Pubblichiamo un messaggio ricevuto da un affezionato visitatore

di Romano Punchia

Un modesto, banale e semplice suggerimento per porre definitivamente fine agli incalcolabili sprechi nel nostro Paese.


Carissimo ed illustre prof. Monti, sono un pensionato di 65 anni e le scrivo dalla bellissima provincia del Vco. Sono figlio di contadini e alla tenera età di sette anni ho dovuto iniziare ad aiutare i miei genitori nel tempo libero nell’espletamento di alcune mansioni nel settore agricolo, al fine di rendere, seppur modesto, il mio prezioso contributo indispensabile al proseguio di una degna esistenza.


Al compimento del quindicesimo anno, non avendo avuto la possibilità di proseguire gli studi superiori a causa di mancanza di mezzi sia finanziari che strutturali, ho intrapreso l’apprendistato in azienda privata. Ho assolto l’obbligo di leva e sempre lavorato raggiungendo il traguardo pensionabile a 56 anni. Dopo un quarantennio di travagliata e dura vita lavorativa, di cui parte all’estero, percepisco ora un ammontare mensile di almeno il 40 % inferiore al costo della vita attuale. Ho due figli, il secondo di anni 19 che frequenterà quest’anno l’università e le confesso che non ho tema alcuna nel dichiarare che lavoro tuttora, salute permettendo, in “nero”; eseguendo alcuni lavoretti di irrilevante entità con immutata passione ed attaccamento all’attività lavorativa, non solo ma soprattutto per la seconda motivazione di elementare intuizione.
Se ella mi consente, vorrei ora esprimere quel banale suggerimento, peraltro da voi richiesto in cinque punti:

  1. Taglio immediato del 70% dei parlamentari, relativi emolumenti e privilegi assurdi.
  2. Revoca immediata del mandato ai senatori a vita, centenari con emolumenti da nababbi.
  3. Trattamento salariale dei manager aziendali: sono spesso la causa dei fallimenti delle aziende, percependo comunque buonuscite milionarie.
  4. Taglio drastico delle auto blu, limitando il diritto esclusivamente a soggetti a rischio.
  5. Trattamento salariale di quiescenza per tutti limitato a soglia massima di 5000€ mensili, Presidenti della Repubblica e del Consiglio inclusi.

Vorrei aggiungere, inoltre, anche se fuori tema, il divieto assoluto di partecipazione a competizioni elettorali a tutti i livelli oltre il secondo mandato, al fine di incentivare l’indispensabile rinnovamento della classe politica attuale.

Esimio professore, ella saprà certamente scusarmi per i miei toni decisi e per la determinazione del mio linguaggio, di certo non bocconiano, ma tenga presente, come precedentemente asserito, che a me è stata veramente negata l’opportunità di un’adeguata istruzione, pur essendo in possesso dei requisiti richiesti, a causa del modus operandi in auge nel nostro Paese da almeno 50 anni.

Alle università accedono con grande facilità i figli dei ricchi, dei politici, pur se nella stragrande maggioranza dei casi, non in possesso dei requisiti necessari, discriminando in tal modo i ceti meno abbienti, ma sicuramente in possesso di doti intellettuali e sani principi morali.
Credo superfluo sottolineare l’enorme danno creato al Paese in questi anni, tramite il vergognoso mercimonio delle lauree comprate, come da esempi inequivocabili anche nel Parlamento stesso.

Sono certo, caro Presidente, che esistano centinaia di migliaia di onesti, onorati lavoratori in ogni settore, possessori di tali qualità da fare invidia al mondo intero; quali estro, ingegno, professionalità: le vere colonne portanti di questa Italietta.
Questi Italiani, loro malgrado, sono gli stessi ai quali lei e la sua compagine di illustri tecnici, state perpetrando una vera rapina denominata IMU, ai danni dei soggetti migliori del Paese, che pur di raggiungere il traguardo casa non hanno esitato lavorando 30-40 anni sabato, domenica e spesso la notte, sostenendo talvolta ritmi sovraumani.


Mi risulta veramente inconcepibile tale atteggiamento che ritengo umiliante psicologicamente e finanziariamente insostenibile, intollerabile.


Credo sia manifesta l’incostituzionalità di detto provvedimento in essere, vista la sacralità enunciata nei relativi articoli della Costituzione riguardanti la prima casa, quella dove abitare con la propria famiglia. Spero vivamente che eloquenti segnali manifesti in ogni dove e suggerimenti vari non abbiano a passare inosservati alla sua autorevole, oculata attenzione cosi come i 30 suicidi verificatisi nel settore imprenditoriale.

Sinceramente spiaciuto di dover giungere a lei con questi toni, mi scuso, ma quando il sacco è strapieno scoppia inevitabilmente riversando il proprio contenuto. Il prodotto di un sistema Italia, che da troppi lustri ci rappresenta indegnamente, discriminando la parte migliore del Paese con sistemi vessatori, favorendo troppo spesso parassiti, delinquenti e criminali attraverso l’assoluta incertezza della pena, mettendo quindi in luce ogni imparzialità.

Questa Italia è, a mio avviso, paragonabile ad una perfetta matrigna dal cuore d’acciaio, priva del benché minimo sentimento materno verso i figli, mantenendo un sistema clientelare ai soliti privilegiati, peraltro spesso inetti, parassiti e voraci divoratori di ogni risorsa da altri prodotta con sangue e sudore.


Sommessamente porgo i miei più cordiali saluti ed un sincero augurio di buon lavoro.

 

 

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