Lettera aperta a Umberto Bossi

di Federico Caravita

Caro Umberto,

Sento che hai intenzione di ricandidarti per la carica di Segretario Federale della Lega Nord. Vorrei farti notare che hai appena dichiarato le tue dimissioni da tale carica, come mai hai così rapidamente cambiato idea?

Ciò non è molto coerente, ma la coerenza non è mai stata il tuo forte.
Con questa tua ultima intenzione crei la sicura spaccatura del Partito, dimostrando apertamente il tuo interesse per il potere nel medesimo (che consideri tua proprietà personale) rispetto alle necessità del popolo del nord.

Forse dimentichi che i successi ottenuti nel passato non sono avvenuti esclusivamente per le tue capacità ed impegno personale, ma anche e principalmente perché era favorevole il momento per affrontare i problemi cocenti che tormentavano gli italiani esasperati, problemi che purtroppo non hai saputo o potuto risolvere.

Quindi, l’origine del successo della Lega sta soprattutto nello stato di esasperata sofferenza del popolo del nord e non esclusivamente nei meriti della Lega o tuoi personali. Se oggi si presentasse un nuovo Partito che si impegnasse a risolvere quei famigerati problemi rimasti totalmente insoluti, certamente otterrebbe il pieno consenso del nord.

Allora, caro Umberto, vale sempre l’antico detto: “SIAMO TUTTI UTILI, MA NESSUNO È INDISPENSABILE ” .

All’esame di tutto ciò, mi permetto di consigliarti una nobile e generosa rinuncia alla continuazione dell’attività politica e ad un dignitoso e meritatissimo riposo.
Non ascoltare comprensibili insistenze e pressioni di parenti o di strettissime amicizie, probabilmente interessate.

Il persistere caparbiamente in un tuo attivo impegno nel Partito sarebbe rischioso per il popolo leghista e per tutto il nord, che soffre tuttora l’impellente necessità di risolvere le vitali difficoltà esistenziali rimaste insolute, ma lo sarebbe soprattutto per te, che rischieresti un’ingloriosa chiusura.

Con antica amicizia.

 


18 Commenti a “Lettera aperta a Umberto Bossi”

  • alessio:

    Ma come potete dire certe cose !!!!!!!!!!!
    Ma come è possibile non capire cosa c’è dietro i due mesi passati e sopratutto negli ultimi anni !!!!!!!
    Oggi scoppriamo che il problema del nord è colpa di Bossi!!!!!!!
    Tutti devono ricordare che se noi abbiamo conosciuto la speranza di libertà è solo grazie esclusivamente al Senatur
    é normale e inevitabile che un giorno bisognerà cambiare il segretario federale magari ora ma mai il popolo del Nord dimenticherà come è avvenuto
    No la questione settentrionale rimarrà e purtroppo rimarrà per parecchi anni sperando che nasca un’altro Umberto Bossi perchè visto il comportamento tenuto da quelli che avrebbero dovuto essere amici il popolo del Nord non li appogerà mai.
    Alessio

  • alessio:

    chi parla bene di Bossi viene respinto ?
    a me è capitato cosi

  • federico:

    Caro Alessio,
    ho la netta sensazione che tu abbia letto molto in fretta l’articolo che hai commentato. Rileggilo con calma e vedrai
    che non è come lo hai interpretato tu. Saluti. Federico.

  • Schwefelwolf:

    Sarebbe troppo lungo approfondire l’analisi del “bilancio politico complessivo” di Umberto Bossi.

    Il “Senatur” ha senza dubbio avuto il merito di dare espressione concreta e forza operativa alle popolazioni del Nord. Gli ha dato una voce. E il Nord lo ha ringraziato affidandogli – con grande forza – il proprio sostengo e le proprie speranze.

    Al contempo Bossi ha però avuto – a mio avviso – due gravissimi demeriti: con la forza che il popolo del Nord gli aveva affidato ha – di fatto, concretamente – sostenuto una politica (quella del PDL) diametralmente opposta a quella che lui (e la Lega) avevano promesso (lotta al centralismo romano, alla corruzione, all’assistenzialsimo etc.). Ai miei occhi la Lega “romana” (di Bossi e degli altri) ha tradito il proprio popolo.

    Per poter attuare (imporre) questa “metamorfosi” strategica Bossi è stato costretto a commettere un secondo gravissimo errore: ha dovuto “selezionare” i quadri della Lega in funzione del consolidamento del proprio potere personale interno, allontanando di conseguenza chiunque osasse esprimere un’opinione diversa.

    Il risultato di questa “politica” è quello che vediamo oggi: un partito di abulici ex-yes-men, spesso incapaci di articolare un proprio pensiero compiuto, un partito allo sbando (a rischio di estinzione) – e un Nord abbandonato senza difesa nella bufera.

    Ha ragione chi osserva (come ha fatto Fava qualche giorno fa in TV) che i problemi del Nord restano – e anzi si aggravano – anche se la Lega dovesse sparire. Ma temo che questa considerazione non possa alimentare – nella Lega – eventuali speranze di recupero: al contrario. Proprio questa situazione non può che rendere ancor piú inappellabile la condanna di colui (coloro) che ne porta (portano) la primaria responsabilità politica.

    Personalmente temo che la Lega abbia una sola possibilità di recupero – per amara che sia: ed è quella di ripartire da zero. Senza Bossi e senza TUTTI coloro che hanno portato la Lega ad usare i voti del Nord per salvare Cosentino o la “nipotina di Mubarak” – o per mettere la mani su tante belle poltrone romane.

    In quest’ottica penso che la prospettiva di una eventuale ricandidatura di Bossi sia stata una trovata suicida – puntualmente sanzionata dall’elettorato.

