogna che in Italia si smetta di comportarsi come al bar Sport e si parli solo per acclarata conoscenza .
    La saluto.

  • Schwefelwolf:

    Vorrei mestamente osservare che di parole – negli ultimi mesi, come del resto negli ultimi anni – se ne sono sprecate anche troppe. Alla fine contano solo ed esclusivamente i fatti, che parlano – purtroppo – una lingua molto diversa da quella “ufficiale” della Lega. Una lingua impietosa, come già ripetutamente osservato.

    Anche oggi, dopo il “congresso”, non mi sembra che la “dirigenza” leghista – nel suo complesso – ne esca bene. Da Bossi a Maroni, da Salvini a Tosi – è un bilancio che ricorda sempre piú quello dello Stato italiano: da bancarotta…E’ il famoso discorso del pesce, che puzza – appunto – dalla testa.

  • Antonio:

    Bene, bene!

    Un colpo solo e ci sbarazziamo di Venezia e Pontida.
    Ma si dai: In clima di “sobrietà”, facciamo pure una sola manifestazione.
    A Verona , per caso?

    Mi chiedo: A quando la sostituzione , nel simbolo Nega Nord, del Giussanino con la croce della DC?
    Allontaniamo pure quei pochi leghisti rimasti e che da vent’anni hanno tenuto duro in nome di un sogno
    ( non quello di morire Demoscristani ), e poi, mio caro Maroni, con quali voti andrai a Roma a lamentarti che l’Europa non ci lascia fare ciò che è nostro diritto?

    Fini ha distrutto il “Movimento Sociale”. Chi si “mangerà” la Lega?
    Ai posteri l’ardua sentenza.

    PS.
    Dimenticavo che però che il 28/29 a Torino si svolgeranno gli “Stati Generali”.
    Se ho ben capito, una “cosa” per pochi. Per veri intenditori.
    Per caso, non sarà per i “Professori” della Lega Nord?
    Grazie. Quelli al governo bastano ed avanzano.

  • Caro Antonio,
    I tuoi dubbi sono anche i nostri. Noi non dormiamo sonni tranquilli. Le molte e durissime esperienze degli annI passati ci inducono A NON FIDARCI PIU’ DI NESSUNO!! Troppe volte abbiamo visto fare il contrario di ciò che ci era stato promesso.
    Adesso vogliamo i fatti! Niente altro che i fatti. Perchè abbiamo esaurito ogni dose di pazienza.Facciano attenzione tutti
    quanti. La gente del nord, che aspetta da trenta anni che le cose cambino,non aspetta più. NON VUOLE ASPETTARE PIU’!
    Federico per La Martinella.

  • Antonio:

    Federico grazie.

    A leggerti mi consola.
    A volte… mi sento un marziano.

    Chi si propone ed è poi eletto ha il dovere non solo di dire cosa vuol fare ma di immolarsi, se è il caso, per tentare di realizzare ciò che ha detto.
    Giusto: Servono i FATTI.
    Si trincerano dietro il dito del raccontare che è un “armiamoci e partite” o che poi “sono sempre in pochi”.
    Io quando serviva c’ero sempre.

    Vi ricordate del “FRATELLI SUL LIBERO SUOL”?
    Nel mio caso ero partito (assieme a tanti altri) per “liberare il nord” e mi son ritrovato a vendere panini durante i raduni (con tutto il rispetto per chi svolge quel lavoro)e a venir deriso per l’intento iniziale.

    Per la cronaca: io l’IMU devo ancora pagarla.
    Se tutti avessero fatto come me, avremo ancora Monti?
    Però.. . quale indicazioni son giunte dall’alto?
    Il consiglio fu: COMPORTATEVI DA ITAGLIANI (la G è voluta)

    Ma dove vogliamo andare in questo modo?

    Antonio

  • Schwefelwolf:

    “Ragazzi” – (e metto le virgolette per includere anche i tanti ultra-sessantenni – di cui faccio peraltro parte) –
    forse ci converebbe pensare a come prepararci alla bufera che sta – a mio avviso – per investirci.
    Gli “scricchiolii” da cedimento dell'”euro-sistema” si fanno sempre piú frequenti e minacciosi.

