Tre parole d’ordine

di Carlo Manfredini

Rigore, equità e coesione sono le prime tre parole d’ordine del governo cosiddetto tecnico.


La prima, e più importante finora, parola d’ordine del nuovo esecutivo è rigore.
La manovra salva euro, altrimenti che vergogna per noi, e quindi salva Italia per evitare di cadere nel baratro, è stata improntata al massimo rigore aumentando in maniera smisurata le tasse; ma nessuno ci ha spiegato in che cosa consista questo baratro e quale ne sia la causa, oltre al debito pubblico. Ammesso e non concesso che sia bello pagare le tasse, e che sia sempre un reato o anche solo un disonore evadere il fisco, sarebbe opportuno che il Governo ci illustrasse anche la dinamica dello svilupparsi di questa crisi onde evitare di uscire dissanguati per far fronte ad una emorragia inarrestabile causata da qualche evento a noi estraneo.
Come spiegato da Giulio Tremonti nel suo libro intitolato “Uscita di sicurezza“, la globalizzazione rapida e senza controllo, lo strapotere della finanza globalizzata sulla politica, la distruzione degli Stati nazione da una parte, e dall’altra un’Europa che ha in comune solo una moneta, ma non una vera banca centrale e non un vero governo europeo, tutte queste cose ci fanno capire che c’è qualcosa al di sopra di noi che continua a creare il baratro.
Se noi non affrontiamo le cause della crisi, il solo rigore ci ucciderà.
Il governo dei tecnocrati finanziari si è presentato come quello che salva, ma non dice tutta la verità il che equivale a mentire. Con questo rigore andremo veramente a fondo, e non fino in fondo, come afferma Monti, nella soluzione del problema.


Equità significa giustizia. Ma di giustizia non c’è neanche l’ombra, visto che a pagare tasse sproporzionate sono i pensionati, i lavoratori dipendenti e il ceto medio e basso, che è il più numeroso, con trattenute alla fonte sulle magre pensioni e sui salari, che non sono i megastipendi e le superpensioni dei manager pubblici e privati o le indennità e i vitalizi dei parlamentari, e le rendite della cosiddetta casta dei politici. La patrimoniale sugli immobili (la famosa IMU) colpisce specialmente i piccoli proprietari, che sono i più numerosi, mentre ne sono esentate le fondazioni bancarie e non si colpiscono in particolare i grandi patrimoni. Eppure si era cominciato col dire che chi ha di più deve dare di più, e lo si era detto molto prima che arrivasse questo governo.


La terza parola d’ordine, coesione, nasce dalla necessità di accentrare il denaro nella Tesoreria unica a disposizione del Governo perché con questo denaro i tecnici devono garantire le banche per sanare le perdite create dai giochi d’azzardo della finanza globale, con la pretesa di voler cambiare il modo di vivere degli Italiani.
Inoltre la nuova intesa europea detta fiscal compact, oltre a privare della sovranità fiscale gli Stati aderenti, è chiaramente incompatibile con ogni forma di autonomia e sovranità territoriale.
Perciò è necessario al governo dei tecnocrati rifiutare il federalismo fiscale, la visione padana dell’Italia, e chiudere gli occhi sulla spesa elefantiaca delle regioni meridionali e sulla evasione fiscale delle stesse regioni.
Si cerca di far pagare più tasse a chi le paga già.


La somma delle tre parole d’ordine quali rigore, equità e coesione, ha un solo significato: quello di sacrificare la sovranità del popolo sull’altare della finanza incontrollata.
Esse suonano come le parole d’ordine di un fascismo finanziario, come scrive Tremonti, e, paradossalmente, proprio coloro che più di altri si adoperano per festeggiare la liberazione dal nazifascismo, sono quelli che contribuiscono a mantenere questa dittatura basata sul continuo ricatto.

 


3 Commenti a “Tre parole d’ordine”

  • Schwefelwolf:

    Solo una piccola nota al margine, per correttezza storica: il termine “fascismo finanziario” è – sia sul piano storico che su quello filologico – un non-senso, visto che il fascismo storico reale (sia italiano che tedesco = nazionalsocialismo) è stato strenuo avversario (soccombente) della finanza internazionale. Ritengo che il termine “plutocrazia” (molto in uso appunto in epoca fascista) definisca assai meglio l’oggetto in esame, cioè un “sistema” che controlla ormai il mondo con la sola forza del denaro – e che di fascista (o: nazionalsocialista) non ha proprio assolutamente nulla.

    • gian luigi lombardi-cerri:

      Caro schwefelwolf (più satanico di questo nome non ce n’è),
      purtroppo la lingua italiana sta per essere totalmente ammazzata attraverso due vie:
      -l’uso di vocaboli stranieri ( inglesi) quando non necessitano
      -la totale trasformazione del significato di alcuni vocabili (razzismo, fascismo)
      Alla fine la lingua ufficiale sarà costituita solo da grugniti .
      A questo punto l’Italia completerà la sua discesa verso l’ottavo mondo.

      • Schwefelwolf:

        Caro Manfredini,
        mi scuso del ritardo. Non avevo visto la Sua replica.
        Per quanto riguarda la discesa italiana, dovremmo forse tornare a Dante: quanti erano i gironi dell’inferno?
        Un saluto dal satanico
        Schwefelwolf (che ha però tutta una sua personale tradizione)

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