    • Franco:

      Mentre leggo e rileggo mi chiedo; chi avrà centrato il problema dandone quindi una spiegazione il più plausibile? No, lasciamo perdere, oggi i problemi sono altri.
      Amici leghisti i problemi sono la signora che piangendo telefona a radio padania perché non ha i soldi per pagare l’I.M.U Sono la Spagna che con la sua bolla speculativa che ci trascinerà nel baratro più profondo. Sono il governo tecnico promosso prima ancora di non aver risolto nulla” Vedi senatore a vita”.E certo anche colpa di governi del passato che senza ne arte ne parte e privi quindi di un qualsiasi spessore politico se oggi ci troviamo nella merda,sottolineo merda. Termine, che uso solo nei casi disperati. Ci si chiederà:ma sono stati democraticamente eletti! Ma mi faccia un piacere avete presente le migliaia di promesse elettorali? In tutte le sedi che contano si dice spesso che non basta denunciare ciò che non va ma bisogna proporre anche come uscirne. Come uscirne? Vediamo…. l’Argentina dopo un periodo di sbandamento e tornata più in linea di prima… mi sembra .Non ascoltiamo i catastrofisti, il 1929 insegna perche siamo usciti anche da lì. Ciò che muove queste multinazionali sono “a mio avviso”Il nostro patrimonio storico e la nostra ricchezza paese, che loro si sognano,ma che mancando un governo forte sarà possibile preda di queste multinazionali con a capo i loro banchieri.
      Padroni a casa nostra ne della Germania e ne della Francia.Questa messa in scena per impadronirsi del paese Italia da parte delle multinazionali dalle banche mondiali deve finire! Attacco alla determinazione dei popoli.Attacco alla propria identità questi i reati che si dovranno in seguito perseguire. Adesso come uscirne?Propongo….

      1) Stampare – LA NUOVA LIRA- questo, prima che lo faccia della Grecia.

      2) Istruire in tempi record un governo di emergenza nazionale.

      3)Avviare tutti quei procedimenti necessari ..esportazione di valuta rientro dei capitali “esodati” ed altro….

      Saluti, franco

  • lucia:

    per schwefelwolf e Caravita :prima di parlare di bilancio politico complessivo di Umberto Bossi bisognerebbe aspettare almeno ….che muoia.

    Si fa almeno un errore.attribuire a Bossi la responsabilità di non essere riuscito a “liberare”il nord”,senza tener conto dei reali rapporti numerici esistenti nel paese.La lega,se non s’è ancora capito,è largamente minoritaria e ciò nonostante,grazie a Bossi, è riuscita ad imporre il problema della questione settentrionale,che oggi diventa appannaggio di cani e porci che dovrebbero,secondo voi,esser invece in grado di risolvere il problema,a patto che Bossi scompaia!

    E la famiglia di Bossi,non quella di Maroni o di Salvini o di Tosi o di Pini è stata quella esposta.Quanti figli di politici hanno fatto notizia per gli insuccessi scolastici ?nessuno.O sono tutti geni?E come si fa a non vedere che ai figli di Bossi è stata riservato un trattamento particolare? Io ho detto spesso ai miei figli di non palesare le proprie opinioni politiche perchè in Italia la libertà di opinione è garantita,a patto che tu sia disposto a pagare duramente,Esattamente come ha fatto la famiglia di Bossi.
    A quei ragazzi la lega deve almeno RISPETTO,altro che battutine ironiche e sarcastiche,del tutto gratuite,elargite a piene mani a radio e televisioni e a quel “cazz” di facebook,il mezzo più vigliacco per fare politica,utilizzato dai vigliacchi,o meglio da chi ama parlare e sparlare alle spalle senza contradditorio.E’ proprio vero il proverbio:dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io.

    Inoltre si finge di ignorare che tutto lo scandalo attorno alla lega nord,o meglio intorno a Umberto Bossi e famiglia,largamente di natuta mediatica,(lo ha riconosciuto perfino Libero,tra i principali protagonisti di questo attacco)ha prodotto almeno due risultati : il passaggio del controllo della lega da Bossi a Maroni e la perdita di credibilità dell’UNICO movimento politico potenzialmente in grado di raccogliere democraticamente la protesta e incanalarla con una certa probabilità di successo verso una ipotesi di soluzione.
    .La lega 2.0 non ha assolutamente nessuna differenza di programma con la lega 1,0.Chi ha seguito gli interventi ai congressi,in particolare quello del maroniano Salvini,si sarà accorto che non ci sono assolutamente diversità,salvo quello dell’età dei nuovi onesti uomini e le continue allusioni a qualcuno che,da “mela marcia” avrebbe discreditato il partito.

    Il calo di consensi alla lega potrebbe anche essere dovuto proprio al fatto che la Lega non ha fatto quadrato attorno a Bossi e questo lascia disorientati gli elettori,compresa la sottoscritta,che vede solo una voglia rancorosa di giustizialismo mascherato da una velleitaria e incomprensibile pretesa di “fare pulizia”,Incomprensibile ,perchè Maroni non è un signor nessuno,bistrattato e ignorato dalla dirigenza leghista bossiana,Diamine,è stato ministro del Welfare e dell’Interno! e non per indicazione dello Spirito santo!E Salvini dirige Radio Padania ed è Consigliere comunale e parlamentare europeo,con la gestione bossiana!
    .Vorrei ricordarle che la lega ha avuto molti consensi proprio perchè ha difeso SEMPRE i suoi uomini e Bossi quando erano colpiti da imputazioni ben più pesanrti e rischiose,con la prospettiva addirittura di finire all’ergastolo.E non si dica che ora si tratta di qualcosa di diverso perchè ci sono di mezzo i soldi!Senza questa caratteristica,la lega è esattamente un partito”italiano”,come gli altri.