    I nostri sedicenti (ex-)rappresentanti “padani” (Bossi, Maroni & compagnia) sono troppo occupati a litigare per qualche avanzo di torta del sistema, troppo impegnati a pensare a come tornare a Roma – e non hanno evidentemente tempo da dedicare ai destini del Nord-Italia, oggi piú che mai condannato a naufragare con il resto della “barca” italiana, “nave senza cocchier in gran tempesta…”.
    Nessuno sembra pensare a ciò che sarà necessario (e/o possibile) fare nel momento in cui l’Italia scivolerà (inevitabilmente) nella situazione greca. Ricordiamoci che la Germania (anche se fosse tanto folle – come probabilmente è – da tentare di salvare l’euro a costo di andare a fondo con il resto dell’eurozona) non potrà comunque tenere a galla il sistema: Spagna e Italia non sono Grecia, Potrtogallo o Irlanda.

    Sappiamo tutti che l’Italia non è in grado di rimettersi in piedi (basta guardare quella buffonata chiamata spending review), tanto meno – ovviamente – in piena crisi finanziaria globale. Roma tenterà quindi – in un modo o nell’altro – di estorcere al nord il piú possibile, per poter continuare ad andare avanti ( dove prende Monti i 400 milioni da dare oggi alla Sicilia? Dove li prenderà domani? E dopodomani?).

    Possibile che non ci sia, nella Lega o nel “mondo della Lega” nessuno che riesca a pensare a qualcosa di diverso dalle varie poltrone? Qualcuno che cerchi di allestire, il piú in fretta possibile, strutture d’emergenza per affrontare la vera emergenza che sta per travolgerci? Quadri coordinamento, gruppi di mutua assistenza – e cosí via.
    Poniamoci l’interrogativo: cosa dovrebbe fare una vera, autentica “Lega Nord” (ogni riferimento a pre-esistenti omonime organizzazioni è meramente casuale) se il Nord-Italia dovesse trovarsi domani mattina in una situazione come quella greca?

  • Schwefelwolf:

    Aggiungerei – al mio commento – una considerazione, tanto per essere ancora piú chiaro.

    L’attuale situazione greca è – al momento – ancora relativamente “tranquilla”: i miliardi dell’Europa hanno, sino ad ora, calmierato i livelli di disagio & difficoltà della popolazione. Nel momento in cui cesseranno di fluire i soldi dell’EU e lo Stato greco dovrà dichiarare bancarotta (e tornare alla dracma) la situazione precipiterà. Se a quel collasso si dovesse poi affiancare, a distanza magari di qualche mese, un analogo crollo in Portogallo – e poi in Spagna – la situazione dell’intera area euro-mediterranea entrerà in gravissimi sconvolgimenti sociali (sino a livelli da guerra civile?). Il tutto in Paesi che hanno una presenza di stranieri extracomunitari, piú o meno illegali, estremamente alta: stranieri che, in quelle situazioni, non riusciranno piú a vivere di sussidi (come avviene sino ad ora). Cosa faranno? Torneranno a casa – o si metteranno a rubare? E la Polizia – a metà stipendio e senza tredicesima – cosa farà?
    Sarebbe bello – anzi: indispensabile – poter contare, in quella situazione, su un’organizzazione territoriale in grado di ridurre il piú possibile l’entità e la gravità dei problemi…

    Temo, tuttavia, che chi potrebbe gettare le basi di questo tipo di strutture, sia invece troppo impegnato – appunto – a difendere una poltrona qui ed una là.

    Nota conclusiva: penso che il Sud-Italia possa invece guardare con maggior serenità alla bufera in arrivo. Al Sud le “organizzazioni di mutuo soccorso” esistono già e hanno un grande tradizione, per quanto legata a molteplici attività criminose. Sarà anche brutto – ma loro un “riparo” nella tempesta lo troveranno…

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