    Io non so se Bossi si ripresenterà al congresso federale.Io al suo posto non lo farei.Non vale la pena rischiare la salute e la propria famiglia :E lo stesso direi di fare a coloro che si sono schierati con Bossi,State a casa,Lasciate questo straccio di partito,perchè tale è diventato grazie a questi quaquaraquà,,che ora continuano a invocare unità e addirittura arrivano a dire che da ora in avanti “fuori” chi farà esarramente quello che hanno fatto loro.Vedi discorso di Salvini a Bergamo.Lasciate che ci provino a fare qualcosa senza dare loro alcuna copertura e rendita politica.
    So che Bossi non lo farà,ma rischia di essere ancora oggetto di critiche velenose,come quella che lei ha anticipatamente fatto:un eventuale ulteriore calo sarà sempre e ancora colpa di Bossi.Critiche preventive!!!!

    Con recentissima inimicizia

    • Schwefelwolf:

      Cara signora Lucia,

      mi creda: apprezzo veramente la generosità e la lealtà con cui difende Umberto Bossi e la “vecchia” Lega. Le fa onore.
      Mi permetta, tuttavia, di non condividere le Sue valutazioni.

      1) In merito alle critiche che hanno investito i rapporti familiari di Bossi:
      E’ ovvio che siano state un attacco mediatico, in molti casi anche sfacciatamente pretestuoso. Resta tuttavia il fatto che certi comportamenti sono inconciliabili con le posizioni “etico-ideologiche” della Lega. Un leghista – cosí come mi sento io – non può permettersi scelte “clientelari” come quelle che sarebbero normali per ogni uomo della solita “nomenklatura” romana. Le stesse cose, fatte da un Fini, un Casini, un Vendola o un Bersani, mi sembrerebbero disgustosamente “normali”. E piú a sud vai, piú normali diventano. Ma è proprio per questo che ho votato Lega: perché era (o sembrava) diversa.

      2) E’ naturale che con l’8% non si può imporre il proprio programma al resto d’Italia. Ciò non significa però dover usare questo 8% per coprire costantemente le spalle a Berlusconi e ai suoi amici & amiche (Cosentino, Milanese, “Ruby”, Minetti e consorterie varie) – per di piú in cambio di niente. Del programma della Lega – dopo quasi 8 anni di partecipazione al governo – non si è infatti vista traccia.

      Il Sud è piú voragine che mai, la corruzione dilaga, l’immigrazione esplode (anche con Maroni ministro degli Interni!), il “federalismo” si è ridotto ad una caricatura di se stesso. Non si è costruito un carcere, non si è mandato in galera un solo corrotto. Certo – si sono presi tanti mafiosi (unico piccolo punto positivo): ma solo uomini dell’ala “militante”, non i loro protettori romani. E non parliamo delle centinaia di milioni regalati a Catania e Palermo, o dei miliardi sperati a Napoli … con il tacito assenso dei NOSTRI rappresentanti.

      Alla luce di questo bilancio: non Le sembra – cara signora Lucia – che la Lega avrebbe fatto meglio a stare sempre e comunque all’opposizione, su posizioni rigorosamente “nordiste” di contrasto al “sistema” romano? La scelta di entrare nel “sistema” invece di combatterlo è stata un errore gravissimo. Ancor piú grave (e forse irreversibile) è stato l’errore di non aver fatto saltare il governo (Berlusconi & Bossi) nel momento in cui si è capito (o si sarebbe dovuto capire) che anche quel modestissimo residuo di progetto federalista che era rimasto, era stato definitivamente archiviato (con l’uscita di Fini & FLI dal governo).

      Francamente – cara signora Lucia – fatico molto ad immaginare come possa la Lega (2.0, 3.0 o x.0 che sia) recuperare la credibilità persa. Non basta – ai miei occhi – allontanare Bossi. La disastrosa gestione dell’immigrazione o la “miniaturizzazione” del progetto federalista non sono state opera di Bossi ma della dirigenza leghista nel suo complesso, che si è lasciata asservire ai vincoli di gabinetto del “Cavaliere”.

      Certo, sarebbe bello poter tornare a credere nella Lega – in una nuova Lega, rinnovata e ripulita. Ma non ne vedo ancora neanche le avvisaglie, né nei discorsi di Maroni né in quelli di altri. Starò quindi a vedere…

      • Antonio:

        “Caro” Schwefelwolf, la penso esattamente come te.
        Quante verità hai scritto e quanta amarezza nel pensare agli errori commessi da chi era alla guida del movimento e che “purtroppo” ritroviamo alla dirigenza.
        Il nuovo corso di una Lega “democristiana” non mi si addice.
        Spero che ci sia chi prende in mano seriamente la questione “disastrosa” che ora viviamo.
        Come te… starò a vedere.

      • lucia:

        carissimo,tutto quello che ha descritto è vero.
        La lega non ha ottenuto i risultati sperati .La alleanza con il centro destra è stata poco produttiva .Probabilmente sarebbe stata la stessa cosa se ci si fosse alleati con il centro sinistra perchè in realtà la lega,qualunque cosa faccia,è in minoranza e deve venire a patti con una delle parti,a meno di non isolarsi sempre all’opposizione e contro il sistema
        .Anche a me sembrava la posizione migliore.Come si dice:meglio soli che mal accompagnati.

        Questa posizione è la più facile e la più conveniente per il partito,che comunque raccoglierebbe i voti degli “anti sistema”.In fondo anche fare l’opposizione rende:qualche parlamentare,qualche consigliere comunale o provinciale o regionale,qualche posto spettante di diritto in qualche ente.Insomma qualche poltrona la si raccatta comunque anche stando all’opposizione,compresi i finanziamenti.
        Ne sa qualcosa la sinistra che all’opposizione è stata per anni e forse ora ci starebbe ancora,se potesse,perchè da oppositori si ha la giustificazione su tutto.Certo Umberto Bossi avrebbe potuto scegliere questa strada,Sa che c’è un partito,quello dei pensionati,che si presenta regolarmente alle elezioni regionale e politiche e europee,alleandosi ora con una parte ora con l’altra.?Cosa diavolo ha mai ottenuto questo partito per i pensionati?Nulla,ma buoni posti per i suoi capi che tra l’altro sembrano identificarsi con un paio di persone.Che dire dei radicali,o dell’UDC?.

        Bossi invece ha fatto una scelta,assumendosi la responsabilità.In questo sta il suo valore e la sua originalità ,ai giorni nostri.

        E questa scelta è arrivata ad un pelo dal concretizzarsi in qualcosa non solo perchè comunque si era arrivati ad un referendum,la devolution,,bocciato dagli italiani,o perchè si era arrivati a approvare qualcosa sul federalismo ma perchè ha messo in piedi,nel tempo,un partito con competenze ,esperienze,rapporti politici che sarebbero utilissimi ora per identificare un partito del nord dotato di un buon successo elettorale e di autorevolezza.Tutto vanificato completamente da questa operazione mediatica alla quale purtroppo almeno metà della lega si è prestata.La responsabilità è di chi pretestuosamente si è preso la briga di “fare pulizia” là dove c’era pulito senza capire il giochetto,che pure Bossi ha denunciato subito:vogliono spaccare la lega,disse in quel di Varese e adesso ci sono riusciti.Non basta allontanare Bossi per recuperare la credibilità perso e non basta neanche recuperare Bossi.Il danno è fatto.
        Ciò che più amareggia è che si sia usato questo metodo BARBARO di attaccare le persone nel loro onore e nei loro affetti e senza alcuna reale motivazione.Il dubbio è che tutto sia calcolato ed è indubbiamente un modo tutto italiano,che fa a pugni con le istanze etico-ideoligiche di cui lei parla
        .La lega rischiava davvero di fare la Padania,se vediamo gli attuali chiari di luna.
        Si parla della doppia moneta.Gli economisti riconoscono ,parlando in inglese,le ragioni della lega ….e la lega non c’è più
        Non c’è più quella di Bossi ma non c’è neanche quella di Maroni.
        Bossi era attaccato,criticato ma stimato anche dagli avversari.
        Non si stima chi nei fatti ,che sono quelli che contano,rinnega .Lo si usa e poi lo si butta..
        Forse sono troppo pessimista,ma tant’è.Grazie comunque di avermi risposto…

        • Schwefelwolf:

          Cara signora Lucia,

          le Sue precisazioni richiedono, a mio avviso, un ampliamento dell’analisi – e io spero che l’amico Caravita non me ne voglia, se torno a far uso del suo blog.

          Preferisco non approfondire il tema personale-familiare Bossi & figli: ognuno ha diritto di avere, nel merito, una propria valutazione – e la mia è senza dubbio troppo diversa dalla Sua. Resta comunque il fatto che – al di là di ogni altra valutazione – Bossi ha comunque commesso un gravissimo errore politico, offrendo il fianco ad un tale attacco mediatico – soprattutto nel momento in cui la Lega rischiava di recuperare, stando all’opposizione del governo Monti, qualche posizione. Il danno, quindi, l’ha fatto lui.

          Il discorso delle alleanze è (stato), invece, IL discorso strategico in assoluto: ed è lí che la Lega si è giocata la sua credibilità, molto prima delle scivolate su lingotti e lauree fasulle.

          Premetto una nota personale. Ho vissuto una vita in Germania e ho votato una volta sola, a 18 anni, prima di andarmene schifato dall’Italia. Sono tornato a votare solo quando è nata la Lega. Per una casualità ero a Mandello Lario, quando venne inaugurata la prima sede della Lega a Lecco – ed io colsi l’occasione per andare a sentire (e conoscere) quel fantomatico personaggio che rispondeva al nome di Umberto Bossi. Ricordo che ebbi l’occasione di rivolgergli una domanda – e gli chiesi quando pensava di redarre un programma generale della Lega. Mi guardò brevemente – ed ignorò la domanda, senza rispondere.

          Ciò nonostante da allora ho continuato a venire a votare, convinto comunque che il programma reale, concreto, della Lega avesse alcuni punti saldi, che vorrei elencare in sintesi: (1) liberazione del Nord dal dominio centralista romano, con tutti i suoi stuoli clientelari meridionali; (2) difesa dell’identità culturale dei popoli, con conseguente affermazione del diritto all’autodeterminazione e rigorso controllo dell’immigrazione; (3) attiva tutela della parte sana della popolazione, con conseguente repressione del crimine e difesa della sicurezza dei cittadini; (4) difesa delle basi portanti della società del Nord-Italia, quindi dell’artigianato e della PMI (Piccola & Media Industria) – con tutte le necessarie misure (defiscalizzazione, contrasto alla concorrenza sleale e, quindi, alla globalizzazione).

          Avrebbe dovuto esser chiaro – sin dal primo momento – che nessuno di questi punti poteva essere ottenuto/realizzato nell’ambito di una coalizione: né di centro-destra, né di centro-sinistra. In teoria si sarebbe potuto conseguire qualche risultato parziale, limitatamente ai punti (3) e (4), in un’alleanza di centro-destra, comunque acerrimamente avversaria in merito ai punti (1) e (2). Altrettanto chiaro era – soprattutto agli occhi di chi conosceva un sistema realmente federale (Germania) – che una soluzione “federalista” (di per sé auspicabile) in Italia avrebbe sempre e comunque significato, con buona probabilità, una guerra civile. Lo stesso sarebbe valso, a maggior ragione, per un’ipotetica secessione.

          Nota al margine: mia personale convinzione è che la fuoriuscita di Fini & FLI dal governo Berlusconi & Bossi non sia stata tanto o solo il frutto delle varie reciproche avversioni fra Berlusconi e Fini, ma che sia stata, sostanzialmente, il “freno a mano” del Sud, tirato subito dopo la conquista di Veneto e Piemonte da parte della Lega. Fini sarà tutto, ma non è uno stupido: sapeva che si andava a mettere in una serie di guai terribili – ma non poteva permettere uno “sfondamento” del Nord nel contesto federalista.

          Tornando al punto: che senso poteva quindi avere accettare l'”abbraccio mortale” di Berlusconi? In cambio di cosa? Cosa ci si poteva aspettare, in cambio dei vari “salvacondotti” per Ruby, Cosentino & Milanesi? O per il “boss” in prima persona? Qualcuno ha veramente creduto che Berlusconi potesse o volesse veramente riformare il Sud? Che potesse veramente imporre una riforma federalista a questa “Italia” romano-centrica corrotta e meridionalista? A questa domanda Bossi non ha mai risposto – e penso che la risposta sarebbe, presumibilmente, assai poco edificante.

          Il guaio è che da questo “compromesso”, già – in sé – decisamente contestabile, non sono sortiti neanche risultati in altri settori, dove (almeno in teoria) sarebbe stati forse conseguibili: nel campo della sicurezza, ad esempio, dove si sarebbero potuti costruire nuovi carceri (dando magari un nuovo impiego, piú sensato, ad una parte delle decine di migliaia di guardie forestali del Sud) o dove si sarebbe potuto riformare il codice penale (invece di pensare sempre ai soliti guai del “caro Silvio”). O nel campo della defiscalizzazione delle attività.

          Ma no, niente. I nostri voti sono stati usati – a parte l’occupazione di tante poltrone in tanti consigli di amministrazione – solo per coprire le spalle al satiro di Arcore.

          Chi ha fatto male alla Lega non sono quindi stati gli elettori, o coloro che l’hanno criticata o contestata. La Lega è stata affossata proprio da chi avrebbe avuto il compito di guidarla. Sono loro che l’hanno tradita – e che non sembrano intenzionati ad andarsene.

          Ma lei, cara signora Lucia, tornerebbe da un veterinario che si è mangiato in salmí il suo gattino?

          • lucia:

            carissimo,
            credo che potrei sottoscrivere quasi in toto le motivazioni per le quali lei ha preso a votare per la lega nord.Più modestamente io non sono mai uscita dal paesello ma ho apprezzato fin da subito le istanze della lega.Per la verità,conoscendo per esperienza diretta la classe politica nostrana,quella lombarda,dapprima sono stata perplessa.Pensa,mi dicevo,se costoro potessero avere la possibilità di avere a disposizione altri metodi per taglieggiarci,avrebbero potuto aggiungere alle tasse che già versavamo quelle che avrebbero potuto imporci direttamente.Perchè la crisi c’è sempre stata,non è una novità di questi tempi e le aziende e i professionisti e gli artigiani e i commercianti e le famiglie allora come oggi hanno avuto le loro belle difficoltà!
            Per fortuna allora questo non si verificò proprio per la stessa insipienza dei politici che trattarono la lega come un fenomeno da baraccone dapprima,poi come un nemico da sbaragliare dandole così il tempo di crescere e soprattutto di riuscire a fatica a far crescere nell’elettorato l’apprezzamento per la proposta culturale,l’orgoglio di appartenere ad una comunità..
            Ricordo con precisione il momento in cui cominciai ad apprezzare questo movimento,Fu il giorno della manifestazione sul Po.Io ci andai,come molti.Più per curiosità che per convinzione ,accompagnata da mio marito,calabrese.L’impressione che ne trassi fu di essere nella storia.Andai a Spessa Po.E vidi la riva piena di gente,come me,venuta lì a…….fare niente.Non c’era un discorso nè un concerto nè un programma che potesse giustificare quella riunione.E vidi un signore,di una certa età.accompagnato dalla moglie .Entrambi erano vestiti come per un matrimonio,giacca e cravatta,col caldo che faceva lungo quella riva polverosa!.Ebbi davvero l’impressione di far parte di un popolo che,come dice Manzoni nell’Adelchi, si sveglia ed alza la testa!Da Spessa prendemmo allora a pattugliare i vari ponti sul Po e dappertutto vidi lo stesso spettacolo.Ma nulla sarebbe stato se non avessi registrato il silenzio completo dei mezzi di informazione e la derisione riservata a quella gente e a me..Questo è per me il valore della lega nord.Tutto il resto è conseguente.
            Io non voglio discutere sulla strategia adottata.Ho sempre cercato di comprenderla,non essendo neanche iscritta e di accettare le scelte fatte non fosse che per il fatto che non credo sia lecito criticare chi agisce …restando alla finestra.Sono convinta che ogni scelta abbia una motivazione.Ad esempio non ho capito la sospensione data a Borghezio,colpevole di avere espresso una opinione,ma alla fine l’ho compresa,come sembra abbia fatto lo stesso Borghezio.

            Quello che ora non posso accettare è il metodo con cui si vorrebbe impostare una nuova strategia.

            Probabilmente l’andar da soli sarà giusto,ma l’aver provato prima le alleanze non è indice di cattiva fede e si sarebbe potuto arrivare alla stessa conclusione senza andare a creare lo sconquasso che oggi registriamo e senza accusare nessuno di essere disonesto o di aver tradito.

            Quello che mi piace nell’esempio di Bossi è che non ha mai fatto il capopolo.Disse nell’ultima intervista televisiva prima che si ammalasse che già la gente litiga per conto suo e che il politico deve comporre le divisioni,non accentuarle.Si era ai tempi della guerra nel Kosovo e Bossi era contrarissimo,Già allora però molti lo accusarono di aver fatto perdere alle lega un sacco di voti per quella posizione!!!!
            Nota a margine: la penso come lei sulla questione di Fini,Le aggiungero anche che un ‘ulteriore conferma deriva dalla vicenda delle famose liste presentate in malo modo che hanno messo in forse addirittura la partecipazione della lega alle elezioni.Credo di ricordare bene.
            Io ebbi addirittura l’impressione che il PDL,allora comprendente ancora Fini e compagnia,sarebbe stato disposto addirittura a perdere la Regione pur di tenere fuori dal gioco la lega,E quanto successo in Piemonte,con Cota ancora oggi in forse,non può essere solo uno sfizio di una donna di sinistra,disapprovata dal suo stesso partito!.Credo che la lega abbia sempre saputo di non poter contare più di tanto sull’alleato,(del resto l’esito del referendum insegna) ma ,lo dico dall’esterno,che fosse giusto sperimentare quella strada.

            Non sono d’accordo sulla sua conclusione.Nessuno della dirigenza ha mai avuto l’idea di coprire le spalle a berlusconi.Questa è una idea sbandierata da qualche anima pia,così come sbandierano le balle sulla famiglia di Bossi ecc ecc e comunque è una conclusione tirata da chi vede solo a una spanna dal proprio naso e non riesce a comprendere che è il progetto della lega quello che bisogna sostenere,accettando anche le miserie degli individui.
            La lega non viene affossata dagli elettori,se mai non viene votata.Quello che poteva affossare la lega è la divisione in una lega degli onesti e una lega dei disonesti,come è stato fatto.Divide et impera!.
            La ringrazio delle sue osservazioni e mi dispiace di avere forse un pò troppo approfittato dello spazio concesso.Spero non inutilmente.Saluti

  • Antonio:

    Carissimi Lucia e Schwefelwolf

    Sto seguendo con vivo interesse il vostro arguto argomentare al quale vorrei aggiungere una mia piccola aggiunta.

    Premetto che sono in Lega dal fine1990 e che sin dall’inizio abbracciai, convintamente, l’idea leghista del “Padroni a casa nostra” arrivando alla secessione se necessaria (sono per la secessione persino dai vicini di pianerottolo; concepisco solo una società dove l’unione tra persone sia frutto di volontaria ADESIONE e non di imposizioni qualunque esse siano) e ho ricoperto sia il ruolo di Segretario cittadino della Lega sia il ruolo di Segretario, di territorio, (per ovvie ragioni ometto il luogo), prima del SALP ( fui uno dei 300 che a Bergamo votarono il primo statuto del SALP e per questo mi reputo un fondatore) e poi del SIMPA (Sindacato Padano).

    Dal SIMPA scappai quando la Rosi Mauro, assieme a Gemma, riuscirono in una notte, a cambiare lo Statuto del SIMPA pur di impedirmi di parlare (ero un Proboviro) a difesa di un membro della segreteria che si era permesso di chiedere ( già allora ) spiegazioni sull’impiego del denaro e per questo venne espulso (è agli atti). Pagai in prima persona l’essere un sindacalista della Lega (ci rimisi il posto di lavoro ma, alla fine, vinsi la causa) ma la soddisfazione di vedere il sindacato crescere era impagabile (solo in quelli anni avvenne che cresceva).

    In Lega, invece, il mio spirito critico, il mio “indipendentismo” mi portò sovente ad avere idee diverse sulle scelte che nel trascorrere degli anni venivano operate.
    Negli primi anni queste idee venivano, più o meno, discusse prima, ultimamente sono state “calate” dal cielo da uomini infallibili.
    Non ho mai capito certe piroette, con triplo salto mortale carpiato, fatte dai nostri dirigenti leghisti (tutti, nessuno escluso) per cercare di argomentare cambiamenti di opinioni repentine oppure il decretare certi allontanamenti su chi non si adeguava a essere solo “usato” all’occorrenza.

    Più volte, e troppe persone hanno scordato, facilmente, che se sono giunti a Roma è perché qualcuno si è fatto il “mazzo” per mandarceli.
    Quella Roma MALEDETTA che tutto e tutti fagocita in un abbraccio mortale e fa dimenticare il motivo per il quale ci si trova seduti nelle poltrone parlamentari.
    Sulla conduzione della Lega, dopo la malattia di Bossi, meglio stendere un velo pietoso.

    Il risulto è sotto lo sguardo di tutti.

    Sapremmo risollevarsi? La vedo ardua .

    Fintanto in Sezione si litiga e si discute per ore e ore, sul chi mandare come delegato al Congresso Federale, e si arriva a contare i voti necessari, (cosa alla quale assistetti due settimane fa) come fosse questione di vita o di morte l’essere delegato, mentre il Paese è allo sfascio, è evidente che nulla abbiamo imparato e che il “democristianesimo” dilaga.

    Cambierà? Non credo.

    Non vorrei che la “Lega 2.0” avesse il successo che ha avuto “Vista” dopo il glorioso Windos XP
    Un saluto

  • Schwefelwolf:

    Ladies first – quindi precedenza alla signora Lucia

    Cara signora,

    nel pieno rispetto delle Sue valutazioni sull’operato di Umberto Bossi e della Lega, confermo il mio sostanziale disaccordo. Siamo in democrazia e quindi la cosa non mi dispiace, almeno fino a quando si argomenta in buonafede, come nel Suo caso.

    Un’ultima breve replica: “provare” strategie è certamente ragionevole e non implica “cattiva fede”. Ma quando la “strategia” assume, nei risultati e negli sviluppi concreti, i connotati degli ultimi 10 (dieci!) anni (ripetutamente esposta/analizzata nei precedenti commenti) allora non possono esserci che due spiegazioni: o un’ingenuità ai limiti del cretinismo, o un’assoluta malafede. E non mi sembra che Umberto Bossi sia una persona particolarmente ingenua.

    Perdoni, infine, un’ultima domanda: come fa, cara signora, a non considerare “copertura di spalle” per Berlusconi il voto per “Ruby” o per Cosentino? O il sostegno a tutti i (penosi & maldestri) tentativi di legge ad personam? Suvvia…. Bossi avrà i suoi difetti, ma non è uno stupido. Sapeva cosa faceva.

    Indipendentemente da ciò, cara signora Lucia – onore alla Sua fede…

    ********************

    Caro Antonio,

    se trovare un riscontro come il Suo fa ovviamente piacere, è con amarezza che si legge la Sua conferma della malattia che ha portato la Lega alla situazione in cui si trova: con un programma ripetuto sino alla nausea – e mai attuato – e con una dirigenza praticamente priva di ogni residuo di credibilità – ma ben irrigimentata nell’ordine di scuderia di difendere l’indifendibile.

    E’ straordinario vedere con quale sconcertante disinvoltura si glissa quando qualcuno – magari un giornalista in TV – ricorda a qualche esponente della Lega (uno per tutti: Salvini!) che le 17.000 o 27.000 guardie forestali siciliane o calabresi c’erano già prima che la Lega entrasse nel governo, e che hanno continuato ad esserci anche dopo 10 anni di governo a partecipazione leghista. E’ vero – si ammette – non abbiamo fatto tutto ciò che avremmo dovuto/voluto. Del resto, con l’8% non potevamo fare miracoli… e comunque l’elettorato ci ha puniti e noi abbiamo capito la lezione. Davvero? Gli altri – si aggiunge – sono stati anche peggio.

    Certo, verissimo – ma noi non avevamo votato gli altri.

    Resta il fatto che la “questione settentrionale”, che ha permesso alla Lega di andare a Roma a fare quello che ha voluto – con i nostri voti – resta immutata, anzi aggravata – ed è destinata a diventare sempre piú drammatica. Possiamo quindi solo sperare che la forza degli eventi permetta la nascita di una nuova Lega: non “democristiana” e neanche “consociativa”, una Lega di popolo, e non di funzionari – e certamente non la Lega versione lifting 2.0 o 3.0, guidata dalla stessa “schiera” che ha gestito gli ultimi dieci anni. Parafrasando una frase di Franz Josef Strauß (che disse: “Per conquistare un mercato ci vogliono anni, per perderlo bastano settimane”): per crearsi una credibilità ci vogliono anni, per perderla… E la credibilità è una di quelle cose che, quando si perdono, non si recuperano piú.

    Concordo con te: sarà dura.

    • lucia:

      vedo anch’io che siamo in assoluto disaccordo e che lei è contrariato dalla politica fatta dalla lega in questi anni più per l’antipatia verso il Cavaliere che per altro,dato che continua a evocare il caso Ruby o il caso cosentino.Questo limita,e molto,la capacità di critica.
      Ci sarebbe molto da dire invece sulla politica complessiva adottata dal centro destra ,e parlo della regione lombardia,con una gestione della sanità assurda,che pretende di fare da capofila a tutta la sanità del paese,piegandosi tanto completamente alla logica della economia da avere sostanzialmente trasformato il sistema sanitario in un businnes micidiale in cui solo la RETORICA regge perchè nei fatti la sanità è dignitosa solo per chi ha i mezzi per permettersela.Solo la buona volontà degli operatori,che non sempre logicamente c’è,permette di avere ancora della sanità l’idea di un servizio sociale.Lo so bene perchè da qualche anno sto frequentando,da paziente, l’ambiente ospedaliero,sia pubblico che privato ed è un servizio buono tecnicamente,se va bene,ma orrendo umanamente,in cui la dignità è cancellata dalle direttive.
      Ma lei sa,per restare su un semplice esempio,che i medici di base non fanno più le visite domiciliari se il malato è trasportabile?Ma tutti sono TRASPORTABILI,magari con una lettiga
      .E così se hai un bambino o hai una febbre da cavallo oppure sei uscito dall’ospedale,siccome sei trasportabile,o paghi la visita domiciliare oppure vai in ambulatorio o mandi qualcuno in ambulatorio a fare scrivere,nei tempi e nei modi indicati da apposito cartello a far ritirare le ricette per i farmaci che altri hanno prescritt.,
      Certo molti medici ignorano queste direttive e continuano a fare il medico,ma il problema non è il medico,Il problema è il sistema..Il servizio domiciliare è garantito solo per alcune tipologie di malati,quelli terminali e viene realizzato da una apposita struttura che si occupa appunto di assistenza domiciliare e che si prende in carico il malato fino a che muore.
      E abbiamo da anni un assessore leghista che nessuno a quanto pare,neanche i barbari sognanti,si sogna di mettere in discussione!E per la verità questo sistema va bene anche alle sinistre.L’organizzazione,che assomiglia molto a quella del sistema comunista,soffoca tutto quanto.Se la critica fosse su questi fatti,la capirei,ma finchè mi si parla di coperture a questo o a quello…..

      per il resto,credo che lei abbia sostanzialmente confermato,nella sua risposta ad Antonio,che quello che si vuole è una nuova Lega,Ma allora perchè non farsela ex novo invece di distruggere quella degli altri? saluti

      • Schwefelwolf:

        Ho una brutta notizia per lei, cara signora Lucia: la Lega non è stata distrutta – o non viene distrutta – da altri (comunque suoi fedeli elettori per 20 anni). La Lega è stata tradita e uccisa da chi l’ha creata e l’ha portata a Roma, ad abbuffarsi.
        Lei, signora Lucia, probabilmente non mi crederà – ma questa fine della Lega fa male a me quanto a lei, e quanto a tutti noi che l’abbiamo seguita e sostenuta per tutti questi anni. La invito a rileggere il commento di Antonio. E penso che questo sia il sentire di migliaia e migliaia di sostenitori delusi, per non dire disgustati.

        Per quanto concerne Berlusconi: ricordiamo Cosentino e Ruby solo perché sono esempi di particolare rilevanza mediatica e di grande “sintomaticità” – ma non pensi che il mio sia un anti-Berlusconismo moralista o viscerale. Berlusconi è un uomo che ha fatto i suoi interessi, con un ottimo investimento finanziario chiamato Forza Italia, creato e cinicamente usato come salvifica scialuppa di salvataggio per tutti i topi che lasciavano i vecchi bastimenti DC e PSI, che andavano rapidamente affondando. Il vero “crimine” di Berlusconi è stato, a mio personale avviso, quello di aver salvato tutto il marciume della “I Repubblica” riciclandolo nella II. E la realtà che viviamo da 20 anni – con l’ininterrotta successione di scandali e corruzione – ne è solo la conseguenza diretta.

        L’incredibile – tuttavia – è che proprio in quei frangenti la Lega, lo stesso movimento che agitava (GIUSTAMENTE!) nodi scorsoi in parlamento, ha evidentemente cominciato a cambiare gradualmente linea. E da lí nasce il problema. Ognuno è libero di non vederlo: ma i fatti sono del tutto incontrovertibili.

        Che Berlusconi sia quello che sia, è comunque un problema suo e dei tanti – poveri – ingenui che l’hanno votato in buona fede, credendo alle sue promesse. Il mio/nostro problema nasce invece dal dover riscontrare di aver votato per vent’anni qualcuno che a Milano diceva una cosa, ma a Roma faceva qualcosa di totalmente diverso, e spesso esattamente l’opposto, come quello che chiedeva Berlusconi (e di cui abbiamo piú che abbondantemente parlato). Ed è stato Berlusconi ad aver creato i presupposti per il movimento di Grillo – tenendo in vita, insieme a tutti gli altri “romani” (PD, UDC, IDV e Lega compresa) la repubblica del malaffare.

        Francamente fatico a comprendere chi rifiuta le critiche che Grillo muove al “sistema”: mi sembra che abbia sostanzialmente ragione almeno nel 90% dei casi (in particolare quando accenna all’idea di trascinare tutti questi ladri in tribunale). Il guaio di Grillo è che non offre risposte, non offre soluzioni – a differenza di quello che avrebbe potuto fare la Lega, se solo non avesse ceduto alle lusinghe dell’allegra tavolata romana.

  • gian luigi lombardi-cerri:

    Cara Signora Lucia,
    penso che lei sia scesa dal Paradiso poichè la Lega che lei difende sono anni che non esiste più .
    Nello stesso Paradiso lei non ha avuto contezza di come si gestisce una azienda , e mi riferisco non solo alla gestione della Lega , ma anche a quella della sanità lombarda, che pur non esendo paradisiaca, risulta economicamente positiva (leggero utile di bilancio) e tecnicamente notevole (ottime ed invidiate prestazioni mediche).
    Tenga presente che in una normale azienda se i risulti sono quelli politicamente ottenuti sinora i responsabili devono filare a casa senza se e senza ma.
    La saluto.

    • lucia:

      caro Sign.Luigi
      non sono scesa dal paradiso.Ancora non ci sono andata.In compenso sto in Purgatorio.
      E il sistema sanitario lo conosco bene anche perchè ne sono stata parte come professionista
      .Forse è la pena da scontare prima di andare in Paradiso.dove spero di arrivare il più tardi possibile
      .Lei comunque conferma quanto penso e cioè che si vede la sanità solo da un punto di vista strettamente economico,esattamente come ho già detto,trattandola come una normale azienda.Spiacente ma non credo che possa essere così.E potrà dire,se mai,che sono vecchia forse perchè ho ben presente lo spirito con il quale si è dato avvio a una riforma sanitaria che potesse garantire assistenza a tutti.Prendo atto del fallimento totale di quelle aspirazioni ,

  • gian luigi lombardi-cerri:

    Cara Signora Lucia,
    il sottoscritto e la moglie hanno dovuto e devono utilizzare gli ospedali (di Valle Camonica e della Valtellina) per malattie molto gravi.
    L’assistenza che abbiamo avuto ( e che permane tuttora ) è ottima sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista umano.
    E senza raccomandazioni di sorta !
    Certamento vi sono alcuni inconvenienti , tra cui l’intervento di laureati provenienti dal Sud, però prontamente cacciati a furor di popolo, non perchè meridionali, ma perchè ignoranti e supponenti.
    Quanto alla “fiera dei sogni”, per plurima esperienza gestionale le dirò che la differenza tra pubblico e privato sta ( o dovrebbe stare) nel fatto che il privato deve produrre utili , mentre il pubblico non deve produrre perdite a nessun titolo .
    Diversamente si giunge alla situazione italica attuale con un passivo di bilancio tale per cui solo Iddio sa se , come ed a che prezzo potremo venirne fuori.

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